Circolazione

«A Mendrisio i controlli radar non servono per fare cassetta»

Il Municipio ha ribadito che la sicurezza stradale si fonda sulla prevenzione – Per ogni ora di controlli repressivi risultano circa 118 ore di prevenzione e sensibilizzazione: «Sono dati che smentiscono una narrazione falsa e inopportuna»
©Keystone/Salvatore Di Nolfi
Nico Nonella
31.08.2026 19:32

I radar a Mendrisio? Non servono per fare cassetta. A ribadirlo è lo stesso Esecutivo del Magnifico Borgo nel rispondere un’interrogazione di Massimiliano Robbiani (Lega), che chiedeva lumi su un presunto «accanimento sugli automobilisti» e sull’utilizzo di «radar-bancomat». Per il Municipio, la sicurezza stradale si fonda «prima di tutto sulla prevenzione. I dati disponibili – si legge nella riposta all’atto politico – confermano in modo chiaro questa impostazione: la parte preponderante dell’attività è dedicata alla prevenzione e all’analisi dei flussi e delle velocità, mediante apparecchi VIASIS («radar amico») e ViaCount (raccolta dati a fini statistici). I controlli radar rappresentano quindi uno degli strumenti a disposizione, utilizzato in modo selettivo e non quale misura generalizzata».

Un anno redditizio

Cifre alla mano, l’Esecutivo evidenzia come negli ultimi 3 anni siano state effettuate «unicamente 195 ore di impiego di radar a favore di 23.184 ore di impiego di strumenti dedicati ad attività di prevenzione e raccolta dati». In questo triennio, i controlli repressivi effettuati con i due apparecchi radar mobili in dotazione alla PolCom hanno registrato 1.449 contravvenzioni (391 nel 2023, 372 nel 2024 e 686 nel 2025) per un incasso totale di 121.530 franchi (39.160 nel 2023, 31.600 nel 2024 e 50.770 nel 2025, anno più «redditizio»). Per l’Esecutivo, il rapporto tra le attività preventive o analitiche e i controlli radar veri e propri è particolarmente significativo in quanto «per ogni ora di radar risultano circa 118 ore di prevenzione, sensibilizzazione o analisi tecnica». In termini complessivi, «i controlli radar rappresentano meno dell’1% delle ore documentate nelle tre categorie considerate. Questo dato consente di escludere – si auspica durevolmente – la ricorrente, falsa e pertanto inopportuna narrazione che l’attività della Polizia comunale sia impostata secondo una logica d’incasso».

Dove svolgerli?

La scelta dei punti di controllo «non avviene in modo casuale, né secondo una logica generalizzata», prosegue il Municipio. La Polizia comunale pianifica la propria attività tenendo conto «delle segnalazioni ricevute, dei risultati delle misurazioni ViaCount, della presenza di scuole e percorsi casa-scuola, dell’esistenza di passaggi e attraversamenti pedonali, della configurazione della strada e delle peculiarità del comparto interessato». Solo laddove i dati raccolti, le caratteristiche del luogo o la presenza di elementi sensibili «confermano una problematica concreta, vengono pianificati controlli radar mirati».