Primo giorno di scuola

A Lugano un rientro in classe con affaccio sul territorio

Quasi 3.300 scolari sono tornati sui banchi, e l’Istituto cittadino ha presentato i suoi principali progetti didattici: un rapporto più stretto con gli anziani e il territorio, e un focus sull’educazione digitale - Perse 4 sezioni di elementari
©Chiara Zocchetti
Federico Storni
31.08.2026 18:01

Al pari del resto del Cantone, anche il più grande istituto scolastico comunale del Ticino - quello di Lugano - si è rimesso in moto: a tornare sui banchi, con il loro carico di gioia, ansie e aspettative, sono stati 3.289 fra ragazze e ragazzi, chi alle elementari (2.035) chi all’asilo (1.254): li attende un anno carico di novità e di progetti inediti. «Per alcuni - ha detto oggi in conferenza stampa il capodicastero Formazione Lorenzo Quadri -è l’inizio di un percorso che potrà durare anche vent’anni. L’istituto scolastico di Lugano si segnala per dimensione e progettualità. Quest’anno vogliamo avvicinare le aule al mondo esterno, in modo da rendere la comunità scolastica parte integrante del territorio».

Qualche dato

Prima di vederli nel dettaglio, i progetti che porteranno le aule in città, qualche dato, legato in particolare all’inverno demografico. L’ultima vittima del calo delle nascite che sta toccando l’intero mondo occidentale è la sede di Villa Luganese, che quest’anno non ha riaperto dato il calo, anche in prospettiva, degli alunni (che sono stati accolti a Davesco-Soragno). «Chiudere una scuola è sempre difficile - ha detto Quadri - e come Municipio facciamo il possibile per tenerle aperte: non ci sfugge l’importanza di una scuola per il quartiere. Ma non è negli interessi degli allievi mantenere sezioni con numeri troppo esigui, perché possono venire a mancare occasioni di confronto e di socializzazione per gli allievi». In tal senso, un’«osservata speciale» è la sede di scuola dell’infanzia di Brè, che conta quest’anno solo sei iscritti. Brè che in anni recenti aveva perso anche le elementari. Ancora Quadri: «L’auspicio è di non doverne chiudere più. Finora le chiusure sono state gestite bene. Le resistenze più forti le abbiamo avute dai quartieri e non dai genitori. Ma in generale non sono mai volati i proverbiali stracci».

Al netto di aperture e chiusure, le sezioni di scuola dell’infanzia rimangono invariate a 69, mentre quelle delle elementari sono calate di quattro unità a 115. All’asilo le sezioni hanno una media di 18,17 bambini cadauna, alle elementari 17,70. La sede più grande è quella delle Elementari di Molino Nuovo, con 230 allievi. A seguire il Nuovo centro scolastico (NCS) di Viganello (213), Breganzona (191), Bozzoreda e Probello (187 ciascuno). L’asilo più numeroso è quello di via Bottogno (116).

«Crescere smart»

E veniamo alle novità didattiche di quest’anno, illustrate a Besso dal direttore dell’Istituto Fabio Valsangiacomo. La prima, rivolta agli allievi di quinta in collaborazione con la Polizia Città di Lugano, riguarda la prevenzione. Ogni docente, in base alle sensibilità nella propria classe, potrà decidere quali temi sviluppare nel corso dell’anno. Il progetto si chiama «Crescere smart» ed è presentato come «un vero e proprio percorso di educazione alla cittadinanza digitale, affrontando temi come l’identità online, l’uso dei social network, i videogiochi, il rispetto delle regole e la prevenzione dei comportamenti a rischio». «Smartphone e social media sono strumenti anche culturali ed educativi - ha detto Valsangiacomo - con cui la scuola si deve confrontare senza chiamarsi fuori, per arrivare a un loro uso consapevole e positivo. E, ahimè, non è troppo presto per parlarne».

Aprirsi alla società

Quanto al portare le aule in città, la principale spinta verrà dal progetto «I bambini incontrano gli anziani attraverso la scuola di un tempo», in collaborazione con il Consiglio anziani del Canton Ticino. Gli allievi di quarta e di quinta incontreranno gli anziani in diversi centri del territorio e discuteranno con loro, a partire da alcuni filmati di docenti ultraottantenni, di come è cambiata la scuola. Alcuni degli argomenti identificati riguardano le classi numerose, la severità dei maestri, la scuola durante la Seconda guerra mondiale, e la separazione tra maschi e femmine: «Più di un progetto didattico - si legge - è un investimento sulla memoria come bene comune che rafforza il legame con il territorio».

Nella medesima direzione va il progetto «I ragazzi scoprono Lugano»: l’obiettivo è avvicinare bambine e bambini (sempre di quarta e di quinta) alla storia, alle istituzioni e al futuro della loro città, attraverso un percorso di quattro incontri: «Conoscere il proprio territorio significa imparare ad amarlo, a rispettarlo e, un giorno, contribuire alla sua crescita».

Collaborazione «ricircolare»

Un occhio va poi ai docenti. Il prossimo Collegio generale sarà dedicato al tema dell’inclusione e delle neurodivergenze, mentre è stata inaugurata una collaborazione con l’Associazione RiCircolo che formerà sull’arco di tre anni le docenti di Scuola dell’infanzia sulla possibilità di trasformare oggetti senza apparente valore in strumenti di scoperta, immaginazione e apprendimento. L’associazione recupera materiali fallati, invenduti o scarti di produzione, per inserirli in un circolo virtuoso di creatività e cultura, ispirandosi all’approccio pedagogico dei centri Remida nati a Reggio Emilia. Grazie al sostegno della Città di Lugano, RiCircolo dispone oggi di un primo magazzino. Il tutto tornerà agli allievi sotto forma di laboratori, con oggetti recuperati (e puliti) dagli addetti negli Ecocentri comunali.

Mappe a misura di bambino

Altra novità di quest’anno riguarda poi i genitori. A tutte le famiglie sono state distribuite delle mappe che indicano i migliori percorsi pedonali casa-scuola. Mappe ovviamente a misura di scolaro, che aiutano i bambini a orientarsi, osservare il territorio e conoscere meglio il proprio quartiere.

Correlati