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La scossa è stata avvertita con forte intensità in gran parte del territorio colombiano – Le vittime accertate sono almeno 124, ma secondo le stime del sistema Pager del Servizio geologico degli Stati Uniti, potrebbero esserci fino a 1.000 morti – Il Governo ha dichiarato lo stato di calamità nazionale – Allerta anche per l'improvvisa attivazione del vulcano Puracé, in concomitanza con il sisma – TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
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23:48
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Salgono ad almeno 124 i morti
È salito ad almeno 124 morti il bilancio del terremoto di magnitudo 7.4 che ha colpito oggi la Colombia occidentale. L'Unità investigativa di El Tiempo aggiorna il bilancio delle vittime sulla base delle informazioni raccolte sul terreno. Il sisma ha provocato gravi danni a ospedali, aeroporti e strade nei dipartimenti di Chocó, Caldas, Risaralda e Valle del Cauca.
L'epicentro è stato localizzato nel comune di San José del Palmar, nel Chocó, al confine con Risaralda e Valle del Cauca. Secondo le autorità, il terremoto è durato 96 secondi, anche se in diverse città è stato avvertito per oltre quattro minuti.
23:47
23:47
In lacrime in tv il sindaco di una delle città più colpite
Non ha retto all'emozione il sindaco di Pereira, Mauricio Salazar, mentre comunicava in un'intervista televisiva le cifre del disastro che ha colpito la sua città, una di quelle che ha sofferto le maggiori devastazioni per il terremoto di magintudo 7.4 che ha colpito lunedì la Colombia.
«Il bilancio è critico, ci sono 60 persone decedute ma sono migliaia i feriti e gli ospedali sono saturati. Oltre a questo ci sono i danni alle infrastrutture e alle case. Ci sono 18 opere crollate e circa 60 edifici completamente collassati con persone intrappolate dentro», ha dichiarato con la voce rotta dall'emozione facendo intendere che le dimensioni della tragedia saranno inevitabilmente molto maggiori di quello che mostrano i bilanci delle prime ore.
«È una tragedia per tutta la città, c'è molta distruzione, ci sono morti e molti feriti, la gente è in stato di shock, andiamo avanti con l'aiuto di Dio ma è molto duro», ha concluso il sindaco del capoluogo del distretto di Risaralda che al termine dell'intervista ha ricevuto anche l'abbraccio spontaneo del cronista dell'emittente Caracol.
23:15
23:15
La solidarietà di Juanes, Maluma e Karol G
Il noto cantante Juanes si è unito da parte sua agli sforzi di soccorso avviati in diverse città del Paese per distribuire cibo non deperibile, acqua e prodotti per l'igiene alle persone colpite dal terremoto. «Di fronte al dolore, condividiamo tutti lo stesso volto. Ora più che mai, restiamo uniti, Colombia», ha scritto il cantante di «La Camisa Negra» e vincitore di numerosi Latin Grammy.
Sulla stessa linea anche la star del regueton, Maluma, che ha annunciato la prossima pubblicazione di «forme di aiuto per le persone più bisognose», seguito dalla cantante Karol G che, nonostante la sua aperta opposizione al presidente ultraconservatore de la Espriella, ha postato la pagina ufficiale del governo che permette fare donazioni a favore dei terremotati.
22:35
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Solidarietà e aiuti offerti da diversi Paesi
Si moltiplicano le offerte di aiuto internazionale alla Colombia dopo il terremoto di magnitudo 7.4 che ha colpito oggi l'ovest del Paese, provocando vittime e gravi danni. Il presidente di El Salvador, Nayib Bukele, ha messo a disposizione squadre di soccorso, personale medico e paramedico e forniture. La presidente del Messico, Claudia Sheinbaum, ha assicurato che il suo Paese offrirà «tutto il sostegno necessario» alla Colombia. Solidarietà è stata espressa anche dal presidente del Guatemala, Bernardo Arévalo.
