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Teheran respinge il piano statunitense, il petrolio torna a salire

Con il mancato accordo Usa-Iran, il petrolio guadagna oltre il 3% in Asia
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Teheran respinge il piano statunitense, il petrolio torna a salire
Red. Online
11.05.2026 06:25
22:57
22:57
Sottomarino lanciamissili USA arrivato a Gibilterra

Un sottomarino lanciamissili balistici della Marina americana è arrivato a Gibilterra ieri «per una visita portuale» in un momento di alta tensione con l'Iran. Lo ha dichiarato in un comunicato la Sesta flotta Usa senza fornire il nome del sottomarino. Secondo alcuni media si tratta dello USS Alaska, equipaggiato con missili Trident armati di testate nucleari.

La presenza di sottomarini della Marina americana è rara e spesso è utilizzata per trasmettere un messaggio di deterrenza. «La visita dell'unità costituisce una dimostrazione delle capacità, della flessibilità e dell'impegno degli Stati Uniti nei confronti degli alleati della Nato», ha affermato la Sesta Flotta.

22:40
22:40
Netanyahu: «L'UE dimostra il suo fallimento morale»

«Mentre Israele e gli Stati Uniti stanno 'facendo il lavoro sporco dell'Europa' combattendo per la civiltà contro i pazzi jihadisti in Iran e altrove, l'Unione Europea ha messo a nudo il suo fallimento morale equiparando falsamente i cittadini israeliani ai terroristi di Hamas». Lo dichiara il premier israeliano Benyamin Netanyahu, secondo una nota del suo ufficio, dopo il sì dell'Ue alle sanzioni nei confronti dei coloni violenti in Cisgiordania e contro Hamas.

«Sanzionare gli ebrei per vivere in Giudea e Samaria è inaccettabile», prosegue indicando la Cisgiordania con il nome ebraico. «I tentativi dell'Ue di sanzionare i civili israeliani sono un ulteriore segno di debolezza e non avranno successo».

19:22
19:22
Iran: «La capacità di arricchimento dell'uranio non è negoziabile»

Il capo dell'Organizzazione per l'Energia Atomica dell'Iran (AEOI) ha affermato che la tecnologia nucleare del Paese non è all'ordine del giorno dei negoziati in corso per una soluzione al conflitto con gli Stati Uniti, aggiungendo che la capacità di arricchimento dell'uranio non è negoziabile.

Lo scrive l'agenzia Mehr citando il portavoce della Commissione per la Sicurezza Nazionale e la Politica Estera del Parlamento iraniano, Ebrhaim Rezaei.

Quest'ultimo, riferendo dell'incontro odierno tra i parlamentari e il capo dell'AEOI, Mohammad Eslami, il quale ha affermato che «il nemico cerca di distruggere la potenza della Repubblica Islamica dell'Iran, e che l'industria nucleare è uno dei fattori che contribuiscono alla potenza del Paese».

«Il capo dell'AEOI - ha proseguito Rezaei - ha anche affermato che le attività dell'industria nucleare iraniana sono pacifiche e rimarranno tali. La questione della tecnologia nucleare non è all'ordine del giorno dei negoziati e l'arricchimento non è negoziabile».

«Eslami - ha proseguito il portavoce della commissione parlamentare - ha affermato durante la riunione che le misure necessarie per proteggere i centri e le infrastrutture nucleari sono state previste e attuate, e che l'industria nucleare del Paese continuerà a operare con forza, tutelando i risultati raggiunti in campo nucleare».

18:11
18:11
Trump: «Sospenderò temporaneamente la tassa sulla benzina»

In un'intervista telefonica a Cbs News il presidente USA Donald Trump ha affermato di voler sospendere la tassa federale sulla benzina «per un certo periodo di tempo».

«Penso sia un'ottima idea», ha affermato Trump. «Sì, sospenderemo la tassa sulla benzina per un certo periodo e, quando i prezzi scenderanno, la reintrodurremo gradualmente», ha aggiunto il presidente USA.

I prezzi della benzina sono aumentati di oltre il 50% dall'inizio della guerra con l'Iran, il 28 febbraio scorso, raggiungendo ieri un picco di oltre 4,52 dollari a gallone, spiega Cbs News, aggiungendo che gli analisti prevedono che i prezzi rimarranno probabilmente elevati, dato che l'Iran blocca l'accesso allo Stretto di Hormuz.

Gli americani versano oltre 18 centesimi al gallone in tasse per la benzina e circa 24 centesimi per gallone di diesel. Se le tasse federali fossero sospese oggi, il prezzo medio della benzina scenderebbe a 4,34 dollari a gallone, ancora molto sopra la media pari a 2,98 dollari a gallone nei due giorni precedenti all'inizio della guerra contro l'Iran.

Durante un evento alla Casa Bianca, il leader USA è tornato a ribadire che i prezzi energetici «scenderanno come un sasso» una volta che la guerra in Medio Oriente sarà finita.

