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Teheran respinge il piano statunitense, il petrolio torna a salire

Con il mancato accordo Usa-Iran, il petrolio guadagna oltre il 3% in Asia
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Teheran respinge il piano statunitense, il petrolio torna a salire
Red. Online
11.05.2026 06:25
07:22
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Gb e Francia copresiedono domani riunione ministri difesa su Hormuz

Parigi e Londra copresiederanno martedì una riunione dei ministri della difesa sullo Stretto di Hormuz. Lo rende noto il governo britannico. I ministri della Difesa britannico e francese co-presiederanno martedì una videoconferenza con i loro omologhi dei paesi disposti a contribuire a una missione per la sicurezza dello Stretto di Hormuz, al fine di discutere i «contributi militari» di ciascun Paese, ha annunciato Londra.

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Il punto delle 06.00

L'Iran ha respinto il piano statunitense, secondo quanto riportato dai media iraniani citati da Sky News. Il piano «avrebbe significato la sottomissione di Teheran alle eccessive richieste di Trump», riferisce la televisione di stato Press TV. Secondo una ricostruzione del Wall Street Journal, Teheran ha inviato un testo di diverse pagine con le sue richieste: no a impegni preliminari, sollecitati da Washington, su programma nucleare e scorte di uranio altamente arricchito, e disponibilità a sospendere le procedure di arricchimento per un periodo più breve rispetto ai 20 anni proposti dagli Stati Uniti. «Il piano iraniano sottolinea la necessità che gli Stati Uniti paghino riparazioni di guerra e riafferma la sovranità dell'Iran sullo Stretto di Hormuz» riferisce Press TV. «L'Iran ha ribadito la necessità della fine delle sanzioni e del rilascio dei beni e delle proprietà sequestrate al Paese.»

Dal canto suo Donald Trump ha fatto sapere di non essere contento della risposta iraniana sulla proposta Usa per chiudere la guerra. «Non mi piace la loro lettera. È inappropriata. Non mi piace la loro risposta», ha dichiarato in una breve telefonata con Axios. Trump si è tuttavia rifiutato di scendere nei dettagli sui contenuti della risposta stessa. Gli Usa hanno atteso per giorni la risposta iraniana arrivata domenica. La Casa Bianca sperava che le posizioni di Teheran mostrassero ulteriori progressi verso un accordo, ma la reazione iniziale di Trump è sembrata indicare l'esatto contrario.

Gli Usa hanno presentato la proposta ai mediatori mercoledì scorso, puntando al memorandum in 14 punti che includeva i piani di un mese di negoziati al servizio della stesura della pace duratura. «La guerra non è finita, perché c'è ancora materiale nucleare, l'uranio arricchito, che deve essere portato fuori dall'Iran - ha chiarito nel pomeriggio il premier israeliano Benyamin Netanyahu, fissando le sue linee rosse in un'intervista alla Cbs -. Si interviene e lo si porta via. Ci sono ancora siti di arricchimento che devono essere smantellati».

In un'intervista diffusa domenica dal programma di news 'Full Measure' prima che fosse ufficializzata la risposta di Teheran, Trump ha affermato che gli USA stanno monitorando le scorte residue di uranio arricchito dell'Iran e che «a un certo punto» se ne impadroniranno. Malgrado abbia sostenuto che l'intervento militare fosse finalizzato a garantire che l'Iran non potesse mai dotarsi di un'arma nucleare, vantandosi peraltro di aver bombardato i siti nucleari del Paese la scorsa estate, il tycoon ha liquidato l'ipotesi secondo cui Teheran detenga ancora una quantità significativa di uranio, quasi idoneo a fabbricare ordigni bellici, materiale che, a detta degli ispettori internazionali, sarebbe verosimilmente sepolto proprio in quei siti.

Nel frattempo i prezzi del petrolio salgono nelle contrattazioni sui mercati asiatici in scia al mancato accordo con l'Iran sulla proposta di pace elaborata da Washington, con la conseguente riapertura dello Stretto di Hormuz, in gran parte chiuso, che mette a rischio le forniture energetiche globali: il Wti guadagna il 3,50%, a 98,76 dollari, mentre il Brent sale del 3,45%, a 104,78 dollari al barile.