A Sorengo una donazione è diventata caso politico

Solitamente, i Comuni accettano ciò che viene loro donato. Non a Sorengo dove, malgrado il Municipio spingesse in tal senso, la maggioranza dei consiglieri comunali ha preferito rifiutare l’offerta dell’artista Jens Wolfmar Beyrich di adornare con una sua opera la facciata del nuovo centro civico, entrato in funzione nell’estate 2022. Consiglieri comunali che hanno avanzato una controproposta: scegliere l’opera d’arte tramite un concorso pubblico, come previsto «dalle buone pratiche del Kunst am Bau». Un’idea «interessante e meritevole d’attenzione», per il Municipio, ma in ultima analisi inopportuna nel contesto attuale. Ricordando che il Consiglio comunale ha più volte invitato l’Esecutivo alla morigeratezza, il Municipio rinnova l’invito al Legislativo a «voler sempre esaminare con spirito critico e con il giudizio richiesto al “buon padre di famiglia” l’opportunità di avanzare proposte passibili di gravare ulteriormente sulle finanze comunali già messe a dura prova dal prolungato periodo di generale incertezza che affligge - osiamo dire - l’intero globo». Il Municipio stima infatti che per procedere come indicato dal Legislativo sarebbero necessari 150.000 franchi.
Un processo più partecipato
La vicenda prende avvio nel 2023 quando Beyrich, che si definisce cittadino del mondo e che è nato a Sorengo, comune nel quale intenderebbe trasferirsi alla pensione, palesa la sua intenzione di donare un’opera al Municipio, sapendo che quest’ultimo ne stava cercando una da acquistare. Il tutto si tramuta in un messaggio municipale di aprile 2024 in cui il Municipio chiede l’avallo al Consiglio comunale per l’operazione (un passo obbligato), ma si vede ritornare preavvisi commissionali negativi e decide di ritirare il messaggio. Di risposta la maggioranza dei consiglieri comunali sottoscrive una mozione che chiede di istituire un concorso pubblico e di acquisire l’opera d’arte vincitrice. Il riferimento - e uno dei probabili motivi del rifiuto della donazione - è legata al concetto del Kunst am Bau che, scrivono i consiglieri comunali (primo firmatario: Ludwig Naroyan) «è ampiamente adottato in Svizzera e in altri Paesi europei, promuove l’integrazione qualificata dell’arte nell’architettura e garantisce processi selettivi basati su merito, pluralità di visioni e coinvolgimento culturale. Tali pratiche non solo promuovono la qualità e la partecipazione artistica, ma rafforzano il ruolo dell’arte come espressione pubblica e condivisa del territorio».
Il nodo finanziario
Il Municipio - siamo a giugno 2025 - rinuncia a esprimersi in prima battuta sulla mozione, ritenendo che lo sviluppo abbia «svuotato di fatto a priori ogni differente visione che potrebbe scaturire da un avviso preliminare del Municipio». I rapporti commissionali di Gestione ed Edilizia sono positivi , con l’invito a inaugurare l’opera per il quinquennale del centro civico, nel 2027. Si smarca il solo Sergio Fontana, in quanto «fatica a comprendere il senso ed il valore dell’arte contemporanea» e ritiene la procedura scelta «oltremodo complicata e aleatoria: Sappiamo che spenderemo parecchio ma non abbiamo nessuna idea di quello che otterremo».
Il tema verrà affrontato nel prossimo Consiglio comunale e il Municipio, da un lato, ha steso un’articolata bozza di concorso (vedi box) in caso di accettazione; dall’altro lato raccomanda però di respingere la mozione (e dunque non fare il concorso), dato che stima che saranno necessari almeno 150.000 franchi, un investimento giudicato eccessivo: «Riteniamo che sotto questa cifra non sia possibile acquisire un’opera che offra le caratteristiche di qualità, durabilità e dignità richieste».
La bozza del bando
Si compone di 24 punti spalmati su 11 pagine il «disegno di bando di concorso per la realizzazione di un’opera d’arte che ponga in evidenza l’autonomia del comune di Sorengo, esistente come entità politica almeno dal sec. XIII, quale decorazione della parete principale della nuova sede amministrativa comunale» stilato dal Municipio di Sorengo. La partecipazione è ristretta ad artisti ticinesi (o residenti in Ticino da almeno tre anno), esclusi gli insolventi, i rappresentanti politici e gli impiegati comunali. L’opera potrà essere bidimensionale (dipinto, affresco,...) o tridimensionale (scultura, installazione, alto o bassorilievo,...). Il budget, tutto compreso, sarà di centomila franchi.