Il governo degli Stati Uniti ha manifestato il proprio sostegno alla Colombia e alla nuova amministrazione del presidente Abelardo de la Espriella. Il segretario di Stato Marco Rubio ha assicurato che Washington è pronta a fornire assistenza. Anche Israele ha offerto il proprio aiuto: il ministro degli Esteri Gideon Sa'ar ha garantito alla Colombia «tutta l'assistenza» necessaria. De la Espriella ha incaricato il vicepresidente José Manuel Restrepo e il ministro degli Esteri Omar Bula di coordinare la cooperazione internazionale e gli aiuti destinati alle vittime.
22:11
22:11
Shakira: «Il mio cuore è con tutti coloro che hanno sentito il terremoto»
La pop star colombiana Shakira ha dichiarato che il suo cuore è con «tutti coloro che hanno sentito questo terremoto oggi».
In un messaggio su X la cantante ha scritto che «in momenti come questi, noi colombiani sappiamo come unirci e sostenerci a vicenda. Tutta la mia forza e il mio amore sono per la mia patria. Abbracciamoci forte e restiamo aggiornati in modo da poter aiutare il prima possibile».
20:51
20:51
Il presidente colombiano: «Il bilancio del terremoto è di 111 morti»
Il bilancio ufficiale delle vittime del terremoto in Colombia aggiornato alle 12.30 colombiane è di 111 morti e 87 feriti. Lo ha riferito il presidente Abelardo de la Espriella nel suo primo messaggio pubblico al termine della riunione del Comando Unificato dell'emergenza.
Il presidente ha riferito che a partire da adesso sarà il governo a fornire le cifre ufficiali riguardanti le vittime e i danni del sisma. «Il governo nazionale ha dispiegato tutte le sue capacità, la priorità è salvare le persone sotto le macerie», ha affermato de la Espriella.
Il presidente colombiano ha confermato che verrà decretato lo stato di calamità nazionale e ha annunciato che tutte le informazioni verranno convogliate al Comando unificato che pubblicherà rapporti aggiornati ogni due ore circa.
Il primo bilancio fornito dal capo dello Stato riferisce anche di «1.575 abitazioni colpite, 37 abitazioni completamente distrutte, 61 edifici crollati, 18 centri di salute colpiti, 52 centri educativi e 17 centri comunitari colpiti, 18 strade danneggiate e sei aeroporti colpiti».
De la Espriella ha inoltre riferito che il coordinamento degli aiuti internazionali sarà a carico del ministero degli Esteri mentre l'aiuto alla popolazione verrà gestito dalla «first lady», Ana Lucía Pineda.
Secondo una prima stima automatica del sistema Pager del Servizio geologico degli Stati Uniti (Usgs), potrebbero esserci fino a 1.000 vittime in seguito al forte terremoto che ha colpito oggi la Colombia occidentale. L'Usgs ha emesso un'allerta arancione, indicando la possibilità di danni significativi e vittime tali da richiedere una risposta regionale.
Il sistema stima con una probabilità del 35% un bilancio tra 100 e 1.000 morti e del 20% tra 1.000 e 10.000. Le perdite economiche sono invece valutate tra cento milioni di dollari e un miliardo di dollari. L'Usgs sottolinea che si tratta di stime preliminari, destinate a cambiare con l'arrivo dei dati dal territorio, e ricorda l'impatto di precedenti terremoti nella regione, tra cui quelli del 1983, 1994 e 1999, che provocarono centinaia o migliaia di vittime. Le stime, precisa l'agenzia, tengono conto soprattutto dei danni alle strutture e potrebbero quindi aumentare con la valutazione di altri effetti del sisma.
Intanto, il primo ministro spagnolo Pedro Sánchez ha espresso il suo «affetto e la sua solidarietà» al popolo colombiano in seguito al terremoto che ha colpito il Paese, e ha manifestato il suo sostegno alle vittime, alle loro famiglie e a tutti coloro che sono stati colpiti.
