Animali maltrattati, prosciolto Nussbaumer

A tredici anni dai fatti, il dottore e politico Werner Nussbaumer è stato assolto dall'accusa di aver maltrattato gli animali da cortile che teneva nei pressi della sua abitazione a Gravesano. A mente del giudice della Pretura penale Manuel Bergamelli, l'impianto accusatorio era troppo vago per arrivare a pronunciare una condanna. Mancava infatti «un tassello fondamentale»: un'indicazione nel decreto d'accusa se il reato fosse stato compiuto intenzionalmente o per negiglenza. L'una opzione o l'altra hanno infatti conseguenze molto importanti sulla rilevanza penale dell'agito dell'imputato, difeso dall'avvocato Rossano Bervini. La procuratrice pubblica Anna Fumagalli - che ha ereditato l'incarto - non era presente in aula. La vaghezza dell'atto d'accusa era peraltro già stata evocata più volte nel corso del lungo procedimento, non da ultimo dalla Corte d'Appello e revisione penale (CARP), che nel 2022 aveva in parte cassato e in parte rinviato a nuovo giudizio - cioè quello odierno - una sentenza di colpevolezza nei confronti del dottore. Il giudice Bergamelli, tuttavia, per questa fattispecie non ha riconosciuto un indennizzo a Nussbaumer: «Un illecito, perlomeno amministrativo, è stato oggettivamente commesso, dunque l'azione dell'autorità penale non era infondata». In seguito all'intervento del Veterinario cantonale nel 2013, infatti, con sentenza cresciuta in giudicato il Consiglio di Stato aveva vietato a Nussbaumer di continuare a tenere animali.
La vicenda ai tempi era stata molto commentata e aveva avuto anche altri strascichi penali. Nussbaumer ha sempre parlato di un complotto politico ai suoi danni e si è sempre dichiarato innocente: «C'è chi ha la passione delle auto, chi delle donne. Io l'ho degli animali», ha detto ancora oggi in aula. L'allora sindaco di Gravesano era stato condannato per violazione del segreto d'ufficio in relazione alla diffusione di alcune immagini scattate senza permesso per documentare lo stato in cui erano tenuti gli animali. Immagini che Bergamelli oggi ha definito «strazianti» e capaci «di rimanere impresse a prescindere» dalla rilevanza penale o meno delle azioni di Nussbaumer. «La passione senza responsabilità è il più orribile di ogni inganno», ha detto ancora il giudice. Per poi concludere: «Resta forse una responsabilità morale, ma qui il mio compito si ferma e la faccenda riguarda semmai la coscienza del singolo».
