Ticino

A 171,8 km/h nel Gottardo con targhe tedesche: un déjà-vu lungo dodici anni

Il 22.enne positivo alla droga fermato sull'A2 riporta a galla il caso del pirata della strada tedesco e la battaglia di Norman Gobbi per mandarlo in carcere
Red. Online
09.07.2026 15:30

C'è un tratto d'autostrada, in Svizzera, che sembra chiamare a sé sempre la stessa storia. È la galleria del San Gottardo e i suoi «dintorni», sulla A2: uno dei tunnel più sorvegliati d'Europa. E ogni tanto, puntuale, ci ripiomba dentro un déjà-vu.

L'ultimo capitolo porta la data di ieri, 8 luglio 2026. All'alba, poco prima della galleria del Monte Ceneri, la Polizia cantonale ticinese ferma, su richiesta di quella urana, un 22.enne al volante di un'auto con targhe tedesche. Prima del portale nord del San Gottardo aveva sorpassato a destra almeno una vettura, oltrepassando la linea di demarcazione. Dentro il tunnel, poi, un festival di spericolatezza: 21 manovre di sorpasso e una velocità media di 171,8 chilometri all'ora. Per lui è scattato un divieto di circolazione, il prelievo di un deposito cauzionale per una multa che ammonterà a diverse migliaia di franchi e, dettaglio non da poco, un test antidroga risultato positivo. Sarà denunciato alla Procura pubblica di Uri, tra l'altro, per pirateria della strada.

A chi segue le cronache ticinesi, la scena suona familiare. Perché un «pirata tedesco» il Gottardo l'aveva già avuto. E quella vicenda, tra beffe, ricorsi e prese di posizione politiche, era diventata un piccolo caso di Stato.

L'amarcord: il «Gotthard-Raser» del 2014

Riavvolgiamo il nastro all'estate del 2014. Un automobilista tedesco, allora quarantenne, attraversa la Svizzera a velocità folli, fino a circa 200 all'ora, muovendosi tra i cantoni di Soletta, Friburgo, Berna, Lucerna e Nidvaldo. Nella galleria del San Gottardo mette a segno dieci sorpassi; altri cinque nel tunnel della Piumogna, dove per lavori si circolava su una sola corsia nei due sensi di marcia. Viene infine bloccato a Rivera. Secondo la ricostruzione ripresa dalle cronache, nel tunnel aveva sfrecciato a una media di 140 km/h, con punte di 270.

Il 20 febbraio 2017 il tribunale di Lugano lo condanna in contumacia a 30 mesi di carcere, di cui 12 da scontare.

Ma qui la storia prende una piega che indigna l'opinione pubblica. L'uomo, ormai 42.enne, se ne infischia: libero in Germania, continua a guidare e si fa gioco apertamente della sentenza svizzera. Nasce il caso mediatico.

«Deve andare in carcere»: la promessa di Gobbi

A raccogliere il guanto di sfida è il consigliere di Stato Norman Gobbi, direttore del Dipartimento delle istituzioni. Le sue parole al Blick sono nette: «Faremo tutto il possibile affinché il pirata della strada tedesco finisca dietro le sbarre». Gobbi promette di occuparsi personalmente del mandato di cattura non appena la sentenza sarà cresciuta in giudicato, con l'obiettivo di far scontare la pena al condannato, in patria o in Svizzera. «Se il pirata non verrà estradato, dovrà andare in prigione a casa sua», ribadisce.

Il consigliere di Stato insiste sulla pericolosità del contesto: il tunnel del Gottardo, ricorda, è «uno dei tratti autostradali più pericolosi d'Europa», e per questo occorrerà valutare l'idoneità alla guida dell'uomo, fino a un eventuale ritiro definitivo della patente.

La vicenda finisce perfino in Consiglio nazionale, nell'ora delle domande, con l'interrogazione del consigliere nazionale Marco Chiesa.

L'epilogo: vivere all'estero non protegge

La morale, alla fine, è quella riassunta a suo tempo: vivere all'estero non mette al riparo da una condanna svizzera. Dopo un iter fatto di ricorsi e smentite, l'uomo che si dichiarava «troppo malato per il carcere» e la giustizia tedesca inizialmente contraria all'esecuzione della pena, la sentenza che escludeva l'applicazione in Germania viene ribaltata. E il cosiddetto «Gotthard-Raser», che per anni aveva preso in giro le autorità svizzere, viene infine incarcerato per scontare la condanna ticinese.