«La Spagna è al fianco della Colombia in questi momenti difficili», ha dichiarato il premier in un messaggio pubblicato sui social media.
20:50
20:50
«Decine di morti e tanti sotto le macerie»
Un fortissimo e interminabile terremoto, di magnitudo 7.4 e lungo addirittura 4 minuti, ha colpito di prima mattina la Colombia, provocando morte e distruzione. Appena un mese e mezzo dopo le due scosse che hanno messo in ginocchio il Venezuela, la terra è tornata a tremare in America Latina.
L'epicentro è stato a San José del Palmar, profondo 96 km, in una zona rurale nello stato colombiano di Chocó, a 300 km da Bogotà. Ma la scossa è stata talmente violenta da essere avvertita anche in tutta la regione, dall'Ecuador a Panama. Panico ma, almeno dalle prime stime, nessun danno nella capitale, dove comunque i pompieri stanno ispezionando quartiere dopo quartiere i tanti edifici lesionati.
I centri più colpiti sono invece Cali - la terza città del Paese - Pereira, Armenia e Manizales dove è crollata anche la torre della Cattedrale: insieme raggiungono i 3 milioni e mezzo di abitanti. Qui, a poche ore dalla violenta scossa, già si contavano decine di morti e tanti palazzi ridotti in macerie. Con i bilanci, aggiornati di ora in ora, in continuo aumento. Tantissimi sono ancora i dispersi rimasti intrappolati sotto le macerie e si lotta contro il tempo per salvare le vite. Ore di angoscia a Cali, dove è crollato l'ospedale universitario: in particolare l'ala di pediatria e il reparto di terapia intensiva sono diventate un cumulo di detriti e si teme che tantissimi bambini siano rimasti là sotto.
Distrutta anche la Clinica Villa Salud, una delle strutture private più conosciute della città, che si trova a pochi chilometri di distanza dall'auditorium dove appena tre giorni Abelardo de la Espriella s'è insediato. E questa emergenza naturale è il primo test che il leader trumpiano è chiamato ad affrontare nelle nuove vesti di Presidente. «Ho richiesto un rapporto dettagliato sulla situazione e sulle necessità più urgenti. Mi recherò personalmente a Pereira - ha annunciato a caldo sui social - per stare vicino alle persone colpite e verificare la risposta del Governo. Non siete soli. Lo Stato è presente e sta intervenendo», ha concluso. Quindi ha decretato lo stato di emergenza per calamità naturale.
Ma il Paese, come capita sempre in questi frangenti sta vivendo momenti di caos. Nelle zone più colpite alcune interruzioni nelle forniture di gas, luce e acqua. Anche le comunicazioni sono in grossa difficoltà: le autorità hanno chiesto alla popolazione di dare notizie usando i social o wa invece dei telefoni cellulari per non sovraccaricare le linee. Chiusi almeno per oggi gli aeroporti di Cali, Pereira, Manizales, Quibdó, Armenia, Cartago e Buenaventura «per motivi di sicurezza». «Le operazioni aeree in questi terminal rimangono sospese fino alla valutazione dei danni strutturali nell'infrastruttura», riporta un comunicato dell'Aeronautica Civile.
20:14
20:14
Allerta anche per l'attivazione vulcano Puracé
Dopo il terremoto di magnitudo 7.4 in Colombia è stato emesso una allerta anche per l'improvvisa attivazione del vulcano Puracé, nel dipartimento del Cauca, in concomitanza con il sisma.
Il vulcano, uno dei più attivi del Paese, era già in allerta arancione dalla fine del mese scorso a causa del rischio di eruzione, e in concomitanza con il sisma di oggi ha iniziato l'espulsione di cenere e gas.
