Addio a Giancarlo Galli, spirito guida del Rifugio degli animali felici

Passione per gli animali di qualsiasi specie che una volta arrivati nel suo rifugio – una vera e propria «oasi» – trovavano la salvezza, scampati dai macelli o feriti negli incidenti stradali. Giancarlo Galli, morto mercoledì all’età di 86 anni, cittadino svizzero originario del Canton Ticino, era lo spirito guida del «Rifugio degli animali felici» (ora una «Onlus», acronimo di organizzazione non lucrativa di utilità sociale) di Brissago Valtravaglia, sulle alture che sovrastano il Lago Maggiore, in provincia di Varese.
Era malato da tempo, e ormai faceva fatica a seguire il lavoro quotidiano, duro e che non conosce soste perché legato ai ritmi degli animali che non conoscono festività e devono venir nutriti, e più volte al giorno. Galli aveva fondato il rifugio all’inizio degli anni Duemila, dopo la pensione (era stato funzionario di alto livello delle Dogane sia a Luino, sia nella Svizzera tedesca) trovando un terreno in una zona appena fuori il paesino sulle montagne del Luinese, al confine con la vicina Mesenzana. Da lì in avanti è stato un crescendo di iniziative legate alla cura degli animali, che trovavano assistenza in quella che dall’esterno poteva risultare come una fattoria nascosta nel bosco, ma una volta superato il cancello permetteva di scoprire animali in libertà, per la maggiore domestici o da allevamento, spesso selvatici, che una volta vinta la diffidenza iniziale si scoprivano particolarmente docili, come i tassi che si facevano accarezzare, o i cinghiali, dolci come cagnolini.
Negli anni come si accennava il Rifugio era diventato un punto di riferimento anche per diverse specie che venivano raccolte sulle strade, soprattutto nei fondovalle, colpiti dalle auto in transito: in questo caso alla nutrizione dell’animale si abbinava anche la spesa medica per cura e riabilitazione. Non sono mancati anche momenti di difficoltà: un incendio nel 2012 dove andarono bruciati un fienile e un trattore (e nel quale persero la vita anche una cerva e alcune galline) e la più recente problematica legata ad alcuni manufatti. In campo sempre lui, Giancarlo Galli. Ora il testimone passa agli altri volontari del Rifugio che proseguiranno nella loro missione al servizio degli animali.
