Alcol e benzodiazepine: perché il mix è così pericoloso

Nel sangue della 52.enne annegata lo scorso 18 agosto nel Ceresio, a Melide, gli esami tossicologici hanno rilevato «un'alcolemia molto elevata e la contemporanea presenza di benzodiazepine, pur a concentrazioni terapeutiche o subterapeutiche». Secondo la perizia medico-legale diffusa oggi dal Ministero pubblico, quell'associazione era «verosimilmente idonea a compromettere in misura rilevante vigilanza, coordinazione e livello di coscienza», e ha rappresentato «un importante fattore favorente o concausale». Attenzione: il farmaco era presente a dosi normali o persino inferiori a quelle terapeutiche. Le fonti mediche svizzere, tuttavia, confermano che non serve un sovradosaggio perché la combinazione con l'alcol diventi pericolosa.
A che cosa servono le benzodiazepine
Sono, banalmente, tra i farmaci più prescritti al mondo. In Svizzera vengono impiegate, tra l'altro, «in caso di ansia, disturbi del sonno, astinenza dall'alcol, disturbi bipolari (episodi maniacali), epilessia, in caso di disintossicazione dall'alcol o come anestetici», ricorda Dipendenze Svizzera, la fondazione nazionale attiva nella prevenzione. Usati come prescritti, sono farmaci efficaci.
Perché l'alcol le rende pericolose
La spiegazione farmacologica, leggiamo, è nel meccanismo d'azione. Le benzodiazepine agiscono sui recettori del GABA, il principale sistema inibitorio del cervello: concretamente, premono sul freno del sistema nervoso centrale. L'alcol, a sua volta, è un depressore dello stesso sistema. Il portale Medico e Dipendenze Svizzera, sostenuto dall'Ufficio federale della sanità pubblica e riferimento per i medici di famiglia in materia di dipendenze, al riguardo è piuttosto esplicito: «Se le benzodiazepine sono combinate con alcol, antipsicotici, oppioidi, ipnotici, barbiturici e così via, l'effetto sedativo delle singole sostanze può essere maggiore e condurre a una depressione respiratoria ed eventualmente a un arresto respiratorio». Lo stesso portale precisa, circa la tossicità: «L'indice terapeutico delle benzodiazepine è molto ampio. Non sono noti avvelenamenti in caso di assunzione esclusivamente per via orale. La tossicità delle benzodiazepine è bassa, ma aumenta notevolmente se sono assunte contemporaneamente ad altre sostanze sedative». Di fatto, è lo scenario descritto dalla perizia: dosi terapeutiche del farmaco, ma un'alcolemia molto elevata. Dipendenze Svizzera aggiunge che «un uso combinato di altre sostanze sedative come l'alcol aumenta i rischi e quindi il pericolo di overdose letale».
Vigilanza, coordinazione, memoria
Gli effetti riguardano funzioni che, pensando all'acqua e nello specifico al Lago Ceresio, sono decisive. Un sovradosaggio può comportare «forte sedazione, atassia, letargia, stati confusionali, disorientamento», elenca Medico e Dipendenze Svizzera. L'atassia è la perdita di coordinazione dei movimenti volontari. C'è poi un effetto meno conosciuto: agendo sui recettori del GABA le benzodiazepine «provocano facilmente amnesie». D'altro canto, è documentato che «se combinate con l'alcol, le benzodiazepine possono provocare un'amnesia prolungata, sebbene la/il paziente appaia completamente presente». Un elemento che spiega perché il quadro esteriore possa risultare ingannevole. Le stesse fonti segnalano che questi farmaci «influiscono sulla percezione che la persona ha di sé e delle proprie capacità»: un punto significativo nella valutazione dei rischi.
Perché l'acqua amplifica tutto
La perizia parla di «una possibile caduta in acqua dalla riva» e di «eventuali difficoltà nel nuoto e nella capacità di reazione». Sono, questi, i due scenari su cui insiste da anni la prevenzione svizzera. La Società Svizzera di Salvataggio (SSS) mette l'alcol tra le proprie Regole per il bagnante con una formulazione senza sfumature: «Non entrare mai in acqua dopo l'assunzione di bevande alcoliche o altre droghe». E ne spiega il motivo: «Gli effetti dell'alcol e delle droghe possono avere conseguenze fatali in acqua. Presunzione e imprudenza non permettono di riconoscere le situazioni pericolose, ma anche problemi di vista e capacità di coordinazione limitate in seguito al consumo di droghe o alcol sono purtroppo sempre causa di incidenti». C'è, infine, un effetto fisiologico specifico che la SSS descrive per la stagione calda: «I vasi sanguigni si dilatano a causa del consumo di alcol. Tuttavia, nuotando il sangue si raffredda velocemente e attraverso la circolazione sanguigna si sposta da braccia e gambe al centro del corpo. Ciò aumenta il pericolo di un collasso circolatorio in seguito a ipotermia anche con temperature dell'acqua relativamente calde (20 °C o più)». L'organizzazione ricorda anche che con il caldo «l'alcol ha un effetto più rapido e intenso visto che il corpo ha più difficoltà a smaltirlo». Quanto alle statistiche, secondo la SSS in Svizzera annegano in media 50 persone all'anno, mentre nel 2024 i 52 casi registrati si sono verificati quasi tutti in acque libere, ovvero laghi e fiumi.