Secondo quanto riferisce il Servizio Geologico Colombiano (Sgc), il Puracé, che fa parte della catena vulcanica di Los Coconucos, continua a mostrare un aumento dell'energia sismica e della temperatura delle sue emissioni di cenere e gas, tra cui anidride solforosa e anidride carbonica.
L'attivazione del vulcano ha indotto l'Autorità Colombiana per l'Aviazione Civile (Aerocivil) a ordinare la chiusura temporanea dell'aeroporto Guillermo León Valencia di Popayán, capoluogo del dipartimento di Cauca, a causa del rischio per la navigazione aerea rappresentato da ceneri e gas.
«Vi informiamo che le operazioni aeree presso l'aeroporto di Popayán sono temporaneamente sospese a causa della presenza di ceneri provenienti dal vulcano Puracé, come segnalato dal Servizio Geologico Colombiano», ha dichiarato Aerocivil in un comunicato stampa.
Nel frattempo, la commissaria Ue per la gestione delle crisi, Hadja Lahbib, ha scritto: «I miei pensieri sono con il popolo della Colombia. Siamo in piena solidarietà con tutti coloro che sono stati colpiti dal terremoto e con le autorità e i soccorritori che lavorano instancabilmente in queste ore difficili. L'UE resta pronta a fornire il proprio sostegno».
19:35
19:35
Il Governo dichiara lo stato di calamità nazionale dopo il sisma
Il governo colombiano, attraverso il Comando unificato guidato dal presidente De La Espriella, ha appena approvato la dichiarazione di disastro di carattere nazionale per far fronte all'emergenza provocata dal terremoto di oggi. Lo fa sapere la stampa locale.
Frattanto, il presidente del Brasile, Luiz Inacio Lula da Silva, ha espresso «solidarietà al popolo colombiano, in particolare alle famiglie delle vittime e a tutte le persone colpite dal terremoto» di magnitudo 7,4, che stamane ha provocato vittime e gravi danni in diverse aree del vicino Paese sudamericano, assicurando la disponibilità di Brasilia a fornire assistenza nelle operazioni successive al sisma.
«Il Brasile resta a disposizione della Colombia per fornire tutto il sostegno necessario», ha scritto su X.
Anche il presidente del Cile, José Antonio Kast, ha espresso solidarietà alla Colombia dopo il forte terremoto di magnitudo 7.4 che ha colpito gran parte del Paese, offrendo l'aiuto di Santiago per affrontare l'emergenza. «Tutta la nostra solidarietà al popolo colombiano dopo il forte terremoto. Il Cile conosce il dolore e la sfida che lasciano i terremoti. Siamo disponibili a sostenere la Colombia in ciò di cui avrà bisogno», ha scritto Kast su X.
19:03
19:03
Sono almeno 73 le vittime del terremoto
È salito a 74 il bilancio provvisorio delle vittime del terremoto di magnitudo 7.4 registrato questa mattina in Colombia. L'ultimo aggiornamento riguarda 40 vittime confermate ufficialmente a Bluradio dal governo del dipartimento di Risaralda, concentrate soprattutto nella capitale Pereira, tra i centri più colpiti dal sisma.
Tre vittime erano bambini, morti nel comune di Calima El Darién a causa del crollo di un muro. Il numero dei morti resta provvisorio e potrebbe aumentare con il proseguo delle verifiche e delle operazioni di soccorso nelle aree maggiormente colpite.
18:39
18:39
Strade interrotte e danni alle infrastrutture
Il terremoto di magnitudo 7.4 che ha colpito la Colombia ha provocato interruzioni e danni alla rete stradale nazionale, soprattutto nei dipartimenti di Chocó, Valle del Cauca, Caldas, Quindio e Tolima.
