148 le prostitute rientrate in Ticino dopo il lockdown

L’impressione - che poi solo impressione non è visti i dati che ci ha fornito la polizia - è che in poche settimane, terminato il lockdown, il mercato della prostituzione in Ticino sia tornato a girare a pieno regime perlomeno per quanto riguarda l’offerta. «Ma mancano i clienti italiani», ci spiega il gerente di un postribolo. «Non tanto per il coronavirus quanto piuttosto per la crisi». Sono infatti 148, il dato è aggiornato a ieri sera, le professioniste del sesso attive nei locali erotici del nostro cantone (a cui si aggiungono altre 12 donne attive in altrettanti appartamenti autorizzati. «Dopo il lockdown - ci conferma la Cantonale - si constata un graduale aumento del numero di persone che esercitano la prostituzione». Un dato confermato anche dall’elevato numero di annunci - praticamente scomparsi durante le fasi acute della pandemia - riapparsi sui siti di appuntamenti. Giovedì sera a Chiasso un intervento congiunto tra Cantonale, Comunale e l’Ufficio tecnico ha portato alla denuncia di 9 donne (7 rumene, una italiana e una brasiliana), denunciate per esercizio illecito della prostituzione. Durante l’operazione sono stati passati al setaccio 26 appartamenti di due stabili in via Guisan e in via Albertolli. In cinque di essi - così almeno sembrerebbe dalle prime fasi dell’inchiesta - si esercitava la prostituzione (e in due appartamenti sono state trovate delle professioniste). Appartamenti che, così ci conferma la polizia, non sarebbero stati utilizzati quali luoghi di incontro durante la quarantena. In ogni caso sono in corso accertamenti anche sui responsabili degli spazi, che rischiano sanzioni.
Verso la revoca dell’abitabilità?
Responsabili degli spazi che potrebbero vedersi revocata dal Municipio l’abitabilità di almeno uno degli appartamenti controllati. Ce lo ha confermato la capodicastero Sicurezza Sonia Colombo-Regazzoni. Durante l’operazione è infatti stato trovato un locale in condizioni pietose. In questo caso la prostituzione non c’entra (si tratta di una situazione legata semmai alla tossicodipendenza). «I proprietari devono fare qualcosa. Non possono limitarsi a incassare gli affitti e a lasciare i locali in quello stato».
