Vacallo

Anziani che vivono da soli ma che non sono mai soli

Fa passi avanti il progetto che mira a mettere a disposizione di chi è ancora autonomo alloggi a pigione moderata e tutta una serie di servizi sanitari e ricreativi – Coinvolti tre stabili attorno alla piazza, più il centro sociale che fungerà da fulcro
©Ti-Press/Elia Bianchi
Lidia Travaini
20.01.2026 06:00

Non vogliamo iniziare utilizzando un anglicismo, un termine in lingua straniera potrebbe risultare poco comprensibile e altrettanto poco concreto. Allora inizieremo con un esercizio di fantasia: provate a immaginare di vivere in un’abitazione privata, godendo totalmente della vostra indipendenza e libertà, ma immaginate nel contempo di poter usufruire di servizi sanitari a domicilio, così come di possibilità ricreative e di socializzazione fuori dall’uscio di casa. Tutto questo rimanendo nel cuore del vostro paese. Non è utopia, ma è il modello abitativo che un Comune del Mendrisiotto sta pensando di creare. È Vacallo, che è intenzionata a proporre una prima: «È una visione nuova, che alle nostre latitudini non esiste. Una sorta di casa anziani diffusa, per chi è ancora autonomo, un po’ come le strutture Tertianum, ma in centro, più avvicinabile da parte di tutti e economicamente accessibile da parte di tutti», esordisce riassumendo il sindaco Marco Rizza. Lui, e il resto del Municipio vacallese, lavorano da tempo a quello che da visione è diventato progetto e un paio di giorni fa ha illustrato i progressi alla popolazione durante la cerimonia di inizio anno. Per dirla in inglese: co-housing.

C’è anche Casa Puccini

Gli edifici coinvolti sono tre, anzi quattro, tutti ubicati attorno alla piazza centrale: l’ex Patronato, l’ex Cooperativa, eventualmente Casa Puccini e il centro sociale. Nei primi due, dopo riqualificazione, sarebbero creati circa 20 appartamenti in totale, a pigione moderata e a misura di anziano, spiega il sindaco. «Casa Puccini avrebbe invece un ruolo più culturale, con obiettivi comunitari e di intrattenimento». Per ampliare l’offerta del già esistente centro sociale, «che fungerebbe da fulcro e che è già oggi molto usato, con l’utenza in continuo aumento. Un successo che ci ha fatto pensare molto a tutte le persone che hanno ancora una forte indipendenza ma che hanno parallelamente forti esigenze di socializzazione e compagnia. Allora perché non creare alloggi a pigione moderata ma che in un brevissimo raggio hanno tutta una serie di servizi a disposizione?».

Ad essere coinvolti nel progetto – che è già stato oggetto di uno studio di fattibilità – sono Comune, Parrocchia, e proprietari di Casa Puccini, ma anche la Fondazione San Rocco con cui sono stati allacciati contatti per i servizi sanitari e di prossimità. E ilCantone «che è molto interessato alla visione nuova. Ma l’idea è piaciuta anche ai proprietari di Casa Puccini», così ancora Rizza.

Il progetto è sulla buona strada non solo per lo studio esplorativo fatto, o per il concreto coinvolgimento degli altri partner. Il Municipio ha altresì già inserito nel Piano finanziario gli investimenti necessari per due edifici: l’ex Cooperativa, già comunale, che andrebbe ristrutturata, e Casa Puccini, che è da acquistare. L’ex Patronato, subito dietro alla casa comunale, è invece di proprietà della Parrocchia, «e l’idea è che si occupi autonomamente dell’investimento necessario». Per Vacallo, si tratta di un’opportunità, il sindaco ne è convinto. Un progetto «dal potenziale solido e realistico, che combina patrimonio edilizio disponibile, presenza di servizi esistenti e forza della comunità».

Si pensa anche allo sport

Se Vacallo sta pensando a un modello abitativo per gli anziani è anche perché il progetto che mirava a edificare una casa anziani è naufragato qualche anno fa, dopo un iter lungo e turbolento fatto anche di un referendum. Un «naufragio» che però ha liberato, per così dire, un terreno su cui ora si sono riaccesi i riflettori. È quello con contenuti sportivi in zona San Simone, al centro anch’esso del discorso di inizio anno del sindaco. «Quell’area così com’è ora ha dei deficit, bisogna riconsiderarla in funzione delle esigenze attuali e in sinergia con quello che sta facendo Morbio per le sue strutture sportive». In sinergia, ma anche insieme a Morbio Inferiore. Sì perché i due Comuni hanno riallacciato quella collaborazione che era nata per la casa anziani, ma concentrandosi ora sull’offerta sportiva e di svago. «Dobbiamo pensare a ciò che manca e mi riferisco soprattutto alle strutture coperte; a Morbio c’è il tennis, si va verso dei campi da calcio sintetici e anche un ostello, quello che non c’è e che serve sono ad esempio delle palestre», termina Rizza. E siamo certi che la sua conclusione sia giunta a più di un orecchio interessato.

Appello per il comparto scolastico

Dal comparto sociale, a quello sportivo, a quello scolastico. Il sindaco Marco Rizza nel suo discorso augurale si è soffermato anche sul progetto «ambizioso» che mira a trasformare l’area delle Elementari e dell’ex asilo Riva. Contro l’accoglimento del credito di 14,5 milioni necessario per attuare il piano è stato recentemente inoltrato un ricorso. Il sindaco ha lanciato un appello: «Chiedo con forza a “questo modo di far politica” basato sull’ostruzionismo di ripensarsi, di pensare a che direzione vogliamo prendere insieme ma soprattutto ai promotori chiedo di valutare il ritiro di questo ricorso».