Assolto l’ex direttore delle ARL

Curzio Bernasconi, ex direttore delle Autolinee Regionali Luganesi (ARL) e della sua «costola» ARL Servizi SA, è stato prosciolto dall’accusa di amministrazione infedele, ripetuta e in parte aggravata. Così ha deciso ieri il giudice della Pretura penale Marco Kraushaar che ha di conseguenza accolto la richiesta formulata in sede di arringa dall’avvocato difensore Marco Broggini. In sintesi, per la Corte l’imputato 69.enne non ha commesso nessun reato nell’aver impiegato tre dipendenti dell’azienda, per una decina di mesi, per la ristrutturazione di un rustico di proprietà della moglie, allo scopo di compensare le vacanze e le ore di straordinario arretrato pur senza avvertire preventivamente il Consiglio d’amministrazione. All’interno della ARL Servizi - ha spiegato il presidente - per mettere a frutto ore improduttive e creare un ulteriore entrata, era infatti stata instaurata la prassi di impiegare parte del personale anche in interventi esterni a favore di terzi: la cosa era perfettamente nota ai vertici dell’azienda, così come i diversi lavori eseguiti dai dipendenti (carrozzeria, giardinaggio ecc.). Parallelamente nel 2008, quando l’imputato aveva deciso di iniziare la ristrutturazione del rustico, lo aveva regolarmente comunicato al CdA che non aveva fatto opposizione. L’ex direttore non aveva informato il vertice degli ulteriori lavori pensando che la cosa fosse scontata, aveva sempre pagato tutte le fatture del materiale, non invece le ore di lavoro dei dipendenti che erano andate a carico dell’azienda a titolo di compensazione per, come detto, vacanze e arretrati accumulate nel tempo dallo stesso Bernasconi. Indennità che erano state «congelate» in attesa della conclusione delle trattative per il suo pensionamento. Un punto, quest’ultimo, confermato da una perizia giudiziaria che, a conti fatti, ha pure evidenziato l’assenza di danni economici. Nel contempo la Corte non ha rinvenuto nessuna intenzione da parte dell’imputato di voler in danneggiare l’azienda, cosa che ha definitivamente fatto cadere l’accusa di amministrazione infedele.
La tesi del magistrato
Dal canto suo il procuratore pubblico Daniele Galliano, che ha proposto una pena pecuniaria sospesa per 2 anni, si è detto convinto che da parte dell’ex dirigente vi fosse stata una crassa violazione dei suoi doveri e, in particolare, che avesse messo in primo piano i propri interessi anziché quelli dell’azienda che aveva amministrato per un trentennio. E solo per interesse personale, ha rilevato il magistrato, Bernasconi ha impiegato per quasi un anno operai sottraendoli alle loro funzioni in modo arbitrario. Oltretutto senza tenere alcun conteggio relativo alle ore di lavoro. Ha rincarato la dose l’avvocato Costantino Castelli, rappresentante delle ARL, sottolineando come con il suo agire il 69.enne abbia abusato della grande autonomia di cui godeva, impiegando in modo occulto dei dipendenti causando così un danno all’azienda per circa 130 mila franchi. Il legale ha poi ricordato come le circostanze fossero emerse solo alla fine del rapporto di lavoro tra Bernasconi e le Autolinee, e in modo del tutto casuale.
La replica della difesa
Accuse respinte al mittente dal difensore, avvocato Marco Broggini. Il proprio assistito, incensurato e con alle spalle una lunga carriera integerrima - ha detto - non è assolutamente un pianificatore diabolico come qualcuno lo avrebbe dipinto, ma ha sempre agito nel pieno della completa autonomia nella gestione del personale che una carica come la sua comporta. Non doveva di conseguenza chiedere niente a nessuno a prescindere dal fatto, ha precisato Broggini, che ai vertici dell’azienda tutti sapevano che le ARL Servizi metteva il proprio personale a disposizione delle ARL e allo stesso tempo si occupavano anche di lavori esterni, e spesso per conto terzi, compresa la ristrutturazione del rustico. Il difensore ha quindi aspramente criticato sia la gogna mediatica a cui è stato sottoposto il proprio assistito dopo la denuncia, sia le modalità con cui è stata portata avanti l’inchiesta che non avrebbe neppure tenuto conto della perizia finanziaria ordinata a suo tempo. Perizia, ha ribadito Broggini prima di chiedere il proscioglimento da ogni accusa dell’ex direttore, dove tra l’altro emerge che nel periodo preso in esame l’azienda non avrebbe subito alcun danno anzi avrebbe addirittura conseguito un guadagno di poco superiore 20 mila franchi.