L'Istituto nazionale delle autostrade (Invias) ha disposto la chiusura totale di alcuni importanti collegamenti soprattutto a causa di frane e caduta di rocce sulla carreggiata. Tra le arterie principali interessate figurano la Cali-Loboguerrero, dove il distacco di materiale da un pendio ha invaso la strada, e la Manizales-Fresno, chiusa per una frana nel settore di Cerro Bravo. Chiuso anche il collegamento Ibagué-Cajamarca, mentre sulla Cajamarca-Calarcá sono stati segnalati diversi smottamenti, con transito consentito su una sola corsia in alcuni punti. Un'altra frana ha interessato la Alcalá-Cartago. Danni e interruzioni sono stati segnalati anche sulla Girardot-Ibagué-Cajamarca dove sono stati rilevati tre punti con frane.
Le autorità stanno effettuando verifiche su ponti, tunnel e altre infrastrutture strategiche per escludere danni strutturali. La situazione resta in evoluzione e diversi interventi sono in corso per rimuovere il materiale dalle carreggiate e ripristinare la viabilità.
Sul fronte del trasporto aereo, il numero degli aeroporti chiusi è salito a sette: Pereira, Manizales, Armenia, Quibdó, Cartago, Cali e Buenaventura.
Intanto, il chirurgo Juan Gallgo ha pubblicato sui social un appello disperato: «Tutte le persone che possano venire ad aiutare che vengano alla clinica Valle Salud. Ho molti pazienti intrappolati in terapia intensiva, abbiamo bisogno di estrarli, l'ospedale è crollato».
Le immagini pubblicate su Instagram danno conto degli ingenti danni alla struttura ospedaliera, una delle più note cliniche private del centro di Cali.
Il crollo, secondo riferisce il medico ha interessato il terzo, quarto e quinto piano dell'edificio
Inoltre, il terremoto in Colombia ha fortemente danneggiato anche il santuario di Nostra Signora di Fatima a Manizales. «Ci sono stati molti danni, molte strutture ed edifici ecclesiali sono rimasti danneggiati. Grazie a Dio, finora non sono state segnalate vittime», racconta al Sir il parroco, padre Adalberto Lopez. «Qui, nel santuario della Consolata, unico santuario mariano a Manizales, viviamo in undici missionari e stiamo tutti bene. Ma il santuario e la casa sono rimasti molto danneggiati. La popolazione è molto spaventata», aggiunge il sacerdote.
Il missionario descrive gli istanti del sisma: «Il terremoto è accaduto nelle ore in cui la gente stava andando al lavoro. Tutte le aziende stavano iniziando la giornata lavorativa, gli studenti stavano entrando a scuola e molte persone si stavano spostando per raggiungere il posto di lavoro. Questo ha provocato una grande congestione in città. Molti edifici sono rimasti gravemente danneggiati. Dovremo chiudere il santuario e aspettare un'autorizzazione speciale da parte del governo per riaprirlo, dopo una verifica della struttura per valutare le sue condizioni».
Non si hanno invece ancora notizia dalla diocesi di Quibdó, epicentro del terremoto. «Stiamo cercando di metterci in contatto con loro. Non sappiamo ancora se ci sono state vittime», precisa padre Lopez all'agenzia dei vescovi.
18:38
18:38
«Almeno 47 morti per il sisma nella Colombia occidentale»
Secondo gli ultimi dati forniti dalle autorità, almeno 47 persone sono morte e decine di edifici sono crollati in diverse città della Colombia occidentale in seguito al terremoto di magnitudo 7.4 registrato stamattina. Lo riporta il Guardian.
Il terremoto ha causato gravi danni agli edifici e ha portato all'evacuazione di località anche molto distanti come Bogotà. Il presidente colombiano Abelardo de la Espriella ha dichiarato che supervisionerà personalmente le operazioni di soccorso.
Dal canto suo, il direttore dell'Ospedale Universitario del Valle, nella città di Cali, dove il terremoto ha provocato il crollo di un'intera ala dell'ospedale e si teme per la sorte di bambini intrappolati ha fatto un primo bilancio provvisorio: «In questo momento sappiamo che ci sono almeno 10 persone intrappolate e possiamo confermare almeno un morto, ma temiamo che possano essere forse cinque».

