Aggregazione del Basso Mendrisiotto, tra ritardi e nuove tempistiche

«Il progetto di aggregazione tra Balerna, Breggia, Chiasso, Morbio Inferiore e Vacallo sembra essere entrato in una nuova fase di incertezza». Lo scrivono i consiglieri comunali Claudio Schneeberger, Amedeo Mapelli, Andrea Mini e Francesca Bernasconi Bedulli, i quali hanno inoltrato una interrogazione al Municipio di Chiasso.
Nel testo si legge: «Secondo le informazioni recentemente pubblicate, la bozza del rapporto finale, consegnata con alcune settimane di ritardo, si trova da circa un mese presso la Sezione degli enti locali. Il preavviso cantonale dovrebbe essere trasmesso nuovamente alla Commissione di studio soltanto tra la fine di novembre e l’inizio di dicembre. Questa situazione rende ormai impossibile rispettare la scadenza del 26 ottobre inizialmente prevista per la presentazione del dossier ai Consigli comunali. Anche l’eventuale consultazione popolare risulta incerta: qualora l’incarto arrivasse ai legislativi soltanto all’inizio del 2027, il voto potrebbe tenersi, nella migliore delle ipotesi, nel novembre dello stesso anno, mentre altre valutazioni fanno ritenere possibile uno slittamento ulteriore».
I consiglieri comunali aggiungono: «Il tema non è quindi più soltanto quello del rispetto di una tabella di marcia. La situazione evidenzia una difficoltà politica e istituzionale più ampia: il progetto appare condizionato dai ritardi del Cantone, dall’incertezza sulle decisioni del Consiglio di Stato, dalle elezioni cantonali e da un clima nel quale le posizioni dei Comuni coinvolti non sembrano pienamente convergenti. In questo contesto, proseguire semplicemente “aspettando gli eventi” rischia di indebolire ulteriormente la credibilità del progetto. I Consigli comunali e la popolazione non possono essere mantenuti in una posizione passiva, in attesa di ricevere un rapporto già confezionato e sostanzialmente definito altrove. Il legislativo deve poter disporre per tempo di tutti gli elementi necessari per discutere, valutare e formulare una posizione politica, non limitarsi a ratificare decisioni già prese. Anche il sostegno finanziario cantonale appare incerto. La Commissione di studio ha formulato richieste e proposte relative al futuro Comune, in particolare nei settori dell’educazione e della socialità, ma non risulta ancora pervenuta una risposta chiara da parte del Cantone».
«Inoltre - prosegue il documento - alla luce della situazione finanziaria cantonale recentemente comunicata, sembrerebbe necessario comprendere se e in quale misura il fondo destinato alle aggregazioni disponga ancora delle risorse necessarie. Senza un quadro chiaro sulle tempistiche, sugli eventuali contributi cantonali, sulle basi finanziarie del futuro Comune e sulle conseguenze delle nuove aliquote differenziate, risulta difficile chiedere ai Consigli comunali e alla popolazione di esprimersi in modo consapevole. Il rinvio al quadriennio 2028–2032 non dovrebbe pertanto essere considerato una rinuncia all’aggregazione. Al contrario, se l’obiettivo è riuscire nella costruzione di un nuovo Comune solido e condiviso, il tempo supplementare potrebbe permettere di completare il dossier, chiarire le questioni ancora aperte, coinvolgere realmente i legislativi, informare adeguatamente la popolazione e ricostruire un clima politico più favorevole. Potrebbe inoltre essere valutata la possibilità di affidare ulteriori approfondimenti indipendenti a USI e SUPSI. Una prospettiva esterna consentirebbe di verificare la sostenibilità finanziaria, l’organizzazione del futuro Comune, gli scenari alternativi e le condizioni necessarie affinché l’aggregazione possa funzionare nel lungo periodo».
Al Municipio di Chiasso si chiede dunque:
1. Quali informazioni ufficiali ha ricevuto il Municipio di
Chiasso sullo stato della bozza del rapporto finale, sui tempi dell’esame
cantonale e sulle ragioni del ritardo?
2. Quali sono oggi le tempistiche realisticamente
prevedibili per la trasmissione del dossier ai Consigli comunali e per
l’eventuale votazione consultiva?
3. Il Municipio ritiene ancora politicamente opportuno
procedere secondo l’impostazione originaria oppure considera necessario
elaborare un nuovo cronoprogramma, tenendo conto anche delle elezioni cantonali
e delle possibili difficoltà procedurali?
4. Come intende il Municipio informare il Consiglio comunale
e la popolazione sullo stato effettivo del progetto, sugli sviluppi cantonali e
sulle nuove tempistiche?
5. Quali garanzie saranno date affinché il Consiglio
comunale possa esaminare il rapporto in modo approfondito e formulare una
posizione politica effettiva, senza essere chiamato soltanto a ratificare un
dossier già definito?
6. Il Municipio ritiene che il clima politico tra i Comuni
coinvolti sia sufficientemente coeso per affrontare una decisione di questa
portata? Quali iniziative intende promuovere per rafforzare collaborazione e
fiducia reciproca?
7. Il Municipio dispone di informazioni aggiornate
sull’eventuale contributo finanziario cantonale e sulle richieste formulate
dalla Commissione di studio?
8. Le basi finanziarie del progetto sono state aggiornate
tenendo conto degli investimenti in corso, dell’indebitamento, delle riforme
fiscali e perequative, delle nuove aliquote differenziate e della situazione
finanziaria del Cantone?
9. Il Municipio è disposto a sostenere ulteriori studi
indipendenti affidati a USI e SUPSI, prima di sottoporre il progetto ai
Consigli comunali e alla popolazione?
10. Considerati i ritardi, l’incertezza delle tempistiche,
il mancato chiarimento degli aspetti finanziari e la necessità di rafforzare
informazione e partecipazione, il Municipio è disposto a sostenere un rinvio
della consultazione al quadriennio 2028–2032?
