A Vezia la politica si è ridotta il gettone per contribuire al contenimento della spesa

Non è scontato che la politica voti per ridursi i privilegi. La scorsa settimana, l’ha fatto Vezia. Il Consiglio comunale ha accettato di ridursi i gettoni di presenza e di ridurre quelli dei municipali, seguendo una proposta dello stesso Esecutivo. Il risparmio annuo previsto è di circa diecimila franchi. «Tale misura - si legge nel messaggio municipale - pur non esaurendo da sola il fabbisogno di risanamento, esprime la ferma volontà dell’Esecutivo di condividere in prima persona lo sforzo collettivo richiesto per garantire la sostenibilità futura delle finanze di Vezia». Il Comune, infatti, è ormai da qualche anno alle prese con uno sforzo di contenimento dei costi per far quadrare il bilancio. Sforzo tutt’altro che concluso, come afferma il sindaco Roberto Piva: «Non intendiamo mollare la guardia, tenteremo tutte le strade per contenere la spesa». Salvaguardando, finché sarà possibile, il livello di servizi offerti ai cittadini.
Concretamente
Concretamente, i gettoni di presenza dei Municipali sono passati da 85 a 80 franchi a seduta, per un risparmio stimato di 6.650 franchi all’anno (tenuto conto anche che il 50% degli oneri sociali saranno a carico dei municipali anziché del Comune) mentre quelli per il Consiglio comunale da 75 a 50 franchi (il Municipio proponeva 55). In questo caso il risparmio sarebbe di 3.775 franchi annui. I nuovi emolumenti, si legge nei rapporti commissionali, sono peraltro in linea con quelli elargiti in Comuni paragonabili. Durante il Consiglio comunale, il Legislativo ha inoltre respinto una delle modifiche prospettate al Regolamento organico dei dipendenti (accogliendo invece le altre, fra cui quella che inserisce la possibilità di bloccare transitoriamente gli scatti di stipendio, al massimo una volta per Legislatura), ovvero la modifica che sanciva il principio per cui si potevano concedere scatti supplementari a «dipendenti particolarmente meritevoli». La bocciatura, spiega Piva, nasce anche dal fatto che il gremio non ha ritenuto che il Comune disponesse degli strumenti tecnici necessari per definire il merito. In altre parole, il Legislativo non se l’è sentita di staccare un possibile assegno in bianco senza le dovute garanzie in un periodo di proverbiali vacche magre.
Altre misure di risparmio
La principale spia che Vezia si trovi in acque finanziarie mosse è il moltiplicatore d’imposta comunale, che dal 2019 a oggi è passato dal 70 al 90%, e malgrado ciò il Preventivo 2027, pubblicato negli scorsi giorni, stima un disavanzo d’esercizio di oltre mezzo milione di franchi. Un risultato comunque sensibilmente migliore di quello preventivato per l’anno corrente, che sfiorava il milione. In tal senso, il gesto della politica di ridursi gli emolumenti è principalmente simbolico, in quanto incide poco sul contenimento dei costi. D’altronde, questo contenimento Vezia lo sta portando avanti rosicchiando risparmi qua e là. Oltre a quanto già detto, i conti 2027 prevedono ad esempio minori spese nella manutenzione ordinaria degli edifici nonché di strade e piazze, una riduzione delle spese per il tempo libero, lo stop all’elargizione di aiuti all’estero, e la sostituzione, con una percentuale ridotta, del personale partente. Alcune di queste misure devono ancora essere approvate dal Consiglio comunale nell’ambito dell’analisi del Preventivo 2027.
Un po’ di respiro giunge poi da cause non strutturali, come i minori costi previsti per la Polizia intercomunale Ceresio Nord e l’aumento del sussidio cantonale sugli stipendi dei docenti determinato dalla diminuzione dell’indice di forza finanziaria del Comune, cosa che porta anche a incassare maggiori contributi di livellamento.
Margine di manovra ridotto
Il margine su cui lavorare è comunque ridotto, banalmente perché oltre la metà dei costi sostenuti dal Comune sono spese di trasferimento decise dal Cantone su cui Vezia ha ben poca voce in capitolo. È una situazione comune a tutti gli Enti locali ticinesi in questi anni. Piva in questo senso non nasconde il proprio disappunto: «L’autonomia comunale è sempre più fievole, al punto che diventa difficile, oltre che meno attrattivo, fare l’amministratore comunale».


