Vertice

Tensione sulla Groenlandia: «In disaccordo con Trump, ma continueremo a parlare»

Dopo il vertice a Washington, la Danimarca apre a una maggiore presenza militare Usa ma respinge ogni ipotesi di controllo americano sull’isola. Post provocatorio di Washington a fine incontro.
Ats
14.01.2026 21:16

Groenlandia al centro dello scontro diplomatico tra Stati Uniti e Danimarca. Si è tenuto oggi, poco prima delle 17.00 a Washington, nell’Eisenhower Building, il vertice per discutere sul futuro dell’isola artica. Al tavolo il vicepresidente JD Vance, il segretario di Stato Marco Rubio, il ministro degli Esteri danese Lars Løkke Rasmussen e la ministra degli Esteri della Groenlandia Vivian Motzfeldt. L’incontro, durato circa 50 minuti, è andato bene, secondo quanto definito dalla parte danese. Ma durante la conferenza stampa organizzata dopo il vertice, il ministro degli Esteri danese Rasmussen ha tracciato una linea chiara: è inaccettabile non rispettare l’integrità del territorio della Groenlandia, ha spiegato.

«In disaccordo con Trump, ma continueremo a parlare»

«Con Trump siamo in disaccordo, ma continueremo a parlare», ha spiegato il capo della diplomazia danese, annunciando la creazione di un gruppo di alto livello e nuovi incontri nelle prossime settimane. Allo stesso tempo, Copenaghen ha aperto alla possibilità di una maggiore presenza militare statunitense in Groenlandia. «Siamo pronti e disposti a fare di più», ha detto Rasmussen, ricordando che gli Stati Uniti dispongono già di ampi diritti di accesso militare e che eventuali richieste saranno valutate «in modo costruttivo». Ha però ammesso che «finora non siamo riusciti a far cambiare posizione agli Stati Uniti»: «È chiaro che il presidente ha questo desiderio di conquistare la Groenlandia, e noi abbiamo chiarito in modo inequivocabile che ciò non è nel nostro interesse». Dal canto suo la ministra degli Esteri groenlandese, Vivian Motzfeldt, ha ribadito che «non vogliamo che gli Stati Uniti ci controllino».

Aumenta la presenza militare in Groenlandia

Nel frattempo, Danimarca e Groenlandia hanno annunciato un aumento della presenza militare nell’Artico, in coordinamento con gli alleati Nato. Svezia e Norvegia hanno già inviato personale, mentre dalla Germania potrebbero arrivare a breve i primi soldati, secondo indiscrezioni della Bild. Nel frattempo anche la Francia ha annunciato che parteciperà alla missione militare coordinata dalla Danimarca.

Trump: «Da che parte, uomo della Groenlandia»

Sullo sfondo restano le parole di Trump, che oggi ha definito la Groenlandia «vitale per il Golden Dome» americano: «Se non lo facciamo noi, lo faranno Russia o Cina. E questo non accadrà». A incontro concluso, sui profili ufficiali della Casa Bianca è comparso anche un post dal tono provocatorio. «Da che parte, uomo della Groenlandia?», si legge nell’immagine pubblicata, che mette in scena quella che Washington descrive come la scelta davanti all’isola artica. La Groenlandia è rappresentata da due slitte trainate da cani: da un lato l’allineamento con gli Stati Uniti, associato a un futuro luminoso e sicuro; dall’altro una tempesta minacciosa, simbolo delle forze congiunte di Russia e Cina.