Appartamenti affidati al frate, avviata l’istanza di fallimento

L’ordine di sfratto dagli appartamenti ubicati tra via Tell e via Chiesa a Chiasso. Una situazione igienica resa assai precaria dagli inquilini. I danni da loro stessi provocati agli spazi abitativi. E poi, infine, un importante ritardo nei pagamenti delle pigioni. Una situazione divenuta insostenibile, per tutte le parti coinvolte. Una vicenda che il Corriere del Ticino ha raccontato più volte a partire dall’agosto scorso e che ora si avvia verso la conclusione. La Reab Sagl – Gestioni immobiliari, il cui titolare unico è fra Martino Dotta, ha avviato le pratiche per il fallimento. Il caso, come detto, era balzato agli onori della cronaca ad agosto, quando la Pretura di Mendrisio aveva ordinato lo sfratto in diversi appartamenti. Spazi che erano stati affidati dalla proprietà alla società di fra Martino: una realtà costituita nel 2009 per rispondere alla necessità di reperire appartamenti a pigione moderata a favore di persone bisognose di alloggio con situazioni sociali talvolta difficili. Una volta «forzate» le porte degli appartamenti, le persone presenti si erano trovate confrontate, in diversi casi, con situazioni di disagio come ad esempio mucchi di rifiuti nonché mobili e accessori danneggiati. A tutto ciò, come detto, si erano aggiunti ritardi nei pagamenti degli affitti, che avevano superato il centinaio di migliaia di franchi. Una situazione diventata insostenibile anche per la società del frate il quale, come detto, ha avviato l’istanza di fallimento. Nelle osservazioni inviate alla Pretura – che il Corriere del Ticino ha potuto leggere – fra Martino spiega: «Pur riconoscendomi una dose d’ingenuità e l’oggettiva incapacità contabile (ho studiato teologia, non contabilità o gestione aziendale), mi preme rilevare che ho sempre fatto tutto quanto era in mio potere per garantire condizioni abitative dignitose a tutti gli inquilini». Reab – sottolinea – si è «accollata tutti i rischi finanziari e pure sociali da sola. Fin quando ha potuto ha onorato i suoi impegni con estrema generosità». Oggi, però, «non è purtroppo in grado di far fronte ai suoi obblighi contrattuali e a saldare nemmeno a rate il debito accumulato». Per il titolare dunque, «non avendo voluto sentir ragione, i proprietari (degli appartamenti, ndr.) mi costringono mio malgrado» a chiedere al pretore «l’avvio della pratica di fallimento, della sua conseguente liquidazione e della sua successiva radiazione dal Registro cantonale di commercio».
Più proposte sul tavolo
Allo scritto di fra Martino non è mancata la risposta – sempre nelle osservazioni alla Pretura – dei proprietari delle abitazioni. «Costretti ad arrivare alla presente procedura – citiamo – a causa del comportamento tenuto da fra Martino Dotta nella gestione della società Reab». A loro dire si è reso «impossibile qualsiasi tentativo di chiarimento o di soluzione della situazione debitoria». A tal proposito ribadiscono di essere «sempre stati disponibili e collaborativi». Gli stessi «nel corso degli anni hanno rinunciato a conguagli per centinaia di migliaia di franchi, dimostrando la loro costante volontà di sostenere e regolarizzare la situazione». Per questi motivi – si scrive infine – viene contestato «integralmente quanto affermato» dal titolare.
