Ancora violenza in discoteca, giovane in terapia intensiva

«È un tema caldo che va affrontato da tutta la società». Massimo Suter, presidente di GastroTicino, è ancora scosso per quello che è successo a suo figlio maggiorenne Colin lo scorso venerdì notte a Lugano. «Erano circa le 3 di mattina, quando, uscendo da un locale notturno, qualcuno lo ha spinto e gli ha tirato un pugno. A causa del colpo, Colin è caduto all’indietro e ha sbattuto violentemente la testa contro uno scalino. Quando mi hanno chiamato al telefono per avvisarmi, era in ospedale in terapia intensiva. Oggi sta un po’ meglio, sta migliorando – continua Suter -, ma se torno a sabato mattina, a quando è squillato il telefono e penso che poteva andare molto peggio, mi viene ancora adesso da piangere».
Il tema caldo a cui si riferisce Suter è dunque quello della violenza, che a Lugano, è associata anche alla movida, alla vita notturna. Calci, pugni, accoltellamenti, risse, aggressioni. Un lungo elenco che riempie le cronache dei giornali e le aule dei tribunali, in cui a volte ci scappa anche il morto. Come successo nel 2009, sempre a Lugano, tra via Peri e via Cantonale, quando a perdere la vita fuori da una discoteca era stato un 31.enne. Nel 2017 poco fuori da un locale notturno di Gordola era invece deceduto un 44.enne per le ferite riportate dopo un pugno alla nuca.
Anche la mente di Suter va a quel tragico episodio. «Mio figlio è finito all’ospedale senza avere colpe. Se avesse preso il pugno due centimetri più a destra, oggi staremmo parlando del suo funerale», riprende, facendo fatica a trattenere le lacrime. «Di sicurezza nei locali parlo da anni come presidente di GastroTicino – racconta, riprendendo quanto ha scritto lui stesso su un social media, domenica sera. - Questa volta l’ho vissuta da padre. La sicurezza nei locali non è un tema da dibattito. Riguarda i nostri figli, le nostre famiglie, chi lavora ogni notte nei nostri esercizi. Serve l’impegno di tutti: gestori, istituzioni, forze dell'ordine e anche dei ragazzi stessi».
Proprio domenica sera, Suter è stato uno degli ospiti della trasmissione «La Domenica del Corriere» in onda su TeleTicino. Trasmissione in cui si è parlato di un mondo della ristorazione in continuo cambiamento e confrontato anche con problemi di ordine pubblico fuori e dentro i locali notturni. Intervistato dal direttore del Corriere del Ticino, Gianni Righinetti, il presidente di GastroTicino non se l’è sentita di puntare il dito contro gli esercizi pubblici.
E anche oggi la pensa allo stesso modo. Anche oggi che denuncerà la violenza subita da suo figlio. «Non è strettamente colpa del gerente se una persona tira un pugno – dice – troppo spesso si addita la colpa al gerente. Ma neanche mio figlio sabato mattina ha avuto colpe. Ecco perché credo che sia un discorso da affrontare tutti insieme come società».
Sempre durante la trasmissione di domenica sera, la capodicastero Sicurezza della Città, Karin Valenzano Rossi ha ricordato l’esistenza di incontri regolari tra Polizia ed esercizi pubblici, proprio sul tema della prevenzione della violenza. Un tema che Suter non intende affatto mollare. «Sto cercando di organizzare un nuovo incontro tra me, Valenzano Rossi e il comandante della Polizia comunale di Lugano, Federico Chiesa», specifica, convinto più che mai che occorra fare qualcosa per evitare che la violenza dentro e fuori dai locali notturni faccia altre vittime. «Se ho deciso di pubblicare sui social media quello che è successo a mio figlio – sottolinea – è anche perché la violenza fuori e dentro i locali non è solo quella che si legge sui giornali, ma può capitare a chiunque, come è successo alla mia famiglia».
