Arzo: ecco come rinasceranno gli ex «bagni pompeiani»

ARZO - Un «gioiellino». Un «tesoro straordinario». Per descrivere la costruzione in territorio di Arzo sembra non sia possibile prescindere dagli elogi. La vecchia piscina del quartiere mendrisiense, anche nota come «bagni pompeiani» a causa dell’architettura caratterizzata da maestose colonne, è un bene culturale dall’indubbio valore. Dal momento della sua chiusura al pubblico, avvenuta negli anni Sessanta, è stata abbandonata a se stessa. «L’edificio però è ancora abbastanza intatto, non è stato mai sfregiato», esordisce il capodicastero Costruzioni di Mendrisio Daniele Caverzasio. Il desiderio è quindi di valorizzarlo e recuperarlo. Sebbene il progetto sia ancora alle fasi iniziali, la volontà di concretizzarlo non è mai venuta meno, «il tutto deve però essere affrontato rispettando le finanze comunali, che ci impongono di stabilire delle priorità».
I primi passi – e non sono da poco – sono già stati compiuti. Un architetto è infatti stato incaricato di realizzare uno studio di fattibilità, per capire se il recupero degli ex bagni sia possibile e cosa comporterebbe. «L’analisi di massima è terminata – chiarisce Enrico Sassi, l’architetto che ha ricevuto l’incarico dal Municipio -, e la conclusione è stata che il recupero non solo è fattibile, ma doveroso. Si tratta infatti di un comparto straordinario, un vero tesoro. Credo si tratti della prima piscina in cemento armato realizzata in Ticino».
Ma c’è di più, l’intenzione del Municipio non è soltanto quella di restaurare l’ex piscina, bensì di rimetterla in uso riempiendola con l’acqua del vicino fiume e quindi creando una sorta di biotopo fluviale, e anche questa possibilità è più che verosimile, conferma Sassi. Per farlo si vorrebbe ripristinare la condotta originale che parte proprio dal fiume.
Il desiderio non è di recuperare soltanto gli ex bagni, ma il comparto in cui si inseriscono. «Lo studio ha evidenziato come alcune misure siano realizzabili anche subito, ad esempio il recupero delle rive - in quanto si vorrebbe rendere fruibile il torrente -, di cui si potrebbero occupare anche i giardinieri e operai del Comune - prosegue Caverzasio -; altri approfondimenti per il recupero dei bagni dovranno però essere fatti nelle fasi più avanzate del piano, penso ad esempio a costi e materiali». Un’altra volontà è però chiara, quella di ricostruire le vecchie colonne che caratterizzavano la struttura.
Tra i passi già compiuti ve n’è anche un altro. Per verificare la tenuta dell’antica vasca la stessa è infatti già stata sottoposta ad un test e riempita di acqua: «La vasca tiene», conclude Caverzasio.
Un dono dall’Argentina
Quella dei «bagni pompeiani» di Arzo è una storia particolare. Piscina e adiacente campo da calcio furono infatti voluti e finanziati da un abitante della regione emigrato in Argentina a fine Ottocento: Ferdinando Bustelli. Nel corso dei sui rientri in Ticino Bustelli volle lasciare un segno di attaccamento al luogo di origine e mettere a disposizione della popolazione, ma anche dei turisti, un luogo dove rigenerare mente e corpo.
La struttura si compone di una vasca la cui profondità aumenta in modo progressivo di circa 400 metri quadrati, di un fabbricato che ospitava cabine e spogliatoi e di un corpo accessorio, costruito successivamente (l’idea è di demolirlo). Il bagno fu inaugurato nel 1932.
