Viabilità

A2-A13, alcuni Comuni protestano: «Non si può rinviare al 2055»

Sorpresa e preoccupazione per lo slittamento del collegamento Bellinzona–Locarno: chiesto a Berna di riportare il progetto tra le priorità con orizzonte 2045
Red. Online
09.04.2026 08:49

I Municipi di St. Antonino, Bellinzona, Cadenazzo, Gambarogno e Locarno alzano la voce contro la decisione della Confederazione di rinviare il collegamento autostradale A2-A13 Bellinzona Sud–Locarno fino al 2055. Una scelta che viene definita senza mezzi termini come motivo di forte perplessità: «abbiamo con stupore preso atto della vostra decisione». Nella lettera indirizzata al presidente della Confederazione Guy Parmelin e al Consiglio federale, le autorità locali ricordano che il progetto non è secondario: «lo scorso anno […] era stato valutato dal punto di vista tecnico […] tra gli otto progetti prioritari a livello nazionale» dal Politecnico federale di Zurigo.

«Locarno è l’ultima città senza collegamento»

Al centro delle preoccupazioni c’è soprattutto la situazione del Locarnese. I Municipi sottolineano infatti che «Locarno è rimasta l’ultima Città di pianura non collegata ad una rete autostradale», una condizione che pesa sempre di più sul territorio. Le misure sul trasporto pubblico, si legge ancora, «non bastano per contrastare il costante aumento di traffico», con conseguenze concrete: «sicurezza in primis, inquinamento, disagi alla popolazione e ai pendolari».

«Rinvio di 10 anni inaccettabile»

Particolarmente criticato lo slittamento temporale. Secondo i Comuni, «uno spostamento di ulteriori 10 anni comprometterebbe gli sforzi fatti fino ad ora» e rischia di far crescere ulteriormente i costi. Non solo: «il valore strategico del progetto per la mobilità e lo sviluppo economico regionale sarebbero nuovamente frenati e penalizzati».

La richiesta a Berna

Da qui la richiesta esplicita al Consiglio federale: «che il progetto venga riposizionato nella priorità con orizzonte realizzativo 2045» e che l’iter prosegua «con la necessaria sollecitudine». I Municipi si dicono infine disponibili a un incontro con le autorità federali per discutere il futuro dell’opera.