Lugano

AIL perde il contratto per alimentare i supercomputer del Centro di calcolo

La commessa da oltre 20 milioni di franchi è stata vinta dall'azienda elettrica di Zurigo - Il CSCS ha un fabbisogno pari, se non superiore, a quello totale di Massagno e Capriasca – L'azienda luganese: «Dispiaciuti di non esserci riconfermati, ma i rapporti continuano»
©Chiara Zocchetti
Federico Storni
17.10.2026 06:00

Dal 2029, e almeno sino al 2033, il Centro svizzero di calcolo scientifico (CSCS) di Lugano sarà alimentato da energia zurighese. A vincere il concorso per la fornitura indetto dal Politecnico di Zurigo è stata infatti la Elektrizitätswerk der Stadt Zürich (EWZ), che ha presentato l’offerta più vantaggiosa: 7,66 centesimi al chilowattora. Al concorso hanno partecipato cinque fornitori d’energia, fra cui AIL SA, ovvero l’attuale detentrice del contratto. «La nostra offerta era superiore di 0,35 centesimi al chilowattora – afferma il presidente della direzione di AIL Angelo Bernasconi, da noi raggiunto per un commento. – Siamo ovviamente dispiaciuti di aver perso la fornitura, ma i rapporti con il Centro di calcolo restano buoni e cercheremo di fare meglio fra cinque anni. Questa commessa è un buon esempio di come si stia evolvendo il mercato liberalizzato dell’energia: sempre più competitivo, con aziende che si trovano fuori dai confini cantonali e che si affacciano con interesse sul nostro territorio. È per questo che abbiamo deciso di fondare Aliantis Energy, una società che sarà dedicata proprio a questo tipo di operazioni e che inizierà a operare l’anno prossimo».

Contava solo il prezzo

Torniamo alla decisione del «Poli». In termini assoluti si tratta di una commessa ingente. Il CSCS afferma infatti che si aspetta di consumare 60 gigawattora di energia all’anno, considerando anche che a partire dal 2030-2031 è prevista la messa in funzione di un nuovo server. Facendo i proverbiali calcoli della serva, cioè moltiplicando i 7,66 centesimi al chilowattora per 60 gigawattora per cinque anni, arriviamo a circa 23 milioni di franchi. I centri di calcolo, d’altronde, sono particolarmente energivori, il CSCS in particolare, essendo l’unico in Svizzera in cui viene gestito un supercomputer d’intelligenza artificiale. Nell’annunciare la vittoria della commessa nel 2021, AIL descriveva il fabbisogno di CSCS come pari a quello di circa 6.600 economie domestiche. E il contratto allora parlava di trenta gigawattora all’anno. Nel 2029 saranno il doppio. In altre parole, il CSCS avrà un fabbisogno energetico pari, se non superiore, a quello di tutti i Comuni serviti dall’Azienda Elettrica di Massagno, ovvero Massagno, Capriasca e Isone.

Un bilancio comunque positivo

Ingente uso di elettricità, dunque, che non corrisponde però giocoforza a ingenti margini. La commessa indetta dal «Poli» si basava esclusivamente sul prezzo offerto più basso. Ancora Bernasconi: «Ripeto, c’è sicuramente dispiacere per non essere riusciti a riconfermarci, ma il bilancio per AIL resta positivo. Di recente abbiamo vinto la fornitura di 200 gigawattora per dodici Comuni della Svizzera interna, dove complessivamente ne distribuiamo 400». In altre parole: secca sempre perdere in casa, ma in trasferta il rendimento è ottimo.

Tutto questo, sottolinea il nostro interlocutore, non significa però la fine dei rapporti tra AIL e CSCS, anzi. È «solo» la perdita di una fornitura: «La collaborazione continua: la fornitura in senso fisico, dunque l’allacciamento e la distribuzione, è fatta tramite la nostra rete, che dunque garantisce la business continuity. Inoltre, con il CSCS collaboriamo attivamente per la rete anergetica che sfrutta l’acqua ‘scaldata’ dal supercomputer per riscaldare e raffreddare ad esempio il Polo sportivo e degli eventi e, in prospettiva, il Nuovo Quartiere Cornaredo». La cosa più importante, termina Bernasconi, «è che il CSCS resti a Lugano».