A Chiasso un avanzo da record ma da leggere «correttamente»

A primo impatto quello ottenuto da Chiasso nel 2025 è un risultato di quelli che possono sbalordire o far girare persino la testa. Non per niente, durante la conferenza stampa organizzata per presentare il Consuntivo 2025 sono stati utilizzati termini come «eccezionale» e «straordinario». L’avanzo d’esercizio è infatti di ben 23,1 milioni di franchi. Se il sindaco Bruno Arrigoni e il capodicastero Finanze Luca Bacciarini hanno ricorso a termini di quel tipo è però perché il risultato deve essere considerato «un’eccezione» e «non ordinario», quindi essere preso con le pinze e «letto correttamente».
Sì perché a scompaginare i numeri del 2025 della cittadina di confine sono state due rivalutazioni straordinarie per complessivi 26 milioni circa. Scritto con parole diverse: due adeguamenti contabili straordinari. Il primo riguarda la partecipazione del Comune in AGE SA , che è stata rivalutata sulla base di una perizia esterna a 29,6 milioni di franchi (prima «valeva» 10 milioni). Il secondo concerne il valore di mercato de La Perfetta di Arzo, adeguato per quasi 6,4 milioni. Senza questi allineamenti straordinari, è stato sottolineato più volte, il risultato sarebbe stato ben diverso (ci torneremo tra poco).
Perché ora?
Se il Municipio di Chiasso ha proceduto con queste rivalutazioni ci sono due motivi principali. «Il primo – ha spiegato Bacciarini – è la necessità di adeguarsi alle disposizioni del nuovo modello contabile, il secondo è più strategico in prospettiva aggregativa e vuole presentare dei conti che riflettano la realtà economica di Chiasso». Sia chiaro, non si tratta di liquidità, le rivalutazioni si traducono in un rafforzamento del capitale proprio che passa da 14 a 37 milioni di franchi. Perché farle ora? Abbiamo chiesto ai due municipali. Si tratta di una sorta di mossa di marketing in vista della possibile aggregazione? «No, era da fare per rendere più reale il capitale proprio», ha spiegato il sindaco. Ed era intenzione di Chiasso farlo entro il 2024, perché quei conti sono serviti come base per lo studio aggregativo e con numeri diversi forse la stima di un moltiplicatore al 95% per il futuro Comune aggregato sarebbe stata diversa.
La gestione ordinaria
Ma torniamo ai conti chiassesi, perché è imprescindibile un’analisi al netto delle rivalutazioni straordinarie. Senza i 26 milioni «extra», la gestione ordinaria sarebbe stata in disavanzo. «Ancora», ha evidenziato Bacciarini. Non per niente, l’obiettivo è «rientrare nelle cifre nere» (Chiasso chiude in rosso da diversi anni, ndr). Il risultato ordinario al netto delle rivalutazioni sarebbe di meno 2,9 milioni di franchi, migliore di oltre 3 milioni rispetto al preventivo. Il miglioramento ha tre spiegazioni principali: maggiori entrate fiscali per 2,7 milioni (sopravvenienze, imposte suppletorie e gettito alla fonte superiori alle attese); risparmi sui contributi di legge per 570.000 franchi e, ma in negativo, maggiori spese per beni e servizi per 1,6 milioni. Ha pesato anche la riforma fiscale cantonale in vigore dal 2025, che prevede la riduzione dell’aliquota per le persone giuridiche dall’8% al 5,5%. Per Chiasso l’effetto è di 3,3 milioni di franchi ed è «strutturale, quindi si ripresenterà». Dal 2024 al 2025 il gettito delle persone giuridiche è passato da 11,2 a 8,6 milioni, una differenza di 2,6 milioni che si scosta dai 3,3 citati in precedenza per «la crescita generale del tessuto economico chiassese, che ha parzialmente compensato l’effetto strutturale della riforma». «Chiasso per le aziende è attrattiva, tanto che talvolta la richiesta di spazi supera l’offerta», ha aggiunto Arrigoni.
Il risultato ordinario, riassumiamo è frutto di spese per 76,6 milioni – quelle per il personale, seppure in graduale e costante calo, pesano per il 51% e sono le più significative –, ricavi per 50,6 milioni circa e un gettito di 23,1 milioni. Numeri che conducono al risultato ordinario di meno 2,9 milioni a cui si aggiungono le rivalutazioni straordinarie pari a 26 milioni che portano al risultato d’esercizio di 23,1 milioni.
Ciò che rimane, oltre le cifre, è la strategia chiassese: «Il rientro dei costi e l’aumento delle entrate, per tornare nelle cifre nere senza toccare per ora il moltiplicatore che rimane indistinto o prendere misure drastiche come la limitazione dei servizi– ha concluso Bacciarini –. I numeri del 2025 sono positivi ma il quadro strutturale richiede prudenza». Ciò non toglie che «il rafforzamento del capitale proprio a 37 milioni è una buona notizia per solidità patrimoniale di Chiasso».
