Lugano

Accoltellamento in carcere, detenuto rinviato a giudizio

Il trentottenne tunisino che il 21 agosto dello scorso anno ferì al collo con un oggetto tagliente un altro recluso dovrà comparire di fronte a una Corte delle Assise criminali per rispondere di tentato omicidio – L’aggressore era già in esecuzione anticipata della pena per reati contro l’integrità delle persone e il patrimonio
©CdT/Gabriele Putzu
Nico Nonella
22.06.2026 06:00

Si profila il processo per il 38.enne tunisino che il 21 agosto dello scorso anno aveva ferito al collo con un oggetto tagliente un altro detenuto all’interno del cortile comune del carcere penale della Stampa. Come appreso dal Corriere del Ticino, la procuratrice pubblica Petra Canonica Alexakis, titolare dell’incarto, ha recentemente chiuso l’inchiesta e rinviato a giudizio l’imputato davanti a una Corte delle Assise criminali con l’accusa principale di tentato omicidio intenzionale. Il caso, come detto, risale a circa un anno fa. Al momento dei fatti, il 38.enne era già detenuto alla Stampa in esecuzione anticipata della pena per reati contro l’integrità delle persone e contro il patrimonio. L’aggressione era avvenuta in mattinata poco dopo le 11, durante il passeggio, ai danni di un altro carcerato, un 22.enne cittadino algerino. Il 38.enne aveva afferrato da dietro il giovane, ferendolo con un oggetto tagliente simile a un taglierino. La vittima aveva riportato lesioni di una certa gravità, ma non tali da metterne in pericolo la vita. L’aggressore era stato fermato dal personale delle strutture carcerarie e al termine dei verbali di interrogatorio era stato disposto il suo arresto provvisorio. La misura restrittiva era poi stata confermata dal giudice dei provvedimenti coercitivi. Poco meno di una settimana dopo l’aggressione, il Ministero pubblico e la Polizia cantonale avevano reso noto che il 38.enne era stato accusato di tentato omicidio intenzionale, lesioni gravi, lesioni semplici con oggetto pericoloso.

Il precedente di 8 anni fa

Un caso simile era approdato davanti a una Corte delle Assise criminali all’inizio di gennaio di otto anni fa, quando l’allora giudice Mauro Ermani aveva condannato a 8 anni di carcere e all’internamento, con effetto alla scadenza della pena, il detenuto che il 21 luglio 2017 colpì alla schiena con un paio di forbici una guardia carceraria specializzata in cure infermieristiche. L’imputato, allora 53.enne, era accusato di tentato assassinio e stava già scontando in carcere una condanna per tentato omicidio. Nel 2015 era stato condannato a 6 anni per aver tentato di uccidere il suo medico a Viganello. Nel 1995 aveva ferito con una sciabola un collega di lavoro. Tre diversi psichiatri avevano ritenuto che l’uomo fosse incurabile. «Mancano luoghi in cui internare soggetti simili, perversi e privi di scrupoli, instabili e, anche per questo, pericolosi per la collettività», aveva rimarcato Ermani durante la lettura della sentenza.

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