L'evento

Al Lux, dopo «We Will Dance Again» cala il silenzio

Circa 200 persone alla proiezione del documentario sul massacro del Nova Music Festival del 7 ottobre 2023 – In sala sospiri, lacrime e incredulità davanti alle immagini
© CdT
Red. Online
11.10.2026 23:39

Circa 200 persone hanno assistito, questa sera al Cinema Lux di Massagno, alla proiezione di The Nova Music Festival Massacre (We Will Dance Again), organizzata dall’Associazione Svizzera-Israele – Sezione Ticino. Il documentario di Yariv Mozer ricostruisce l’attacco di Hamas al festival Nova del 7 ottobre 2023 attraverso le testimonianze dei sopravvissuti e filmati originali.

La serata è stata aperta da una breve introduzione del giornalista Sergio Savoia.

Il film si apre con una premessa sui limiti di ogni racconto: nessun documentario può restituire tutte le storie individuali di chi era al festival, ciascuna segnata da un’esperienza unica. Mozer concentra quindi la ricostruzione su alcune testimonianze dirette e sui filmati personali. We Will Dance Again ha vinto un News & Documentary Emmy nel 2025, nella categoria «Outstanding Current Affairs Documentary», il duPont-Columbia Award 2026 e due premi al Doc Edge Film Festival 2024: nella categoria «In Truth We Trust» e per il montaggio internazionale.

Nel presentare la proiezione, l’Associazione ha spiegato di voler offrire l’occasione di conoscere le testimonianze di chi ha vissuto il 7 ottobre e approfondire quanto accaduto al Nova. «Dare spazio a queste testimonianze non significa esaurire la complessità del conflitto».

Fuori dalla sala era esposto un avviso: «La visione, riservata al pubblico di almeno 16 anni d’età, è sconsigliata a persone particolarmente sensibili». Un avviso necessario. Durante le sequenze più dure si sono sentiti sospiri e manifestazioni di sconforto. Restare fermi sulla sedia non era semplice e in molti si sono ritrovati ad asciugarsi gli occhi.

Quando sono comparsi i titoli di coda, un breve applauso si è levato da una parte della sala, senza spezzare davvero il silenzio. Poi il pubblico ha raggiunto l’uscita senza parlare: non un’assenza di reazione, ma il tempo lasciato alle emozioni. Di fronte a quelle immagini, il silenzio sembra l’unica risposta possibile.

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