Anziani, un gruppo di lavoro per ritrovare stabilità

Per il Municipio di Mendrisio le priorità sono chiare: «Consolidare ulteriormente la governance dell’Ente, rafforzare gli strumenti di controllo e garantire condizioni organizzative che favoriscano stabilità e continuità gestionale». È dunque tracciata la via affinché ECAM – l’Ente case anziani del Mendrisiotto – possa finalmente uscire dalla situazione piuttosto delicata che sta vivendo. Il riferimento è ad esempio ai rapporti interni allestiti su Casa Santa Filomena a Stabio, al malcontento espresso a più riprese a Novazzano (dove tramite una raccolta firme si vorrebbe che Casa Girotondo esca dall’Ente) e, soprattutto, al vuoto dirigenziale attualmente presente. L’Ente raggruppa 7 case per anziani, dispone in totale di oltre 300 posti letto e conta oltre 500 collaboratori. Una realtà di una certa dimensione che attualmente si trova senza un direttore (il relativo concorso è stato prima pubblicato e poi ritirato), ha appena ricevuto le dimissioni della vice direttrice, non ha ancora identificato un responsabile delle risorse umane e, per finire, recentemente ha subito un avvicendamento alla presidenza del Consiglio.
La situazione, come detto, è piuttosto delicata. Ed è anche per questo motivo che il Municipio ha costituito un gruppo di coordinamento all’interno dell’amministrazione comunale, guidato dal segretario comunale, per condurre tutte le attività necessarie per permettere al Consiglio dell’Ente di ripristinare l’assetto di governance, di organizzazione e di gestione della rete ECAM. Non solo: saranno affidati dei mandati di consulenza per poter raggiungere gli obiettivi citati in apertura d’articolo.
Criticità organizzative
A rendere pubblica la creazione di un tavolo di lavoro è stato lo stesso Esecutivo il quale ha risposto a un’interrogazione inoltrata il maggio scorso dal consigliere comunale della Lega Massimiliano Robbiani. Nel documento il membro del Legislativo poneva una serie di domande partendo dal fatto che il precedente direttore di ECAM, Fabio Maestrini, è rimasto in carica meno di due anni. Nel rispondere ai quesiti il Municipio spiega che le dimissioni di Maestrini sono frutto di una «scelta personale e professionale per intraprendere una nuova esperienza lavorativa». Tuttavia non vengono sottaciute alcune difficoltà emerse durante il suo mandato. Il Municipio parla espressamente di «criticità organizzative e relazionali che hanno interessato diversi ambiti dell’attività dell’Ente». Anche per questo motivo verranno riviste le procedure di selezione e valutazione: «L’esito dell’esperienza – sottolinea il Municipio, che ha risposto alle domande coinvolgendo il Consiglio ECAM – induce a ritenere opportuno rafforzare ulteriormente i processi di selezione delle figure apicali, attribuendo ancora maggiore peso alle competenze manageriali, alla leadership, alla gestione del cambiamento e alla capacità di operare in organizzazioni complesse». Tornando sull’esperienza dirigenziale a conti fatti breve, il Consiglio ECAM ha segnalato al Municipio che «si sono registrati dei rallentamenti nell’avanzamento di alcuni progetti strategici, un significativo impegno organizzativo nella fase di transizione, costi connessi alla ricerca della nuova direzione e un inevitabile impatto sulla percezione dell’Ente da parte di collaboratori, partner istituzionali, Comuni convenzionati e cittadinanza».
