Capitale Culturale Svizzera 2030

«A Lugano si costruisce il palco, ma lo spettacolo è un’incognita»

Il gruppo UDC ha ribadito il proprio «no» al credito di 1,5 milioni di franchi destinato alla candidatura di Lugano a Capitale Culturale Svizzera 2030
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Red. Online
31.03.2026 09:00

Il gruppo UDC ha ribadito il proprio «no» al credito di 1,5 milioni di franchi destinato alla candidatura di Lugano a Capitale Culturale Svizzera 2030. «Non si tratta di una chiusura ideologica, ma di una scelta di responsabilità davanti a un progetto che, nelle attuali condizioni finanziarie della Città, è semplicemente fuori luogo», si legga in una nota inviata dai democentristi.

E ancora: «Lugano stessa riconosce di attraversare una fase finanziaria delicata. Eppure, la maggioranza del Consiglio comunale ha deciso ieri sera di tirare dritto, approvando una spesa importante fondata su promesse, speranze e ipotesi tutte da verificare. Si parla di finanziamenti privati non garantiti e di presunte ricadute economiche senza alcuna certezza. Questo non è investire nel futuro: è giocare d’azzardo con i soldi dei contribuenti. Ancora una volta si assiste al solito copione: denaro pubblico destinato ad alimentare circuiti chiusi, eventi autoreferenziali e operazioni di immagine per pochi. Una politica delle luci e delle passerelle che nulla ha a che vedere con i bisogni reali della popolazione».

La nota prosegue: «Come se non bastasse, si prevede la creazione di una nuova struttura associativa che andrà a duplicare funzioni già presenti nell’amministrazione. Nuovi organi, nuovi incarichi, nuovi costi. E sappiamo bene come funziona: ciò che nasce come temporaneo diventa rapidamente permanente, cresce, si consolida e finisce per pesare stabilmente sulle spalle dei cittadini.Il messaggio che ne esce è grave: mentre famiglie e imprese fanno sacrifici, la politica cittadina continua a privilegiare spese di facciata. E lo fa persino in modo disordinato, con un Ticino incapace di presentarsi unito su un progetto che richiederebbe coesione e visione».

Secondo l'UDC Lugano: «Qui non siamo di fronte a una grande opportunità, ma all’ennesima operazione costruita su illusioni. I costi sono certi, immediati e a carico dei contribuenti. I benefici, invece, restano vaghi, lontani e tutti da dimostrare. E quando i conti non torneranno, come troppo spesso accade, a pagare saranno ancora una volta i cittadini».