Mendrisio

Ancora botte in stazione: «Tornerà un presidio di polizia»

Nell’area della fermata ferroviaria si è arrivati per l’ennesima volta alle mani – La presenza degli agenti, dopo un periodo di allentamento, sarà intensificata – Maffi: «La polizia corre e tampona, ma qui siamo di fronte a un diffuso disagio sociale»
© Chiara Zocchetti
Stefano Lippmann
24.09.2026 06:00

Ci risiamo. La stazione ferroviaria di Mendrisio è tornata – suo malgrado – al centro dei riflettori a causa di episodi di violenza o di disagio. L’ultimo, in ordine di tempo, è avvenuto martedì e si è presto diffuso sui social. La Polizia cantonale, da noi sollecitata, ci ha confermato che è intervenuta, insieme alla Comunale di Mendrisio, poco dopo le 17.30 per un alterco tra due uomini, con vie di fatto reciproche. Insomma, si è arrivati alle mani. Uno dei due uomini coinvolti è stato accompagnato al pronto soccorso, dove è stato medicato. La Cantonale ha altresì precisato che «nell’ambito dell’intervento non sono stati ravvisati reati perseguibili d’ufficio e al momento non risultano inoltrate denunce».

Come noto, non è il primo caso che avviene nell’area della stazione FFS di Mendrisio e di questo ne è consapevole anche l’autorità cittadina. «Sapevamo e sappiamo tutt’oggi che la stazione è un punto sensibile sul nostro territorio, così come lo sono quelle dei maggiori centri del Cantone» commenta, interpellato dal Corriere del Ticino, il capodicastero Sicurezza della Città di Mendrisio Samuel Maffi. Problema noto, dunque, e già ampiamente affrontato. Basti pensare alla campagna di sensibilizzazione avviata dalla Polizia comunale alcuni mesi fa e che, ci conferma Maffi, ha dato buoni frutti. «È importante – aveva affermato allora il comandante Patrick Roth – che lo spazio pubblico sia percepito come sicuro e che le presenze inopportune non si consolidino». Gli sforzi non mancano: «Continuiamo a monitorare la tematica della stazione – fa presente Maffi –, ma purtroppo questo ulteriore caso mi fa pensare che ‘costerà’». Tradotto: «Ci saranno risorse da impiegare e dovremo in qualche maniera tralasciare, per quanto possibile, altri compiti. Questo al fine di garantire un presidio, non dico permanente, ma per lo meno accentuato in quell’area».

La riflessione con il nostro interlocutore si allarga: «Purtroppo a causa di episodi anche legati al disagio sociale, si ripresentano situazioni di tensione e la polizia, per cercare di arginare il fenomeno, deve essere presente fisicamente». D’altronde, ravvisa Maffi in base a quanto vissuto sinora, «nell’area della stazione è presente un mix di personaggi che vivono una situazione di disagio o che sono tossicodipendenti. Ciò, purtroppo, fa sì che quando è assente la figura atta a prevenire eventuali conflitti o fenomeni di microcriminalità, succedano queste cose». Il tutto, riportano i vari fatti di cronaca, avviene anche quando la stazione è frequentata da numerosi pendolari che assistono a scene poco edificanti: «Ciò non fa altro che influire ancora più negativamente sulla percezione della sicurezza dei nostri cittadini». Per Maffi, a questo punto, non vi sono dubbi. Dopo un periodo di allentamento «ci sarà nuovamente una presenza più assidua di agenti di polizia. La loro figura nell’area della stazione diminuisce drasticamente questo tipo di episodi». Infine l’amara constatazione: «La polizia tappa i buchi, corre, tampona. Ma qui siamo di fronte a un diffuso disagio sociale che dovrebbe far riflettere tutte le istituzioni e l’intera società».