Assistenza sociale a Locarno, esplode il numero di richieste

Nettamente superiore rispetto a quello registrato sul piano sia regionale, sia cantonale. Il Municipio di Locarno non nasconde la propria preoccupazione per l’aumento esponenziale delle richieste di assistenza sociale. Aumento che nel 2025 è stato del 13,2% per quanto attiene al numero di domande e del 18,9% per le persone che le hanno inoltrate. La crescita a livello cantonale è stata del 2,2% per le domande e del 2,8% per le persone, mentre per il comprensorio di Locarno (che comprende 19 Comuni) si è attestata al 2,8%, rispettivamente al 5%. «Dagli approfondimenti svolti - rileva l’Esecutivo cittadino nella risposta a un’interrogazione con la quale Mauro Belgeri e Barbara Angelini Piva (Il Centro) chiedeva lumi riguardo al fenomeno- non si sono registrati Comuni con un incremento altrettanto marcato». Complessivamente le nuove domande accettate nel 2025 sono state 133, a fronte delle 119 del 2024 e delle 102 del 2023. L’aumento marcato è quindi il risultato di un numero di uscite dalle prestazioni nettamente inferiore alle domande accettate.
Quasi un terzo sotto i 25 anni
La spesa a carico del Comune per le prestazioni fornite in questo ambito lo scorso anno è stata di 1,68 milioni con un incremento del 5,6% rispetto alla cifra indicata nel preventivo. Al di là dei risvolti economici, a far riflettere sono due aspetti: il numero di giovani che richiedono prestazioni nell’ambito dell’assistenza sociale e la difficoltà ad uscire da una situazione di bisogno. Per quel che riguarda il primo aspetto, va rilevato che il 21,3% dei beneficiari di tali prestazioni è minorenne: si tratta di 121 giovani su un totale di 567 persone. Aggiungendo la fascia di età tra i 18 e i 25 anni, la proporzione si alza fino a quasi un terzo. Veniamo al secondo fattore, ossia la durata del periodo al beneficio di prestazioni assistenziali: i dati mostrano che il 35% di chi ne fa richiesta le percepisce da oltre cinque anni. «Per questi titolari - rileva l’Esecutivo - vi sono spesso delle situazioni complesse all’origine della permanenza in assistenza». A questo aumento consegue anche un maggior carico di lavoro sia degli sportelli Laps (Legge sull’armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali), sia dell’Ufficio dell’operatore sociale: quest’ultimo nel corso del 2025 ha aumentato il numero di dossier totali attivi del 16,6%. Il motivo di tale crescita risiede anche nel fatto che, come detto, le situazioni di beneficiari di prestazioni sono sempre più complesse e richiedono un accompagnamento sociale.
Percorsi di reinserimento
La Città, oltre agli enti attivi nel Locarnese con i quali il Cantone ha stipulato un accordo di collaborazione (Midada della Fondazione Il Gabbiano, Fart, Caritas e Pro Senectute), ha ottenuto un mandato dalla Sezione del sostegno sociale per il reinserimento socio-professionale delle persone al beneficio di prestazioni assistenziali mettendo a disposizione dei posti di attività di utilità pubblica. Per questo compito ci si avvale di una risorsa al 100%, un professionista che vanta un’ampia esperienza nelle valutazioni psicofisiche, in particolare con persone in situazione di fragilità psichica. Priorità viene sempre data all’inserimento professionale e alle misure che più avvicinano l’utente al mondo del lavoro. Ebbene, dai percorsi di accompagnamento svolti in questi anni, si legge ancora nella risposta alla citata interrogazione, risulta che il 55% delle persone accompagnate non ha una formazione, il 33% ne ha una ma non sufficiente per rispondere alle attuali richieste del mercato del lavoro, e solo il restante 12% è in possesso di una formazione valida per trovare un impiego. «Questo aspetto - sottolinea Palazzo Marcacci - incide molto sui percorsi di inserimento, in quanto per la maggior parte delle persone seguite si rivela necessario costruire un progetto non solo lavorativo ma anche formativo, tenendo conto anche di eventuali altri limiti nell’analisi delle risorse dei partecipanti. Ne risente dunque il tasso di collocamento o di inserimento con successo».
Dalla Polizia alle scuole
Ad ogni modo, grazie alla collaborazione e all’impegno di tutti i settori dell’amministrazione comunale, nel corso del tempo sono state aperte postazioni per attività di utilità pubblica differenziando il più possibile i settori e le funzioni: dalla Polizia comunale (collaboratore amministrativo) ai Servizi culturali (aiuto custode), dai Servizi pubblici (operaio generico) all’Archivio comunale (archivista). Posizioni sono state aperte nelle scuole cittadine (impiegato amministrativo e manutenzione stabili), al San Carlo (cure, cucina, economia domestica e animazione) e nella squadra manifestazioni (operaio generico). È inoltre in via di realizzazione un’attività di utilità pubblica in seno al Locarnese Ente Acqua-LEA (operaio generico e collaboratore amministrativo). I risultati a fine misura non sono a dire il vero molto confortanti: solo l’11% di chi ha seguito il percorso trova lavoro.
