Politica

Alleanza Lega-UDC, si riapre la partita: vertice positivo tra i due partiti

Si riaprono le porte per l’alleanza Lega-UDC. Ieri si è tenuto un incontro riservato tra i vertici dei due partiti che ha fatto ripartire le trattative — Un negoziato che contempla anche federali e comunali — Decisiva per il futuro della destra ticinese, la direttiva democentrista prevista questa sera
© Gabriele Putzu
Laura MilanieAndrea Leoni
19.08.2026 18:30

Dal sepolcro alla resurrezione. L’alleanza tra Lega e UDC sembra pronta al miracolo. È quanto siamo in grado di anticipare dopo l’incontro riservatissimo tra i vertici dei due partiti, svoltosi ieri. Un incontro sollecitato da Antonella Bignasca durante l’ultima assemblea della Lega e sostenuto ad ampia maggioranza dalla base.

Intorno allo stesso tavolo, oltre all’editrice del Mattino, erano presenti Daniele Piccaluga, Lorenzo Quadri, Norman Gobbi, il futuro ministro Piero Marchesi, Marco Chiesa, Paolo Pamini e Sergio Morisoli. Potremmo definire la riunione di ieri come una scossa di defibrillatore che ha fatto ripartire il cuore dell’alleanza. Il vertice, infatti, si è concluso in maniera positiva.

Umore sempre più possibilista

La notizia non giunge del tutto come un fulmine a ciel sereno. Dopo la freddezza del 1° agosto, con il botta e risposta a distanza tra i presidenti Marchesi e Piccaluga, negli ultimi giorni l’umore che si registrava nei due condomini era più possibilista, facendo presagire almeno un ritorno alle discussioni sul tema. Un umore che ha infatti trovato terreno fertile e si è rafforzato durante la riunione di ieri.

Le bocche dei protagonisti sono sigillate. Un segnale tangibile dell’importanza e della delicatezza del momento. Nessuno vuole fare un passo falso. Troppe volte, nel recente passato, quando la trattativa finiva sotto le luci dei riflettori erano infatti sorti tensioni e inciampi. Inoltre, c’è l’esigenza di rispettare tutti i passaggi formali all’interno dei rispettivi partiti. D’altra parte, sul tavolo c’è una decisione comunicata pubblicamente dall’UDC nelle scorse settimane: quella di correre da soli. E un’inversione di rotta richiede inevitabilmente una nuova decisione interna.

Confronto questa sera

Il confronto ci sarà già questa sera, quando si riunirà la Direttiva democentrista. Originariamente si sarebbe dovuto discutere della lista per la corsa in solitaria – già pronta –, ma l’ordine del giorno è cambiato e in cima al menù ci sarà proprio l’esito dell’incontro di ieri. Ci troviamo quindi a poche ore da un passaggio decisivo che potrebbe ribaltare nuovamente gli equilibri dell’intera campagna elettorale. Se la Direttiva dovesse dire «no», la partita sarà definitivamente chiusa. In caso contrario l’alleanza avrà la strada spianata.

Bocche cucite, si diceva, anche se a microfoni spenti c’è chi professa ottimismo. Altro che defibrillatore, siamo già avviati verso la guarigione.

Qualche dettaglio

Spazio, infine, a qualche informazione in più. Durante la riunione si è parlato di un accordo complessivo che comprende, laddove possibile, anche le Elezioni federali e quelle comunali, in primis la Città di Lugano. Del resto, queste sono sempre state l’impalcatura dell’alleanza anche nel recente passato. Inoltre, sono stati abbozzati alcuni nomi papabili per la lista unica: ad essere certi sono quelli di Norman Gobbi e Piero Marchesi, fra quelli possibili, invece, Daniele Piccaluga e Paolo Pamini. Il quinto nome resta per ora argomento di discussione: si potrebbe scegliere un candidato condiviso oppure potrebbe esserci un terzo leghista, con la candidatura unica di Marco Chiesa al Consiglio degli Stati.