Territorio

Aggregazione nel Basso Mendrisiotto, si va avanti «ma il rapporto è debole»

I sindaci dei cinque Comuni coinvolti hanno deciso, a maggioranza, di inoltrare il dossier ai Municipi i quali lo sottoporranno ai rispettivi Legislativi per un parere – Ai voti è finita 3 a 2 – «No» a un rinvio per demandare lo studio a un consulente esterno
©Chiara Zocchetti
Stefano Lippmann
19.06.2026 06:00

Che sia Chiasso o Terre di Breggia, l’aggregazione del Basso Mendrisiotto va avanti. Ma le incognite, dopo l’incontro che si è tenuto ieri pomeriggio tra i sindaci dei Comuni aggregandi, restano. Anzi, leggendo tra le righe, aumentano. Questo perché ieri, al momento del «voto», le divisioni sono emerse in maniera piuttosto chiara. Tre i sindaci che hanno espresso la volontà di «andare avanti subito», due quelli che hanno avanzato l’ipotesi – a conti fatti bocciati – di prendersi il tempo per effettuare ulteriori analisi. Un «tre contro due», in estrema sintesi, che evidenzia una spaccatura già in partenza.

Prendere o lasciare

Come detto, dunque, si andrà avanti. Il rapporto sullo studio aggregativo, la cui stesura è ormai agli sgoccioli, sarà inviato ai 5 Municipi coinvolti – Balerna, Breggia, Chiasso, Morbio Inferiore e Vacallo – nelle prossime settimane. Sicuramente entro la fine dell’estate. I Municipi, una volta ottenuto il documento, dovranno allestire un messaggio municipale – per tutti uguale – da sottoporre ai rispettivi Consigli comunali i quali, in sostanza, dovranno dire «sì, il rapporto va bene», oppure esprimeranno parere negativo. Nessuna via di mezzo e nessun possibile emendamento o proposta di modifica. Tradotto: prendere o lasciare.

Avanti subito

A spingere affinché il rapporto sia consegnato «subito» ai Municipi e di riflesso ai Legislativi – e non ci si prenda dunque ulteriore tempo –, sono stati i sindaci Stefano Coduri (Breggia), Bruno Arrigoni (Chiasso) e Luca Pagani (Balerna). Un loro parere, ad onor del vero, lo avevamo già richiesto negli scorsi giorni e ieri, a conti fatti, è stato confermato. Proseguire ora – ci ha detto Pagani – «permetterà di fare chiarezza e quindi di avere una decisione che ponga fine a questo lungo iter». Per il sindaco di Balerna è dunque «no» al possibile rinvio di un anno o due.

Della stessa opinione, seppure con sfumature diverse, è Bruno Arrigoni: . «Sono convinto che chi oggi è contrario non cambierà idea fra due o tre anni. Il rapporto è molto più corposo rispetto al precedente». Da qui la convinzione che «c’è tutto il tempo necessario per convincere gli indecisi». Per Arrigoni, oltretutto, il rinvio potrebbe anche essere «una scusante per posticipare il tutto a dopo le elezioni comunali previste nel 2028». Stefano Coduri, raggiunto ieri in serata, ha preferito non rilasciare alcun commento.

«Il rapporto è debole»

Diverso, invece, il punto di vista dei sindaci di Morbio Inferiore e Vacallo, Claudia Canova e Marco Rizza. «Secondo me bisognava allora e occorre oggi prendersi il tempo necessario per approfondire questo rapporto» evidenzia Canova. Anche perché, parlando a titolo personale, il rapporto «penso sia debole». Il dubbio è che non risponda a molte domande che rischiano di rimanere in sospeso. La posizione di Canova e Rizza può essere riassunta – ci spiega la sindaca – in: «Signori, continuiamo a lavorare». Cosa vuol dire? «Demandiamo il tutto a un istituto di ricerca», una consulenza esterna. «Noi avremmo fornito la ‘fotografia’ della nostra realtà, con tutte le problematiche e le desiderata che abbiamo individuato». All’istituto di ricerca, invece, il compito di sviluppare «un approfondimento per comprendere quali siano gli assi di sviluppo sui quali si sarebbe dovuto fondare il nuovo Comune». Una proposta che, evidentemente, non è stata accettata da tutti. «Credo all’aggregazione – ribadisce Canova –, ma da sempre sostengo altresì che era necessario prendersi un po’ più di tempo». Anche Marco Rizza ha espresso la disponibilità «a un eventuale posticipo, che non vuol dire un congelamento del progetto. Lo proposi già un anno e mezzo fa e da allora è cambiato poco». Il perché è presto detto: «Semplicissimo: perché nei tempi con cui abbiamo analizzato fino ad oggi questa aggregazione, non siamo ancora riusciti a cogliere quelle opportunità che prevalgono sulle difficoltà finanziarie».

In questo articolo: