Thomson: «Impaziente di vivere il derby»

«Ho sentito parlare molto bene di questa partita. Ovviamente è un evento importante qui in Ticino, dunque mi aspetto che ci sia un gran tifo e che la pista sia tutta esaurita. Sono le sfide migliori, quelle più attese. Sono piuttosto emozionato e impaziente di vedere cosa succederà là fuori». Sta scalpitando Lassi Thomson, atteso questa sera dal primo derby stagionale tra il suo Lugano e l’Ambrì Piotta. Un’esperienza nuova per il difensore finlandese, giunto in riva al Ceresio la scorsa primavera. «Immagino che sarà una gara molto fisica, bisognerà essere pronti fin dall’inizio. Penso sia questo l’aspetto più importante per la squadra: prepararsi bene e partire con il piede giusto».
Schierato al fianco di Jesper Peltonen nei primi tre impegni stagionali dei bianconeri, ieri Thomson è stato provato in coppia con Mirco Müller. «È un giocatore affidabile, dotato di grande esperienza e capace di far girare bene il disco. Ciò è positivo per me». Inoltre «tende a rimanere maggiormente in copertura. Questo mi aiuta a partecipare ogni volta alle azioni di attacco: posso fidarmi di lui in ogni momento». Ovviamente, precisa il finlandese, «mi piace giocare anche con Peltonen, che è a sua volta affidabile. Non voglio dire chi sia il migliore o con chi preferisca scendere in pista; sono entrambi ottimi difensori, quindi non mi interessa con chi mi troverò».
Focus sul power-play
Sempre nella seduta di ieri mattina, la compagine sottocenerina ha dedicato ampio spazio al power-play, esercizio che ha creato diversi problemi al Lugano in questo avvio di stagione, con tre reti incassate in shorthand e una sola realizzata. A metterla a segno è stato proprio Thomson. «Non direi che ci manca qualcosa: disponiamo di diversi buoni elementi e di due blocchi completi», analizza il numero 60. «Penso sia solo questione di tempo, quello necessario per costruire l’intesa tra tutti e cinque gli uomini sul ghiaccio». Certo, «le prime tre gare sono state deludenti e dobbiamo migliorare. Se si vogliono vincere tanti incontri, non si può subire un gol in superiorità numerica ogni partita. Ma penso che ci stiamo arrivando e lo si vede già dagli allenamenti: stiamo facendo dei bei passaggi e i ragazzi stanno acquisendo fiducia».
Sul ghiaccio e fuori
Integrarsi in una nuova squadra, apprendere gli schemi dell’allenatore, ambientarsi in un campionato in cui non si è mai militato. Non sono mancate le sfide per Thomson in queste prime settimane in bianconero. Ma come sta vivendo il finlandese la sua avventura in Svizzera? «La National League mi piace, è un campionato veloce. Durante l’estate mi sono informato molto sulle sue caratteristiche ed ero dunque pronto ad affrontarla». L’hockey qui «è un po’ diverso da quello nordamericano, ma penso si adatti alle mie qualità». L’inserimento non riguarda unicamente l’ambito sportivo, ma anche la vita di tutti i giorni. «I primi momenti, mentre cerchi di imparare, ti sembra tutto nuovo. Nelle ultime due settimane, però, ho notato dei miglioramenti. Conoscere persone aiuta e non mi sembra ci sia nulla di negativo da dire sulla città e sulla regione in generale: è davvero incredibile giocare qui».
La ricerca dell’equilibrio
Tornando al derby di questa sera «l’Ambrì appare in fiducia, si nota che dispone di un buon sistema di gioco», rileva il tecnico dell’HCL Tomas Mitell. «Le compagini guidate da allenatori finlandesi solitamente possiedono un gameplan ben strutturato. I biancoblù hanno avuto un buon inizio di stagione; si stanno impegnando molto e sembrano in forma. Per noi sarà una sfida difficile».
In casa Lugano, Mitell sta ancora cercando la giusta composizione di alcuni terzetti d’attacco. Nella sfida di martedì contro lo Zugo, Rasmus Kupari è stato schierato all’ala nella linea completata da Calvin Thürkauf e Daniel Olsson. «A volte, quando un centro viene spostato sull’esterno, riesce a giocare in maniera più serena, e lui è un ragazzo robusto, abile nel pattinaggio e nel tiro». In definitiva «penso che questo cambiamento gli abbia permesso di essere più rilassato. Continueremo comunque a mescolare la formazione». Tuttavia, «sappiamo dalla passata stagione che, ad esempio, Zach Sanford, Luca Fazzini e Lorenzo Canonica formano un bel terzetto e non vogliamo spostarli se non è necessario».
Scelte difficili
Guardando a questo avvio di campionato «nel complesso la quarta linea è stata molto positiva e la squadra, nel suo insieme, ha lavorato bene. Disponiamo di sette validi giocatori stranieri, i quali stanno lavorando sodo per il team. Siamo soddisfatti dell’affiatamento del gruppo». Preparare il lineup «è complicato. Ci sono sempre decisioni difficili da prendere, soprattutto per quanto riguarda, appunto, gli stranieri. La competizione per quei sei posti è davvero molto serrata e probabilmente tutti loro meriterebbero di scendere sul ghiaccio. Questo rende le scelte un po’ complicate per un allenatore», conclude Mitell.
