Lugano

Al posto dell’Hotel Bellevue diciassette appartamenti

C’è il progetto per convertire la storica struttura ricettiva affacciata sul Ceresio in un edificio residenziale articolato su cinque piani – Parte degli alloggi verranno destinati ad abitazioni secondarie – L’investimento complessivo si attesta intorno ai 40 milioni di franchi
Valentina Coda
30.06.2026 06:00

Venne costruito a fine Ottocento come residenza privata, poi convertito in struttura alberghiera circa un decennio più tardi e ora, oltre 140 anni dalla sua edificazione al civico 10 di via Riva Caccia, si vorrebbe nuovamente cambiare la destinazione e puntare sul residenziale. D’altronde, i tempi cambiano, le esigenze pure e il ritorno alle origini è un richiamo che in diversi sulle rive del Ceresio considerano come una carta vincente, se non quasi inevitabile.

Attorno allo storico Hotel Bellevue au Lac, presenza granitica in città e osservatore delle innumerevoli mutazioni che il turismo ha compiuto nell’ultimo secolo, si stanno facendo delle valutazioni di peso. Ovvero abbandonare il côté alberghiero e riconvertire la struttura puntando, appunto, sul residenziale. Un progetto c’è già (la domanda di costruzione è fresca di pubblicazione) ed è stato sviluppato da Artisa Group per conto della proprietà della struttura, che fa capo ad Art Family Office dell’imprenditore Stefano Artioli.

«Patrimonio da valorizzare»

Ad ogni modo, le intenzioni sono quelle di mantenere il volume della struttura principale, per la quale è prevista una ristrutturazione completa volta a valorizzarne l’immagine generale, demolendo solamente alcune porzioni accessorie aggiunte negli anni al corpo originale. L’eventuale cambio di destinazione prevede la costruzione di diciassette appartamenti disposti su cinque piani, un’autorimessa interrata e un’area verde a uso condominiale, per un valore complessivo dell’investimento che si attesta intorno ai 40 milioni di franchi. Inoltre, stando alla relazione tecnica questi lavori consentiranno anche di adeguare il complesso ad alcuni parametri edificatori previsti dal Piano regolatore. Interessante è l’aspetto delle residenze secondarie. Ebbene, secondo quanto previsto dal Piano delle destinazioni e dei gradi di sensibilità del Piano regolatore, almeno il 50% della superficie utile lorda residenziale deve essere destinata ad abitazioni primarie. «Considerato che il Comune di Lugano non ha raggiunto il limite massimo del 20% di abitazioni secondarie previste dalla normativa federale in materia di residenze secondarie, risulta ammissibile destinare fino al 50% della superficie utile lorda residenziale ad abitazioni secondarie. Sulla base di questi presupposti, il progetto prevede la destinazione di 5 appartamenti ad abitazione secondaria», leggiamo nella relazione tecnica. «Lugano si sta consolidando come una città sicura, ordinata, internazionale, con scuole di valore, servizi e una qualità di vita riconosciuta. Questo scenario genera una domanda sempre più attenta verso soluzioni abitative capaci di coniugare posizione, comfort, servizi e rapporto con il territorio. Il Bellevue au Lac si inserisce in questo contesto come un patrimonio da valorizzare con misura e responsabilità, attraverso un intervento fondato sulla cura progettuale e sulla qualità dell’abitare, contribuendo al percorso di crescita e riqualificazione della città», spiega contattato dal Corriere del Ticino il presidente di Art Family Office, Stefano Artioli.