Appartamenti e uffici che ammiccano al passato

È possibile mantenere il carattere agricolo e rurale di un terreno sostanzialmente inedificato e che accoglie un vigneto, costruendoci due diversi edifici? Per i promotori del disegno edilizio in pubblicazione a Stabio la risposta è «Sì, si può». In considerazione di cosa, come e dove si costruirà, ma anche di dove non si costruirà. Non per niente la domanda di costruzione (all’albo fino al 17 marzo) riguarda l’edificazione di un nuovo comparto, di tipo amministrativo-residenziale.
Non solo appartamenti
Iniziamo dalle costruzioni che, come anticipato, saranno due. La prima è un complesso a corte, la seconda un edificio in linea. «Saranno collocati su quote differenti» – si legge nella relazione tecnica allegata all’incarto – sfruttando le peculiarità dell’area, che è in pendenza, e collegati tramite un percorso pedonale. Dove? Lungo via Gaggiolo, dietro l’edificio denominato Lo Scudo (progettato dagli stessi architetti di questa iniziativa edilizia). Su uno dei pochi terreni rimasti verdi a ridosso della strada che porta al Gaggiolo.
Il complesso a corte sarà residenziale e composto da tre edifici per un totale di 5 unità abitative e 9 parcheggi coperti che contribuiranno «a rafforzare la definizione di corte aperta». L’edificio lineare invece sarà disposto parallelamente rispetto allo Scudo, «creando un rapporto di continuità insediativa». Il piano terra sarà destinato ad uffici, «articolati in ambienti open space, sale riunioni e locali destinati al riposo e al ristoro». Ai due livelli superiori ci saranno quattro unità abitative.
Passiamo agli inquilini futuri: per gli appartamenti si pensa a diversificare l’offerta del comparto rispetto a quella attuale strizzando l’occhio «anche a famiglie numerose e giovani famiglie», che vogliano abitare a Stabio o solo trascorrervi le vacanze. Gli spazi lavorativi sono invece stati ideati per accogliere lo studio di architettura che firma il disegno, che si trasferirebbe a Stabio da Mendrisio (lo studio Martinelli e Rossi). Ai due edifici si accederà rispettivamente dalla strada di servizio che si dirama da via Gaggiolo, della quale è previsto l’allargamento, e da via Gaggiolo stessa (per lo stabile in linea più a sud). Investimento stimato per l’intero disegno edilizio: 6 milioni di franchi.
Obiettivo: ricucire
Per mantenere il carattere rurale e agricolo del terreno si punterà, come anticipato, anche sulle porzioni del mappale in cui non è prevista edificazione. In particolare sul mantenimento di parte del vigneto, la quale «assumerà il ruolo di elemento fortemente caratterizzante dell’intervento. In particolare, l’edificio lineare instaura una relazione diretta con il vigneto, affacciandosi su di esso; grazie ad ampie vetrate al piano terreno, il rapporto tra spazio interno ed esterno si articola in modo continuo e diretto».
L’obiettivo, si sottolinea, è «partecipare a quell’operazione di ricucitura tra il nucleo storico e l’area ricreativa di Santa Margherita» perché ci si trova in «un contesto ancora legato alla vocazione agricola del territorio».
