Ciclismo

Alto Ticino pronto per il Giro: c’è profumo di rosa nell’aria

Scatta il conto alla rovescia per la principale competizione ciclistica italiana, che il 26 maggio sconfinerà in Svizzera con la 16. tappa Bellinzona-Carì - Il sindaco di Faido: «Siamo orgogliosi di ospitare una manifestazione di questa portata»
Quel colore inconfondibile che ha illuminato pure alcuni edifici leventinesi. © www.bellinzona-cari26.ch
Valentina Regazzi
Valentina Regazzi
07.04.2026 06:00

L’Alto Ticino si prepara a colorarsi di rosa. Martedì 26 maggio il Giro d’Italia arriverà a Carì, portando i riflettori del grande ciclismo internazionale sulle strade della nostra regione. Come ci spiega Corrado Nastasi, sindaco di Faido, non si tratta solo di grande sport, ma di un’occasione per mostrare al mondo il volto più bello del territorio. «Poter dare il benvenuto ad una realtà così prestigiosa è per noi motivo d’orgoglio», afferma il nostro interlocutore. Per accogliere degnamente il pubblico e gli invitati, alla linea d’arrivo verrà allestito un vero e proprio villaggio con capannoni e tribune. Saranno sette i monumenti illuminati a festa, tra cui la cascata della Piumogna e la chiesa di San Martino a Calonico.

Non solo due ruote

Non si tratta solo di una questione di cronometro: la kermesse sarà accompagnata, lungo il percorso e in particolare alla meta, da vari intrattenimenti, inclusi momenti musicali, per trasformare l’evento in una celebrazione collettiva che duri ben oltre l’arrivo della carovana rosa.
Allo scopo di mettere in risalto l’offerta per tutti gli appassionati, durante il periodo della manifestazione, compreso il finesettimana che la precede, gli impianti di risalita di Carì saranno in funzione. Per lo stesso motivo si sta valutando la possibilità di aprire, oltre al ristorante Pineta, anche l’osteria Belvedere, situata a 2.000 metri di altitudine, tra le due seggiovie. In questo senso il Municipio stesso si sta attivando coordinandosi con albergatori ed esercenti in modo tale da garantire ospitalità così come tanto divertimento ai visitatori. Per il Comune si può parlare di una ricaduta economica immediata - numerosi gruppi si sono già annunciati per pernottare in loco -, ma la speranza è che, grazie alla notorietà data dalla tappa, l’affluenza si mantenga costante negli anni a venire, determinando un incremento in termini di pernottamento e sfruttamento dei servizi. L’investimento, quindi, sostenuto dall’ente pubblico e dai privati, punta a valorizzare la località turistica leventinese anche sul medio-lungo periodo.

Tre milioni di telespettatori

La Corsa rosa, come già osservato per il Tour de Suisse, genera un forte entusiasmo, tanto che il 26 maggio sono previsti quasi 3 milioni di telespettatori. «L’obiettivo - ribadisce Marco Costi, presidente della Nuova Carì e già sindaco di Bodio - è mostrare che la valle non è solo neve, ma anche destinazione ideale per il parapendio, le passeggiate a cavallo e i rampichini, per non dimenticare la buona gastronomia, rilanciando la stagione estiva (gli impianti quest’anno rimarranno aperti dalla fine di giugno a quella di agosto; n.d.r.) e promuovendo così l’immagine di un turismo dolce».

Prezioso trampolino di lancio

La scommessa è che il picco di visibilità dato dal Giro porti molti cultori delle due ruote a misurarsi con le salite della Leventina per tutta la bella stagione, a partire dai molti cicloamatori che si muoveranno con anticipo per visionare l’itinerario e, magari, valutare la posizione migliore da cui seguire le battute conclusive della tappa che potrebbe risultare decisiva per la vittoria finale. La gara ciclistica, insomma, può essere il trampolino di lancio di un’offerta che sa sempre rinnovarsi: il comprensorio, in futuro, vuole puntare su momenti culturali da vivere in alta quota, come mostre fotografiche o installazioni di opere d’arte da ammirare dalla seggiovia.

Una sfida logistica

Oltre all’entusiasmo per quello che sarà un appuntamento indimenticabile per il capoluogo leventinese, Gabriele Gendotti, presidente di Carì Events nonché ex consigliere di Stato, non nasconde le difficoltà nell’organizzare un evento che attirerà una folla enorme, complice il ponte di Pentecose. «Dobbiamo chiudere le strade per una giornata e mezzo», spiega Gendotti, sottolineando le problematicità nel gestire il traffico. La sfida logistica sarà piuttosto complessa e, se garantire la massima sicurezza del pubblico nonché dei corridori rimane la priorità, gli appassionati che vorranno godersi lo spettacolo all’arrivo dovranno far capo ai bus navetta. Restando in tema, un esempio concreto riguarda la Valle di Blenio: il passaggio della corsa renderà difficile il trasporto degli allievi verso le scuole. L’auspicio degli organizzatori è quindi che il 26 maggio si trasformi in un momento di festa, riducendo al minimo i disagi legati alla circolazione e non solo. Informazioni aggiornate le trovate sul sito Internet www.bellinzona-cari26.ch.