Hockey

Ticino Rockets, una patata bollente sui piatti di Ambrì e Lugano

La sopravvivenza in Swiss League passa dai partner team – Lombardi: «L'HCAP non può risolvere il problema da solo» – Domenichelli: «Impossibili nuovi investimenti da parte dell'HCL»
© CdT/Gabriele Putzu

Il presidente dei Ticino Rockets, Davide Mottis, è stato chiaro: «Apprezziamo lo sforzo della Federazione e della National League (che verseranno un milione supplementare alla Swiss League, ndr), ma a noi mancano ancora 250 mila franchi. Per andare avanti dobbiamo poter contare sul supporto dei nostri partner team».

Il futuro dei «razzi» sembra insomma appeso a un filo. Anche perché per il club diminuire ulteriormente i costi è impossibile, così come è difficilissimo pensare di attirare nuovi sponsor che possano fare la differenza.

Evoluzioni sfavorevoli

«Il contributi extra annunciati giovedì sono una notizia positiva, ma ha ragione Mottis: il cerchio non è ancora chiuso», ci dice Filippo Lombardi, presidente dell’HC Ambrì Piotta. Il club leventinese, lo ricordiamo, è l’azionista di maggioranza dei Rockets. «Le discussioni tra i partner team di National League devono proseguire - e lo stanno facendo - per trovare la quadra», aggiunge Lombardi. «Noi abbiamo un ruolo attivo, ma non possiamo risolvere la problematica da soli. Si lavora a una soluzione collegiale. Se non lo sarà, difficilmente funzionerà. I Rockets sono stati un’intuizione geniale e il loro valore formativo è stato evidente in questi sette anni. Più aumenta il livello della National League e meno verosimile diventa la possibilità che un giovane uscito dagli juniores entri direttamente in NL, a meno che non abbia un talento enorme. Insomma, l’utilità sportiva del progetto non è messa in discussione. Negli ultimi tempi, però, le condizioni finanziarie e societarie si sono modificate in modo non favorevole al progetto. Anche se il cantiere, lo ribadisco, resta aperto».

Fino al 15 febbraio i club di Swiss League possono comunicare l’eventuale volontà di scendere in una categoria inferiore. Uno scenario già scartato dal direttore sportivo dei Rockets, Sébastien Reuille, e considerato poco interessante anche da Filippo Lombardi: «Noi partiamo dal principio che la squadra debba giocare in Swiss League. Retrocedere in MySports League potrebbe avere pochissimo senso».

HCL, solo un interesse sportivo

La salvezza non arriverà dal Lugano, che già aveva fatto un passo indietro tre anni fa. Lo confermano le parole del direttore sportivo bianconero Hnat Domenichelli: «La situazione è difficile, portare avanti questo progetto è diventato estremamente complicato. Per l’HC Lugano un’implicazione nei Rockets può continuare esclusivamente a livello sportivo: se la squadra esisterà ancora, potremo ancora mandare a Biasca i nostri giovani. Ma è impossibile pensare a nuovi investimenti da parte del nostro club. Vedremo quali saranno le decisioni dell’Ambrì Piotta, azionista di maggioranza. Noi stiamo già lavorando a soluzioni alternative. La nostra intenzione è quella di investire molto di più nel nostro settore giovanile, sul modello di quanto si sta facendo a Zugo. Vogliamo rendere più forte la nostra squadra degli U20 Elit».

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