L'evento

AIL Arena, tutta la città si è messa in coda: il nuovo stadio del FC Lugano è già un successone

Weekend di fine maggio in bianconero: tour dell’impianto battutissimo, fan village affollato, sorrisi ovunque – E Cornaredo, a due passi, è già un lontano ricordo
Marcello Pelizzari
30.05.2026 12:00

Vecchio e nuovo, a Lugano, convivono. Ancora per poco. E senza scomodare il maestro Ejzenstejn. Da una parte il Cornaredo che fu, già oggetto di restyling in questi ultimi anni e simbolo di ciò che, nel bene come nel male, è stato. Dall’altra l’AIL Arena, finalmente aperta e accessibile alla popolazione. E il popolo, quello bianconero ma non solo, ha risposto presente. Sin dalle prime ore di questo sabato di fine maggio. Possiamo già dirlo, senza il rischio di venire smentiti: la due giorni di porte aperte organizzata dal Football Club Lugano è un successo. Anzi, un successone.

Code per cercare di strappare un posto ai tour dell’impianto (logico: oltre 7.500 le prenotazioni) e code per ottenere i gadget dei vari sponsor all’interno del fan village, cuore pulsante dell’evento. I volti, al netto del caldo, sono leggeri. Soddisfatti. Felici. C’è chi, quasi, stenta ancora a crederci. Uno stadio moderno, boutique volendo abbracciare la narrazione del club, a pochi metri di distanza da un impianto che, a lungo, è stato un freno alle ambizioni e ai sogni della piazza. «Sei vicino, sei davvero vicino al campo» hanno sottolineato in tanti, uscendo dal tour, a conferma che la pista di atletica di Cornaredo (non ce ne vogliano gli amanti di questo sport) non mancherà. Eccolo, l’auspicato effetto Bombonera. Pubblico e giocatori, idealmente, saranno una cosa sola. Un tutt’uno che, si spera, spingerà la squadra verso l’obiettivo degli obiettivi: il titolo svizzero.

Per anni, il tifo bianconero ha voluto (comunque) bene a uno stadio fuori dal tempo e, per certi versi, anche dalla logica. Uno stadio con le tribune lontanissime dal campo, senza servizi, senza la necessaria anima. L’AIL Arena, all’improvviso, ha spezzato questo incantesimo, o sortilegio. Fa e farà di Lugano, finalmente, una città di calcio. Una città, soprattutto, che può e potrà specchiarsi nel suo stadio senza arrossire e provare un pizzico di vergogna, come avveniva appunto con Cornaredo.

I tifosi e i curiosi, nel frattempo, non hanno smesso di arrivare per toccare la nuova realtà. «Ma tu che posto hai scelto per l’abbonamento?» ha chiesto uno. «Papà voglio provare i rigori contro il robot» ha tuonato un altro, giovanissimo sostenitore bianconero trascinando il genitore per mano verso l’apposito stand. E poi il sindaco Michele Foletti, i soliti noti che vedevamo già quando eravamo noi ragazzini ma anche tanti, tantissimi giovanissimi. Ed è questa, più di ogni altra cosa, la bellezza della AIL Arena: un sogno a occhi aperti, un sogno che le giovani calciatrici e i giovani calciatori possono legittimamente cullare. Se noi non vediamo l’ora della prima partita per vedere lo stadio con il suo vestito migliore, quello delle partite, loro sperano un domani di calcare l’erba del nuovo impianto. E di scrivere una piccola, grande pagina del libro bianconero.