© ERNESTO GUZMAN JR
Secondo quanto si osserva dalle immagini televisive sono collassati almeno quattro piani di un settore dell'ospedale. «Il crollo interessa il 30% della struttura e in particolare l'ala pediatrica e di terapia intensiva», ha confermato il dr. Irne Torres a Radio Caracol, parlando di «un dramma nel dramma» provocato dal sisma. «Non possiamo ricevere altri pazienti e abbiamo bisogno di sangue, il 100% dei ricoverati sono stati sfollati nei giardini perché l'intera struttura è danneggiata, si tratta di un'emergenza assoluta», ha aggiunto.
Torres ha riferito inoltre di danni anche alla struttura ospedaliera associata nel municipio di Cartago, un municipio più vicino all'epicentro del terremoto a San José del Palmar, nel dipartimento del Chocò. «Anche lì ci segnalano il crollo di una parte dell'edificio», ha detto.
17:43
17:43
Crollata la torre della cattedrale di Manizales
Una torre della cattedrale di Manizales, in Colombia, è crollata a seguito del terremoto di magnitudo 7.4 che ha colpito il Paese questa mattina. Il sisma ha provocato anche il crollo della cupola e il distacco della figura di Cristo installata sul campanile centrale.

© Andres Valencia
Altre parti della struttura avrebbero inoltre riportato danni, mentre sulle porzioni rimaste in piedi della cattedrale sono visibili profonde crepe. Le immagini diffuse sui social e rilanciate dai media locali mostrano i gravi danni riportati dalla Basilica metropolitana di Nostra Signora del Rosario, uno dei principali simboli architettonici della città.
La chiesa è considerata uno degli edifici più emblematici del centro storico di Manizales ed è riconosciuta come patrimonio architettonico e culturale della Colombia. Nel 1984 è stata dichiarata Monumento nazionale. La costruzione dell'attuale cattedrale iniziò nel 1928, dopo che un incendio aveva distrutto la precedente chiesa nel 1926. Nel 1951 il tempio fu elevato al rango di basilica minore da papa Pio XII.
Intanto, al sisma con magnitudo 7.4 che ha colpito la Colombia questa mattina sono già seguite almeno due scosse di assestamento, di magnitudo 2.8 e 4.8. Lo riferisce il Servizio geologico colombiano (SGC) che considera l'evento uno dei terremoti più forti degli ultimi dieci anni e tra i più intensi registrati nel Paese negli ultimi cento anni. Il movimento è stato avvertito in gran parte della Colombia, oltre che in Venezuela, Ecuador e Panama.
Danni sono segnalati in diverse aree del Paese, in particolare a Cali, Quibdó e Manizales. Le prime immagini e i video pubblicati sui social e rilanciati dai media locali mostrano edifici danneggiati e parti di strutture crollate. Le squadre di emergenza stanno verificando la presenza di persone rimaste bloccate sotto le macerie e hanno avviato le operazioni di soccorso.
A Quibdó, capoluogo del Chocó, sono stati segnalati danni anche all'aeroporto, che è stato chiuso. A Manizales, nel dipartimento di Caldas, si registrano crolli e gravi danni ad alcuni edifici, con detriti sulle strade e veicoli danneggiati. Tra le strutture colpite figura anche una cattedrale, mentre la zona di El Cable sarebbe tra quelle maggiormente interessate.
17:41
17:41
Cosa sappiamo finora
È di almeno 20 morti il bilancio ancora provvisorio del terremoto di magnitudo 7.4 che questa mattina ha colpito la Colombia.
Lo riferisce il quotidiano El Espectador, secondo cui le vittime sono state accertate nelle città di Manizales e Pereira, tra i centri più colpiti dal sisma.
