Sotto la lente

Assistenza, casi e costi in aumento a Locarno

Preoccupazione del Centro per la pressione su chi è chiamato a gestire le richieste - Ipotizzata la costituzione di una commissione consultiva composta da politici e addetti ai lavori
© CdT/Chiara Zocchetti
Red. Locarno
27.01.2026 19:45

Contributi da versare al Cantone per l’assistenza sociale pari a 1,7 milioni, con una crescita di 170 mila franchi rispetto al 2025 e di ben 210 mila franchi se raffrontati con quelli relativi al 2024; aumento del 10% delle domande evase nel corso del primo semestre dello scorso anno. Sono solo alcune delle cifre desunte dal preventivo 2026 della Città di Locarno che preoccupano i consiglieri comunali del Centro. Preoccupazioni messe nero su bianco in una interrogazione al Municipio (primo firmatario Mauro Belgeri) nella quale, citando un recente articolo apparso sul CdT, si sottolinea che, a livello cantonale, la pressione sul sistema delle assicurazioni e delle prestazioni sociali è costante e si iscrive in una logica di crescita strutturale. Da qui la serie di domande rivolte all’Esecutivo, ad iniziare di quella per sapere quali misure sono attualmente adottate dall’ufficio dell’assistenza e sportelli LAPS per monitorare i casi di lunga durata e favorire percorsi di reinserimento. «Esistono indicatori interni che permettono di valutare l'efficacia degli interventi di sostegno e il tasso di uscita dall’assistenza? L’attuale carico di lavoro dell'ufficio dell'assistenza e sportelli LAPS e conseguentemente l’ufficio dell’operatore sociale è sostenibile alla luce dell'aumento delle richieste e dalla complessità dei casi?» sono altri quesiti sottoposti all’attenzione di Palazzo Marcacci dai consiglieri comunali del Centro.

Evoluzione da monitorare

L’interrogazione, oltre a chiede se si siano state valutate esperienze attuate in altri Comuni, si concentra poi sugli aspetti politici relativi all’assistenza sociale. Belgeri e cofirmatari chiedono in particolare se il Municipio abbia esaminato la possibilità di istituire una commissione consultiva. Commissione che, suggeriscono, potrebbe essere composta dalla capodicastero Socialità, dai capigruppo del consiglio comunale dal caposervizio LAPS. Il suo compito potrebbe essere quello di incontrare le persone che chiedono l’assistenza per la prima volta e quelle che invece ne beneficiano da almeno un anno. E questo con l’obiettivo di valutare l’evoluzione del percorso e le prospettive di reinserimento.