Accoltellamento a Gravesano: arrestata anche la vittima

Ci sono nuovi importanti sviluppi nel caso dell’accoltellamento avvenuto la sera di lunedì 22 settembre a Gravesano. Stando a informazioni raccolte dal Corriere del Ticino, negli scorsi giorni è stato disposto l’arresto (anche) della vittima del fatto di sangue, la cui posizione era al vaglio degli inquirenti.
Rapporti tesi
Come riferito la scorsa settimana, l’accoltellamento avrebbe origine da un contesto famigliare privato, legato a una separazione conflittuale e rapporti tesi tra le parti. Ed è proprio questo contesto che avrebbe portato al diverbio nel parcheggio tra due cittadini italiani di 52 anni domiciliati nel Luganese, con il primo che avrebbe accoltellato il secondo, sostenendo però di aver agito per legittima difesa durante l’alterco.
Ad avere la peggio era stato un cinquantaduenne della regione, il quale aveva riportato ferite serie ma non tali da metterne in pericolo la vita. Quest’ultimo è l’ex marito di una donna al centro degli attriti privati citati in apertura, mentre l’autore delle ferite è fratello di lei. L’accoltellatore, come detto, sostiene di aver agito in un contesto di legittima difesa in quanto l'ex della sorella avrebbe tentato di aggredirlo con un bastone. L’uomo è sostanzialmente reo confesso e il giudice dei provvedimenti coercitivi ha confermato il suo arresto nel corso della scorsa settimana.
È stata seguita?
Dai primi accertamenti era però emerso che la vittima avrebbe avuto atteggiamenti persecutori nei confronti della ex moglie e per questo il lavoro degli inquirenti, coordinati dalla procuratrice pubblica Petra Canonica Alexakis, si era concentrato anche sulla sua posizione. Per sfociare, come detto, nell'arresto dell'ex marito. Tra gli elementi oggetto di verifiche vi sono dunque questi presunti atti persecutori: l’uomo avrebbe seguito gli spostamenti della donna con attività di pedinamento oppure con tecnologie di localizzazione.
Intervento in forze
La notizia del fatto di sangue, lo ricordiamo, era stata comunicata martedì dalla Polizia cantonale e dal Ministero pubblico. Ingente il dispiegamento di forze: sul posto erano intervenuti agenti della Polizia cantonale e, in supporto, della Polizia Città di Lugano, della Polizia comunale Malcantone Est e del Vedeggio. I primi accertamenti hanno quindi portato al fermo del cinquantaduenne che aveva sferrato i fendenti, effettuato da parte di agenti della Polizia comunale del Vedeggio. Al termine dei verbali di interrogatorio era stato disposto il suo arresto. Le ipotesi di reato a suo carico sono di tentato omicidio e di tentate lesioni gravi.