Nel dipartimento del Chocó, lo stato più colpito dal terremoto, si registra inoltre una vittima e dieci feriti, mentre a Cali sono 19 le strutture danneggiate, dove molte persone risultano bloccate sotto le macerie.
In particolare, ci sarebbero anche bambini tra le persone intrappolate sotto le macerie dell'ospedale universitario di Cali, danneggiato dalla forte scossa. Lo riferisce Blu Radio, secondo cui alcune parti del policlinico sono crollate. Le squadre di soccorso sono impegnate nelle verifiche e nelle operazioni di assistenza.
Il sindaco di Bogotà, Carlos Fernando Galán, ha invece appena riferito che al momento non si registrano danni significativi in città, sebbene siano state segnalate diverse crepe in alcuni edifici. Nel frattempo, i vigili del fuoco della capitale colombiana hanno fatto sapere che stanno effettuando ispezioni quartiere per quartiere.
Intanto, gli aeroporti di Pereira, Manizales, Quibdó, Armenia, Cartago e Buenaventura in Colombia sono chiusi «per motivi di sicurezza». «Le operazioni aeree in questi terminal rimangono sospese fino alla valutazione dei danni strutturali nell'infrastruttura», riferisce un comunicato ufficiale emesso dall'Aeronautica Civile colombiana.
Paura per nuove scosse
Intanto, cresce la paura per nuove scosse di assestamento dopo il sisma di magnitudo 7,4 che ha colpito il Paese questa mattina. «Abbiamo appena vissuto un grave evento sismico, ora ci preoccupano le repliche», ha dichiarato la governatrice del Chocó, Nubia Carolina Cordoba, a Blu Radio, confermando un primo e parziale bilancio dell'evento, con feriti e danni agli edifici a Quibdó, capoluogo del dipartimento, e sottolineando la necessità di verificarne l'entità.
La governatrice ha spiegato che, nonostante l'epicentro sia stato individuato nel comune di San José del Palmar, il sisma ha provocato danni in diverse località dove sono state segnalate persone ferite.
Dal canto suo, su X, il neo presidente della Colombia Abelardo De la Espriella, ha scritto: «Ho diretto personalmente la gestione dell'emergenza a San José del Palmar. Ho disposto l'istituzione di un Centro di Comando Unificato per coordinare l'assistenza alle persone colpite».
«Ho richiesto al Direttore della Protezione civile un rapporto dettagliato sulla situazione e sulle necessità più urgenti. Mi recherò inoltre personalmente a Pereira per stare vicino alle persone colpite e verificare la risposta del Governo. Non siete soli. Lo Stato è presente e sta intervenendo», ha aggiunto.
Zona altamente sismica
La catena montuosa delle Ande è, in generale, una zona ad alta sismicità. La Colombia, in particolare, è esposta a un elevatissimo rischio sismico, essendo uno dei pochi Paesi al mondo in cui convergono tre placche tettoniche: la terraferma si trova sulla placca sudamericana, le isole di Gorgona e Malpelo poggiano sulla placca di Nazca, e le isole di San Andrés e Providencia sulla placca caraibica.
Il Paese registra una media di 50.000 terremoti al mese, sebbene la maggior parte di essi sia impercettibile all'uomo. Molte delle principali città della Colombia si trovano nella catena montuosa delle Ande o nelle due grandi valli che la dividono in tre catene, attraversate dai fiumi Cauca e Magdalena. L'epicentro del terremoto di oggi si trovava nella Cordigliera Occidentale, tra il fiume Cauca e l'Oceano Pacifico.
Proprio in quest'area si sono verificati alcuni dei terremoti più devastanti: nel 1999, un sisma di magnitudo 6.2 colpì la città di Armenia, quasi alla stessa latitudine ma nella Cordigliera Centrale, causando ingenti danni e quasi 1.000 vittime. Nel 1983, Popayán, nella Cordigliera Occidentale e più a sud, fu colpita da un terremoto che provocò 287 morti.
