Città

A Lugano trapelano i conti e sono meglio del previsto

Il 2025 dovrebbe chiudere con un avanzo di 24 milioni a fronte di un preventivato «rosso» di 23,9 - Merito del settore del trading e del contenimento della spesa - È polemica su come i dati siano arrivati alla stampa - Chiesa: «C’è stata una più che verosimile violazione del segreto d’ufficio»
©Chiara Zocchetti
Federico Storni
28.03.2026 06:00

Sarebbe stato un buon 2025 per le finanze luganesi, che dovrebbero chiudere con un risultato operativo migliore nell’ordine delle decine di milioni di franchi rispetto a quanto preventivato: un «nero» di quasi 24 milioni a fronte di un «rosso» di 23,9. La buona novella - dopo un 2024 segnato da un leggero disavanzo - avrebbe dovuto essere comunicata a metà aprile, ma è stata anticipata ieri da LaRegione. E questa possibile fuga di notizie sarà oggetto di discussione nella prossima seduta di Municipio.

Anche manovre contabili

Le cifre di cui parleremo non sono ancora state revisionate (non usciranno in ogni caso stravolte dalla revisione). I risultati finanziari sono stati comunicati al Municipio il 12 marzo durante una delle ultime sedute con l’usuale indicazione esplicita di non divulgazione e senza l’accompagnamento del rapporto politico che le contestualizzi.

A far migliorare sensibilmente il risultato operativo rispetto alle previsioni hanno concorso in particolare tre fattori, come riporta il foglio bellinzonese: il settore del trading, l’ex casa anziani al Castagneto e le misure di risparmio operate dalla Città per contenere le uscite. Dalle società di trading, che viaggiano da tempo con il vento in poppa, sarebbero giunte cospicue sopravvenienze fiscali figlie di anni di affari migliori del previsto; mentre il contenimento della spesa era stato chiesto dalla politica e promesso dal Municipio e avrebbe già dato i suoi primi risultati, con un «risparmio» di sette milioni (l’obiettivo è il contenimento graduale di dieci milioni). Undici milioni extra arriverebbero poi dall’ex casa per anziani il Castagneto, ma si tratta in questo caso solo di una modifica contabile. È il frutto della trasformazione dell’edificio da bene amministrativo a patrimoniale, cioè una sorta di anticipo contabile di (buona) parte di ciò che si potrebbe incassare vendendolo.

Se ne parlerà ancora

Per capire se il trading continuerà a dare soddisfazioni fiscali negli anni a venire, come si è evoluto il debito pubblico, o se questo anno più positivo del previsto è destinato a cambiare in qualche modo la strategia finanziaria della Città ci siamo rivolti al capodicastero Finanze Marco Chiesa, il quale si è però limitato a rispettare la decisone municipale che prevede una comunicazione ufficiale e completa a metà aprile: «Ciò che ho letto sono informazioni parziali, ad esempio non indicano il dato fondamentale relativo al debito pubblico e al risultato globale, da considerare ancora oggi come confidenziali, anche perché non ancora accompagnati da un rapporto definitivo». Insomma, che le cifre siano trapelate non è stato gradito dal municipale: «È particolarmente fastidioso che abbia avuto luogo una più che verosimile violazione del segreto d’ufficio: le cifre non erano da divulgare, e ciò era scritto nero su bianco». C’è poi una questione istituzionale: «È inaccettabile che determinate informazioni arrivino sulla stampa prima che il Municipio e il capodicastero possano informare contestualmente la Commissione della gestione e tutto il Legislativo». La presentazione del Consuntivo ai commissari, al pari della stampa, era infatti prevista come detto per metà aprile. «Il rispetto istituzionale è importante ed è da garantire - continua Chiesa - ed è il motivo per il quale ieri ho chiesto al Municipio di discuterne al suo interno».

In altre parole, la presunta fuga di notizie sarà oggetto di confronto formale giovedì prossimo durante la seduta dell’Esecutivo. Non è escluso che potranno essere prese anche decisioni giudiziarie. In altre parole: si profila un nuovo strappo in Municipio?