A Croglio si sollevano dubbi sul servizio extrascolastico

È da tempo che Tresa ha espresso l’intenzione di diventare un comune per famiglie, implementando i servizi per contrastare il calo demografico e di conseguenza la diminuzione del numero degli allievi. Diminuzione che, come noto, ha portato anche alla chiusura delle scuole di Sessa (c’è un ricorso ancora pendente, ndr). I primi passi concreti di una più ampia strategia messa a punto dal Comune sono il potenziamento delle attività extrascolastiche, in collaborazione con l’Associazione Agape mediante l’acquisto di monoblocchi prefabbricati, e l’avvio del progetto di asilo nido a Ponte Tresa (a breve partirà il cantiere). Fin qui, tutto bene, se non fosse che un gruppo di cittadini ha sollevato dubbi proprio su questi prefabbricati, che recentemente sono stati posati fuori dal centro scolastico Lüsc di Croglio. O meglio, a far storcere il naso sono stati sia la partecipazione all’investimento da parte del Comune (ovvero 59.130 franchi: il Comune ha un’autonomia di spesa senza dover passare dal Legislativo di 60.000 franchi), sia l’ubicazione dei monoblocchi in un centro scolastico «già strapieno» e pure la quasi coincidenza temporale con la chiusura delle scuole di Sessa.
Un caso?
A partire dall’anno scolastico 2024–2025 il Comune di Tresa, in collaborazione con l’Associazione Agape, ha attivato un progetto pilota per gestire i servizi complementari alla scuola. Si tratta di un servizio di doposcuola con attività che si svolgono all’interno del centro scolastico Lüsc, ma non in uno spazio riservato esclusivamente all’Associazione Agape (che gestisce anche la mensa scolastica). Un aspetto che, secondo Comune e Associazione, rappresenta un limite all’attrattività del servizio, motivo per cui si è deciso per l’acquisto di una decina di monoblocchi prefabbricati da posizionare all’esterno del centro scolastico di Croglio, in modo tale da circoscrivere il servizio e renderlo più completo con il pre e il dopo scuola. Il costo dei prefabbricati? Il Comune ha investito 59.130 franchi, mentre Agape 37.726 franchi, cifra che sta raccogliendo grazie a una raccolta fondi. Una delle tesi del gruppo di cittadini, che ha delle riserve su questa storia, è semplice: «Sembra che per non passare dal Consiglio comunale il Municipio abbia speso poco più di 59 mila franchi (l’autonomia di spesa comunale è di 60.000) e che il restante sia stato riversato sull’Associazione Agape, che ha dovuto per di più attivare un crowdfunding per raggiungere la cifra». In aggiunta, «è un progetto pilota che dovrebbe scadere il prossimo giugno, il cui futuro non è ancora stato deciso. E poi, quanti sono gli allievi che frequentano il servizio extrascolastico? L’anno scorso si contavano sulle dita di una mano». Perplessità sono state sollevate anche sulla tempistica di acquisto di questi monoblocchi, «solo qualche mese dopo la chiusura delle scuole di Sessa, quando si diceva che a Croglio ci sarebbe stato abbastanza spazio per tutti. L’acquisto dei monoblocchi sembra quindi essere la conferma che di spazio, per tutti, non ce ne sia».
«Investire per le famiglie»
Per dovere di cronaca, il Municipio a metà dello scorso novembre ha informato dell’implementazione del servizio extrascolastico con una nota stampa, spiegando per filo e per segno le intenzioni e la ripartizione dei costi. «Prima che partisse il progetto pilota al Lüsc, abbiamo fatto un sondaggio e chiesto alle famiglie se fosse necessario oppure no, anche perché quella visione rientrava negli obiettivi aggregativi – ci spiega la vicesindaca di Tresa, Margherita Manzini –. Una quarantina ha espresso la necessità di avere questo servizio. All’inizio, è vero, avevamo solo sette bambini, oggi arriviamo a dieci e fino a giugno rimarrà ancora solo il servizio doposcuola. Poi, aggiungendo il pre scuola e un’offerta completa da settembre in spazi più intimi, speriamo di raddoppiare». E se dovesse andare male? «Possiamo rivendere i monoblocchi oppure riutilizzarli in altre zone del nostro comune dal momento che sono strutture mobili. E il fatto che il costo sia di circa 800 franchi in meno dell’autonomia comunale alla spesa è un caso, perché quello è il prezzo che ci è stato fatto. Il Comune e l’Associazione Agape credono in questo progetto di collaborazione tra pubblico e privato e dobbiamo combattere il trend demografico negativo. Abbiamo più volte detto che vogliamo investire per le famiglie e lo stiamo facendo», chiosa la vicesindaca.
