Ascona ospite d’onore in Cina: «Un'occasione per promuoverci»

In un immenso salone affollato da migliaia di partecipanti provenienti da ogni parte del mondo, in seconda fila e accanto alla vicesindaca di Pechino siede l’unico rappresentante politico della Confederazione: Giorgio Gilardi. La trasferta cinese del sindaco di Ascona al forum internazionale «Swift Response to Public Complaints» è stata, tra le altre cose, anche un’occasione per accrescere la visibilità del Borgo sulle rive del Lago Maggiore e intrecciare nuovi contatti oltre i confini nazionali. «Nei momenti informali, nonostante siano stati pochi visto il ritmo sostenuto dei lavori, ho fatto valere la nostra regione come destinazione», spiega al Corriere del Ticino, aggiungendo di aver allacciato numerosi rapporti, oltre ad aver presentato la sua località a interlocutori provenienti da oltre 70 Paesi, tramite materiale promozionale e lo scambio di biglietti da visita.
Opportunità e collaborazioni
«Forse è ancora prematuro parlare di collaborazioni, ma l’esperienza ha comunque permesso di aprire canali di dialogo e di gettare le basi per possibili opportunità, sia sul piano economico sia su quello dello sviluppo delle relazioni internazionali», evidenzia il nostro interlocutore, rientrato dall’evento che si è svolto nella capitale cinese dal 10 al 13 ottobre e il cui volo, vitto e alloggio sono stati completamente finanziati dalla metropoli asiatica. Tutto guadagnato, insomma, data la posta in gioco e il potenziale per il futuro. «L’invito è arrivato tramite la municipalità e la loro Università, che era alla ricerca di un sindaco da coinvolgere nel convegno. Hanno ritenuto che Ascona, pur essendo una realtà di piccole dimensioni, potesse offrire un contributo prezioso. L’obiettivo era condividere esperienze e riflessioni sulla gestione della comunicazione pubblica, cercando allo stesso tempo di preservare il confronto con la popolazione». Pur con volumi incomparabili, la preoccupazione è la stessa: capire come utilizzare il digitale e l’intelligenza artificiale per migliorare la qualità del servizio, senza perdere di vista l’importanza delle relazioni interpersonali.
Intelligenza artificiale al centro
«Naturalmente, una realtà come Ascona vive una situazione completamente diversa. Da noi il rapporto con la popolazione resta molto diretto e questa è una fortuna che va preservata. Proprio per questo, considero la tecnologia uno strumento e non un sostituto delle interazioni reali. La lezione che porto a casa è legata soprattutto alle potenzialità offerte dagli strumenti digitali per migliorare il servizio, senza rinunciare al collegamento immediato con i cittadini».
Gilardi parla poi in maniera più dettagliata degli interscambi a livello globale: «L’esperienza è stata molto interessante soprattutto per le conoscenze che si sono create nei momenti al di fuori delle conferenze. Durante una cena, ad esempio, mi sono trovato al tavolo con rappresentanti provenienti da Russia, Bielorussia, Singapore, Grecia, Argentina e Giordania. Occasioni come queste permettono di far conoscere Ascona e, più in generale, la nostra realtà».
Un ritorno dopo quarant’anni
Le amministrazioni guardano dunque con grande interesse all’esperienza ticinese: «Ciò che mi ha colpito è che, in quel contesto, non ero considerato il sindaco di Ascona, ma semplicemente un sindaco tra molti altri rappresentanti politici provenienti da tutto il mondo». Per Gilardi non è la prima volta nella capitale del gigante asiatico. C’era già stato quasi quarant’anni fa: «Sì, nel 1988 per la precisione. Prima degli eventi di Piazza Tiananmen». A distanza di tutto questo tempo, spiega l’intervistato, «ho trovato una città completamente diversa: moderna, molto sviluppata e per certi aspetti paragonabile alle grandi metropoli di nuova generazione come Dubai».
Insegnamenti portati a casa
Un luogo molto differente rispetto al passato: «Pulito, sicuro, all’avanguardia e silenzioso. Anche grazie al fatto che la maggioranza dei veicoli in circolazione è elettrica». Infine, gli insegnamenti portati a casa dall’esperienza cinese, che si traducono in una rinnovata consapevolezza delle potenzialità offerte dalla tecnologia. «Non penso certo che dobbiamo trasformarci in un sistema governato da ordinatori, ma credo che gli strumenti digitali e l’intelligenza artificiale possano essere utilizzati per migliorare la qualità dei servizi e rendere più efficiente il rapporto con la cittadinanza, sempre senza sostituire il contatto umano».