18:11
18:11
Trump: «Tratterò fino a raggiungere un accordo»

«Tratterò con la leadership iraniana finché non raggiungeranno un accordo»: lo ha dichiarato il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, intervistato da Fox News.

Trump ha aggiunto che i negoziatori iraniani gli hanno detto che gli Stati Uniti dovranno rimuovere la «polvere nucleare» dagli impianti iraniani distrutti, poiché l'Iran non possiederebbe la tecnologia necessaria.

Trump starebbe inoltre valutando di rimettere in piedi l'operazione «Project Freedom» per liberare lo Stretto di Hormuz, ha dichiarato lo stesso presidente.

La Marina militare statunitense, che dovrebbe scortare le navi attraverso lo Stretto, sarebbe solo «una parte» dell'operazione, ha concluso il tycoon senza fornire ulteriori dettagli.

Stando a quanto riporta la CNN, citando fonti vicine alle trattative, i negoziati fra Iran e Stati Uniti potrebbero subire un'accelerazione solo dopo la visita del presidente Donald Trump in Cina.

Secondo le fonti infatti è «molto probabile» che il ministro degli esteri iraniano, Abbas Aragchi, si trovi a Nuova Delhi per partecipare alla riunione dei ministri degli Esteri dei BRICS in programma giovedì e venerdì, gli stessi giorni in cui Trump sarà a Pechino.

La presenza di Araghchi «è importante», poiché è probabile che partecipino anche i ministri degli esteri di Arabia Saudita ed Egitto, due dei paesi che facilitano il dialogo informale tra Stati Uniti e Iran mediato dal Pakistan. La Cina «svolgerà un ruolo importante nel garantire la prosecuzione del dialogo», hanno concluso le fonti.

17:47
17:47
L'Iran rivendica la sovranità sullo Stretto di Hormuz

Nella controproposta presentata agli Stati Uniti per porre fine alla guerra, stando a quanto riportano i media iraniani, Teheran ha rivendicato la propria sovranità sullo Stretto di Hormuz; tuttavia, sia l'Iran che l'Oman possiedono delle Zone Economiche Esclusive (ZEE) nello stretto.

Secondo le Nazioni Unite, uno Stato ha il «diritto sovrano» di esplorare, sfruttare, conservare e gestire le risorse naturali delle acque della propria ZEE; tuttavia, in base alla Convenzione ONU sul diritto del mare (UNCLOS), «le navi di tutti gli Stati, siano essi costieri o senza sbocco sul mare, godono del diritto di passaggio inoffensivo attraverso le acque territoriali».

Uno Stato costiero non dovrebbe quindi «ostacolare il passaggio inoffensivo di navi straniere attraverso le acque territoriali», salvo in specifici casi previsti; in tal caso la Convenzione stabilisce che è possibile «adottare le misure necessarie nelle proprie acque territoriali per impedire il passaggio di navi che non siano inoffensive».

17:05
17:05
UE: «Sanzioni ai coloni israeliani violenti»

Via libera del Consiglio Affari Esteri alle sanzioni UE contro i coloni israeliani violenti. L'Ungheria ha tolto il veto finora tenuto fermo contro le misure, sulle quali era necessaria l'unanimità.

Lo scrive su X l'Alta rappresentante dell'Unione europea per la Politica estera Kaja Kallas.

I 27 ministri degli Esteri hanno quindi raggiunto l'accordo politico. Non ha raggiunto il necessario quorum invece la proposta di imporre dazi ai prodotti degli insediamenti israeliani.

L'accordo politico prevede invece anche nuove sanzioni contro Hamas. «Era ora che passassimo dall'impasse alla realizzazione. Estremismi e violenze hanno conseguenze», ha aggiunto Kallas.

13:48
13:48
Hormuz: calo dell'89% dei transiti giornalieri

Lo Stretto di Hormuz movimenta il 37% del petrolio mondiale via mare e il 28% del Gpl globale: le tensioni nell'area hanno provocato un calo dell'89% dei transiti giornalieri in pochi mesi. È quanto emerge dal nuovo numero del report «Port Infographics» realizzato da Assoporti ed Srm (Centro studi che fa capo al gruppo Intesa Sanpaolo). Quasi 1.000 navi risultano ferme nel Golfo, per un valore stimato di 23,7 miliardi di dollari di merci trasportate, con impatti sulle catene globali di approvvigionamento.

Il Canale di Suez, secondo il report di Assoporti e Srm, nel 2025 registra traffici ancora inferiori del 48% rispetto al 2022, mentre le rotte alternative via Capo di Buona Speranza allungano ancora fino al 120% le distanze percorse dalle navi. Le deviazioni delle rotte comportano un aumento fino a 20 giorni di navigazione aggiuntivi e rincari significativi dei costi logistici e del bunkeraggio.

Dall'analisi emerge inoltre come il 74% delle merci trasportate via mare nel mondo è costituito da rinfuse liquide e solide: oltre 9 miliardi di tonnellate di commodity strategiche; nel 2025 il trasporto marittimo mondiale ha raggiunto quota 13 miliardi di tonnellate movimentate, confermando il ruolo centrale dello shipping nell'economia globale; le rinfuse liquide rappresentano il 37% delle merci movimentate nei porti Ue, mentre le solide incidono per il 20%.

