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La scossa è stata avvertita con forte intensità in gran parte del territorio colombiano: le vittime sono state accertate nelle città di Manizales e Pereira, tra i centri più colpiti dal sisma – TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
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Crollata la torre della cattedrale di Manizales
Una torre della cattedrale di Manizales, in Colombia, è crollata a seguito del terremoto di magnitudo 7.4 che ha colpito il Paese questa mattina. Il sisma ha provocato anche il crollo della cupola e il distacco della figura di Cristo installata sul campanile centrale.

© Andres Valencia
Altre parti della struttura avrebbero inoltre riportato danni, mentre sulle porzioni rimaste in piedi della cattedrale sono visibili profonde crepe. Le immagini diffuse sui social e rilanciate dai media locali mostrano i gravi danni riportati dalla Basilica metropolitana di Nostra Signora del Rosario, uno dei principali simboli architettonici della città.
La chiesa è considerata uno degli edifici più emblematici del centro storico di Manizales ed è riconosciuta come patrimonio architettonico e culturale della Colombia. Nel 1984 è stata dichiarata Monumento nazionale. La costruzione dell'attuale cattedrale iniziò nel 1928, dopo che un incendio aveva distrutto la precedente chiesa nel 1926. Nel 1951 il tempio fu elevato al rango di basilica minore da papa Pio XII.
Intanto, al sisma con magnitudo 7.4 che ha colpito la Colombia questa mattina sono già seguite almeno due scosse di assestamento, di magnitudo 2.8 e 4.8. Lo riferisce il Servizio geologico colombiano (SGC) che considera l'evento uno dei terremoti più forti degli ultimi dieci anni e tra i più intensi registrati nel Paese negli ultimi cento anni. Il movimento è stato avvertito in gran parte della Colombia, oltre che in Venezuela, Ecuador e Panama.
Danni sono segnalati in diverse aree del Paese, in particolare a Cali, Quibdó e Manizales. Le prime immagini e i video pubblicati sui social e rilanciati dai media locali mostrano edifici danneggiati e parti di strutture crollate. Le squadre di emergenza stanno verificando la presenza di persone rimaste bloccate sotto le macerie e hanno avviato le operazioni di soccorso.
A Quibdó, capoluogo del Chocó, sono stati segnalati danni anche all'aeroporto, che è stato chiuso. A Manizales, nel dipartimento di Caldas, si registrano crolli e gravi danni ad alcuni edifici, con detriti sulle strade e veicoli danneggiati. Tra le strutture colpite figura anche una cattedrale, mentre la zona di El Cable sarebbe tra quelle maggiormente interessate.
17:41
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Cosa sappiamo finora
È di almeno 20 morti il bilancio ancora provvisorio del terremoto di magnitudo 7.4 che questa mattina ha colpito la Colombia.
Lo riferisce il quotidiano El Espectador, secondo cui le vittime sono state accertate nelle città di Manizales e Pereira, tra i centri più colpiti dal sisma.
Nel dipartimento del Chocó, lo stato più colpito dal terremoto, si registra inoltre una vittima e dieci feriti, mentre a Cali sono 19 le strutture danneggiate, dove molte persone risultano bloccate sotto le macerie.
In particolare, ci sarebbero anche bambini tra le persone intrappolate sotto le macerie dell'ospedale universitario di Cali, danneggiato dalla forte scossa. Lo riferisce Blu Radio, secondo cui alcune parti del policlinico sono crollate. Le squadre di soccorso sono impegnate nelle verifiche e nelle operazioni di assistenza.
Il sindaco di Bogotà, Carlos Fernando Galán, ha invece appena riferito che al momento non si registrano danni significativi in città, sebbene siano state segnalate diverse crepe in alcuni edifici. Nel frattempo, i vigili del fuoco della capitale colombiana hanno fatto sapere che stanno effettuando ispezioni quartiere per quartiere.
Intanto, gli aeroporti di Pereira, Manizales, Quibdó, Armenia, Cartago e Buenaventura in Colombia sono chiusi «per motivi di sicurezza». «Le operazioni aeree in questi terminal rimangono sospese fino alla valutazione dei danni strutturali nell'infrastruttura», riferisce un comunicato ufficiale emesso dall'Aeronautica Civile colombiana.
Paura per nuove scosse
Intanto, cresce la paura per nuove scosse di assestamento dopo il sisma di magnitudo 7,4 che ha colpito il Paese questa mattina. «Abbiamo appena vissuto un grave evento sismico, ora ci preoccupano le repliche», ha dichiarato la governatrice del Chocó, Nubia Carolina Cordoba, a Blu Radio, confermando un primo e parziale bilancio dell'evento, con feriti e danni agli edifici a Quibdó, capoluogo del dipartimento, e sottolineando la necessità di verificarne l'entità.
La governatrice ha spiegato che, nonostante l'epicentro sia stato individuato nel comune di San José del Palmar, il sisma ha provocato danni in diverse località dove sono state segnalate persone ferite.
Dal canto suo, su X, il neo presidente della Colombia Abelardo De la Espriella, ha scritto: «Ho diretto personalmente la gestione dell'emergenza a San José del Palmar. Ho disposto l'istituzione di un Centro di Comando Unificato per coordinare l'assistenza alle persone colpite».
«Ho richiesto al Direttore della Protezione civile un rapporto dettagliato sulla situazione e sulle necessità più urgenti. Mi recherò inoltre personalmente a Pereira per stare vicino alle persone colpite e verificare la risposta del Governo. Non siete soli. Lo Stato è presente e sta intervenendo», ha aggiunto.
Zona altamente sismica
La catena montuosa delle Ande è, in generale, una zona ad alta sismicità. La Colombia, in particolare, è esposta a un elevatissimo rischio sismico, essendo uno dei pochi Paesi al mondo in cui convergono tre placche tettoniche: la terraferma si trova sulla placca sudamericana, le isole di Gorgona e Malpelo poggiano sulla placca di Nazca, e le isole di San Andrés e Providencia sulla placca caraibica.
Il Paese registra una media di 50.000 terremoti al mese, sebbene la maggior parte di essi sia impercettibile all'uomo. Molte delle principali città della Colombia si trovano nella catena montuosa delle Ande o nelle due grandi valli che la dividono in tre catene, attraversate dai fiumi Cauca e Magdalena. L'epicentro del terremoto di oggi si trovava nella Cordigliera Occidentale, tra il fiume Cauca e l'Oceano Pacifico.
Proprio in quest'area si sono verificati alcuni dei terremoti più devastanti: nel 1999, un sisma di magnitudo 6.2 colpì la città di Armenia, quasi alla stessa latitudine ma nella Cordigliera Centrale, causando ingenti danni e quasi 1.000 vittime. Nel 1983, Popayán, nella Cordigliera Occidentale e più a sud, fu colpita da un terremoto che provocò 287 morti.
