Lavizzara

Arginature e terreni agricoli, il ripristino costa 11 milioni

La spesa necessaria per riparare i danni causati dall’alluvione dell’estate 2024 sarà copertadai sussidi federali e cantonali, nonché dalla raccolta fondi promossa dal Comune - Per poter beneficiare dei contributi elargiti da Berna le opere dovranno essere portate a termine entro la fine del prossimo anno
Lo scenario desolante del Piano di Peccia pochi giorni dopo il disastro. © CdT/Gabriele Putzu
Spartaco De Bernardi
25.06.2026 06:00

Sono trascorsi due anni dalla tragica alluvione che ha causato morte e distruzione in Alta Vallemaggia. Territorio del quale la comunità si sta pian piano riappropriando. Un passo decisivo in questa direzione la Lavizzara lo potrà compiere con il ripristino delle arginature dei corsi d’acqua distrutte dalla forza degli elementi e dei terreni agricoli invasi da tonnellate di fango e detriti. Interventi complessi e, soprattutto, onerosi dal punto di vista finanziario. I costi complessivi sfiorano gli 11 milioni di franchi, come si evince dai due messaggi che il Municipio guidato dal sindaco Gabriele Dazio sottopone al Consiglio comunale in vista della seduta convocata per giovedì 9 luglio. Costi che, a meno di sorprese, non graveranno sulle casse comunali: dedotti i sussidi federali e cantonali, nonché parte dei proventi della campagna di raccolta fondi, a carico dell’ente locale resterà poco più di un milione per quel che riguarda il ripristino dei terreni agricoli e 1,7 milioni per la sistemazione delle arginature dei corsi d’acqua. In entrambi i casi, questi costi rimanenti dovrebbero essere interamente coperti da Confederazione e Cantone, in misura del 50% ciascuno, nell’ambito del contributo straordinario destinato all’alluvione sul quale il Consiglio nazionale si esprimerà entro la prossima primavera. E a proposito di scadenze, nei due messaggi l’Esecutivo scrive a chiare lettere che per poter beneficiare dei contributi federali tutte le opere oggetto delle richieste di credito dovranno essere portate a termine entro la fine del 2027. Opere che, per quanto riguarda il recupero dei terreni agricoli, sono già alla seconda tappa. La prima è già stata portata a termine negli scorsi mesi e ha riguardato gli appezzamenti che hanno subito danni giudicati lievi e medi. Sono stati «rimessi a nuovo» 9,4 ettari di superfici agricole utili. La maggior parte (7,6 ettari) è stata ripristinata da tre imprese della regione alle quali è stato affidato l’incarico. Gli altri 1,8 ettari sono stati recuperati e migliorati direttamente dai proprietari o gestori con l’aiuto della PCi.

Sei ettari distrutti per sempre

Per compensare almeno in parte i 6,1 ettari di terreni completamente distrutti, in accordo con la Sezione dell’agricoltura e con la Sezione forestale sono state valutate nuove superfici che potrebbero essere bonificate. Ma torniamo al credito riguardante la seconda parte dei lavori di recupero dei pascoli: le opere contemplate nel progetto allestito dallo Studio Andreotti & Partners di Locarno riguardano gli appezzamenti per lo sfalcio del fieno ed il pascolo del bestiame che hanno subito danni importanti. Oltre al loro recupero con una serie di interventi che vanno dallo sgombero del materiale depositato all’apporto di terra per ricreare campi coltivabili, il progetto prevede anche il ripristino degli accessi stradali, realizzati a suo tempo nell’ambito delle procedure di raggruppamento dei terreni, e dei sentieri tutt’oggi utilizzati in ambito agricolo e che sono stati compromessi dall’alluvione del 29 e 30 giugno 2024.

Sette zone d’intervento

Importanti opere sono poi previste per il ripristino delle arginature tra l’Alta Valle di Peccia e Menzonio. Gli interventi - progettati dallo Studio IM Maggia di Locarno, affiancato dall’Ufficio corsi d’acqua del Cantone e dallo Studio Fluss Bau Ag di Berna e Zurigo - sono stati suddivisi in sette comparti e prevedono la rimozione del materiale accumulatosi, la posa di blocchi a delimitazione degli alvei e altre misure necessarie per ripristinare e, in alcuni casi, modificare le sponde del fiume e dei torrenti. Per il comparto della pista di ghiaccio è stato conferito un mandato di progettazione separato allo Studio dell’ingegner Alessandro Dazio di Cadenazzo. A dipendenza delle scelte che si deciderà di compiere riguardo all’edificazione o meno della nuova struttura del Centro Sportivo Lavizzara, tale comparto verrà progettato - e di conseguenza protetto - secondo le vigenti norme.
Il punto della situazione su quanto già messo in opera e sui lavori ancora da realizzare sia in Lavizzara, sia sul territorio del Comune di Cevio, verrà fatto martedì prossimo, 30 giugno, dal Consiglio di Stato. All’incontro con la stampa saranno presenti il presidente del Governo Claudio Zali accompagnato dai colleghi Norman Gobbi e Christian Vitta, nonché i sindaci di Cevio, Wanda Dadò, e Lavizzara, Gabriele Dazio.

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