Nel 2025 i porti italiani, secondo l'analisi, hanno superato i 510 milioni di tonnellate di merci movimentate (+3,5%). I container crescono del 7,1%, raggiungendo quasi 13 milioni di Teu. Anche per l'Italia strategiche le rinfuse solide che aumentano del 7,1%, mentre le rinfuse liquide crescono del +1,8%. Nei porti italiani aumenta il traffico passeggeri raggiungendo 75 milioni di viaggiatori, di cui oltre 14 milioni di crocieristi.

11:08
11:08
Teheran: inquinamento a Kharg è dovuto a rilasci da petroliera

Il Dipartimento per l'ambiente iraniano ha attribuito l'inquinamento osservato vicino all'isola di Kharg allo scarico di acque di zavorra contaminate provenienti da una petroliera danneggiata, smentendo le notizie di perdite da oleodotti.

Lo scrive l'agenzia iraniana Tasnim.

07:22
07:22
Gb e Francia copresiedono domani riunione ministri difesa su Hormuz

Parigi e Londra copresiederanno martedì una riunione dei ministri della difesa sullo Stretto di Hormuz. Lo rende noto il governo britannico. I ministri della Difesa britannico e francese co-presiederanno martedì una videoconferenza con i loro omologhi dei paesi disposti a contribuire a una missione per la sicurezza dello Stretto di Hormuz, al fine di discutere i «contributi militari» di ciascun Paese, ha annunciato Londra.

06:25
06:25
Il punto alle 6

L'Iran ha respinto il piano statunitense, secondo quanto riportato dai media iraniani citati da Sky News. Il piano «avrebbe significato la sottomissione di Teheran alle eccessive richieste di Trump», riferisce la televisione di stato Press TV. Secondo una ricostruzione del Wall Street Journal, Teheran ha inviato un testo di diverse pagine con le sue richieste: no a impegni preliminari, sollecitati da Washington, su programma nucleare e scorte di uranio altamente arricchito, e disponibilità a sospendere le procedure di arricchimento per un periodo più breve rispetto ai 20 anni proposti dagli Stati Uniti. «Il piano iraniano sottolinea la necessità che gli Stati Uniti paghino riparazioni di guerra e riafferma la sovranità dell'Iran sullo Stretto di Hormuz» riferisce Press TV. «L'Iran ha ribadito la necessità della fine delle sanzioni e del rilascio dei beni e delle proprietà sequestrate al Paese.»

Dal canto suo Donald Trump ha fatto sapere di non essere contento della risposta iraniana sulla proposta Usa per chiudere la guerra. «Non mi piace la loro lettera. È inappropriata. Non mi piace la loro risposta», ha dichiarato in una breve telefonata con Axios. Trump si è tuttavia rifiutato di scendere nei dettagli sui contenuti della risposta stessa. Gli Usa hanno atteso per giorni la risposta iraniana arrivata domenica. La Casa Bianca sperava che le posizioni di Teheran mostrassero ulteriori progressi verso un accordo, ma la reazione iniziale di Trump è sembrata indicare l'esatto contrario.

Gli Usa hanno presentato la proposta ai mediatori mercoledì scorso, puntando al memorandum in 14 punti che includeva i piani di un mese di negoziati al servizio della stesura della pace duratura. «La guerra non è finita, perché c'è ancora materiale nucleare, l'uranio arricchito, che deve essere portato fuori dall'Iran - ha chiarito nel pomeriggio il premier israeliano Benyamin Netanyahu, fissando le sue linee rosse in un'intervista alla Cbs -. Si interviene e lo si porta via. Ci sono ancora siti di arricchimento che devono essere smantellati».

In un'intervista diffusa domenica dal programma di news 'Full Measure' prima che fosse ufficializzata la risposta di Teheran, Trump ha affermato che gli USA stanno monitorando le scorte residue di uranio arricchito dell'Iran e che «a un certo punto» se ne impadroniranno. Malgrado abbia sostenuto che l'intervento militare fosse finalizzato a garantire che l'Iran non potesse mai dotarsi di un'arma nucleare, vantandosi peraltro di aver bombardato i siti nucleari del Paese la scorsa estate, il tycoon ha liquidato l'ipotesi secondo cui Teheran detenga ancora una quantità significativa di uranio, quasi idoneo a fabbricare ordigni bellici, materiale che, a detta degli ispettori internazionali, sarebbe verosimilmente sepolto proprio in quei siti.

Nel frattempo i prezzi del petrolio salgono nelle contrattazioni sui mercati asiatici in scia al mancato accordo con l'Iran sulla proposta di pace elaborata da Washington, con la conseguente riapertura dello Stretto di Hormuz, in gran parte chiuso, che mette a rischio le forniture energetiche globali: il Wti guadagna il 3,50%, a 98,76 dollari, mentre il Brent sale del 3,45%, a 104,78 dollari al barile.