Frontalieri

Tassa sulla salute, c’è un colpo di scena: «La applicheremo se lo faranno tutti»

Il presidente della commissione regionale Italia-Svizzera, Giacomo Zamperini (FdI): «Se il Piemonte dirà no, faremo lo stesso»
La maggioranza di centrodestra in Lombardia si divide sulla tassa della salute. ©Gabriele Putzu
Anna Campaniello
Anna Campaniello
05.03.2026 15:11

La «Regione Lombardia non applicherà la tassa della salute se non la applicheranno tutte le altre regioni».

Nuovo colpo di scena oltrefrontiera sul contributo per le spese mediche previsto per i vecchi frontalieri, introdotto dalla Legge di bilancio 2024 ma, di fatto, non ancora applicato. A sorpresa, Giacomo Zamperini, consigliere regionale di Fratelli d’Italia ed esponente quindi della maggioranza che governa la Lombardia, ha tirato un colpo di freno sull’introduzione del balzello.

Zamperini, presidente della commissione regionale Italia-Svizzera, è intervenuto in diretta durante la trasmissione dell’emittente comasca EspansioneTv, Border. E ha negato, di fatto, quanto la giunta lombarda - in particolare gli assessori alla Salute Guido Bertolaso e agli Enti locali Massimo Sertori - ha sempre dichiarato. Ovvero, che la tassa sarà applicata, anche se fino a questo momento non è stato compiuto alcun atto formale in tal senso.

Com’è noto, il Piemonte non intende introdurre il contributo. Una posizione che ora potrebbe essere seguita dalla Lombardia. «La legge è stata introdotta dal Parlamento e le leggi devono essere applicate - ha premesso Zamperini - Lo dico, però, in modo chiaro, franco e netto: la Lombardia non è la regione dei balocchi, e se le altre regioni, come il Piemonte, troveranno il modo per non applicare questa normativa, lo stesso farà anche la Lombardia. Nessuna tassa finché non la applicheranno tutte le altre regioni coinvolte».

Un annuncio certamente a sorpresa, che potrebbe cambiare gli scenari di quello che è ormai diventato, a tutti gli effetti, un caso politico e uno scontro istituzionale tra Italia e Svizzera. I Comuni italiani di confine temono fortemente le possibili ripercussioni sui ristorni, già minacciate da più parti sul fronte elvetico.

«È un impegno che mi assumo - ha ribadito però Zamperini - Se qualcuno dice, secondo me erroneamente, che è possibile non applicare la tassa, allora si sieda al tavolo con la Regione per discuterne. Non possiamo dire ai lombardi di pagare se altri, nella stessa situazione, non lo fanno. Se i piemontesi o altri non verseranno il contributo, non pagheranno neppure i lombardi». Insomma, «finché non ci sarà un’intesa tra tutte le regioni - ha ribadito il presidente della commissione Italia-Svizzera del consiglio regionale lombardo - la tassa non sarà applicata».

In ogni caso, la stessa Regione Lombardia conferma la prosecuzione dell’iter per arrivare all’applicazione della tassa, pur ammettendo le difficoltà. «Non abbiamo potuto procedere in assenza dei decreti attuativi - ha detto lo stesso Zamperini - Per poter applicare la legge dobbiamo capire come fare. C’è, ad esempio, la difficoltà di individuare i vecchi frontalieri che hanno optato per la sanità svizzera, si tratta di un dato non disponibile. L’opzione scelta sembra dunque quella dell’autocertificazione, procederemo su questa linea».

«Siamo ancora al lavoro anche per mitigare per quanto possibile gli effetti della legge - ha dichiarato Zamperini -Il mio partito, ad esempio, sta lavorando sulla possibilità di ridurre la quota del contributo richiesto, non più dal 3 al 6% del salario, come previsto ora, ma dall’1 al 3%. Stiamo studiando un intervento mirato, così come stiamo lavorando per assicurare il migliore utilizzo possibile delle somme che verranno versate, eliminando anche le disparità che rischiano di crearsi nelle aziende socio-sanitarie tra strutture all’interno della fascia dei 20 chilometri dal confine e strutture che sono fuori».

Al momento, la certezza è che la Regione Lombardia non ha inserito a bilancio previsioni di entrata legate alla tassa della salute che dovrebbe essere chiesta ai vecchi frontalieri. «Stiamo studiando gli aspetti tecnici e torneremo in consiglio regionale con una mozione», ha fatto sapere Giacomo Zamperini.

Ma è evidente che i tempi, dopo le nuove dichiarazioni, si allungano ancora e sembra allontanarsi per i vecchi frontalieri, anche lombardi, l’effettiva applicazione della nuova tassa. La palla torna alla politica ed è già attesa per quali saranno le possibili reazioni all’ennesimo colpo di scena.