Alle correzionali

Atti sessuali con una ragazzina, condannato a 15 mesi sospesi

Pena al beneficio della condizionale per un uomo di 55 anni che nell’estate dello scorso anno palpeggiò nelle parti intime la nipotina della sua convivente - Non potrà avvicinarla e dovrà continuare il trattamento psicoterapeutico
I fatti rievocati durante il processo sono stati integralmente ammessi dall’imputato © Shutterstock
Spartaco De Bernardi
23.03.2026 18:36

«Non mi spiego come possa essere successo. Ne sto prendendo coscienza grazie al percorso terapeutico che sto seguendo con due sedute al mese. E sono certo al 100% che non accadrà più. Voglio scusarmi per tutto il male che le ho arrecato. So che il percorso per uscirne sarà duro anche per lei». Ha ammesso tutti i capi di imputazione elencati dell’atto d’accusa stilato dal procuratore pubblico Pablo Fäh il 55.enne del Sopraceneri comparso oggi, lunedì, di fronte alla Corte delle Assise correzionali per rispondere dei reati di aggressione sessuale e atti sessuali con una ragazzina di 13 anni, nipotina della sua ex convivente. Reati per i quali, unitamente a quelli di pornografia e infrazione alla Legge federale sulle armi e munizioni (per aver acquistato illegalmente online un bastone tattico da usare quale arma di difesa), è stato condannato a 15 mesi di reclusione sospesi con la condizionale per un periodo di due anni. Pena, questa, che era stata concordata prima del dibattimento tra accusa e difesa e che la presidente della Corte, giudice Monica Sartori-Lombardi ha confermato.

La Corte gli ha imposto il divieto di svolgere qualsiasi attività a contatto con minorenni

Fiducia tradita

«Ha agito per motivi egoistici, compiendo atti di natura sessuale nei confronti di una ragazzina che lo considerava uno di famiglia, un nonno. Ha tradito la fiducia che la giovane nutriva nei suoi confronti», ha sottolineato la presidente della Corte nel motivare brevemente il dispositivo della sentenza. Oltre alla pena detentiva, all’uomo, patrocinato dall’avvocato Christian Wolff, è stato fatto divieto di esercitare qualsiasi attività professionale o extraprofessionale organizzata che coinvolga minorenni. Imposto anche il divieto di avere contatti con la ragazzina oggetto delle sue malsane attenzioni. Il 55.enne dovrà inoltre proseguire il trattamento psicoterapeutico iniziato subito dopo il suo arresto avvenuto a inizio agosto dello scorso anno (nel complesso ha trascorso 59 giorni in carcerazione preventiva). La presidente della Corte non ha invece decretato nei suoi confronti l’espulsione dalla Svizzera in quanto il 55.enne, pur essendo di nazionalità italiana, ha praticamente sempre vissuto nel nostro Paese.

Fatti tutti ammessi

Nella breve fase istruttoria, l’uomo ha come detto ammesso tutti i reati contestategli. Reati che si riferiscono a quanto accaduto tra il 31 luglio ed il 1. agosto dell’anno scorso. Quella notte la 13.enne si era fermata a dormire nella casa che sua nonna condivideva con l’imputato. Approfittando del fatto che quest’ultima si trovava all’esterno dell’abitazione, il 55.enne ha iniziato a palpeggiare la ragazzina che sedeva accanto a lui sul divano. Approfittando del fatto che la 13.enne temeva che se si fosse opposta l’uomo avrebbe potuto minacciarla o diventare violento, la mano del 55.enne si è spinta fino a toccare sotto i vestiti le parti intime della ragazzina. Ai suoi tentativi di sottrarsi alle morbose attenzioni, l’uomo le offrì prima 20 e poi 50 franchi affinché lo lasciasse continuare e non facesse parola con nessuno di quello che stava accadendo.

Dieci interminabili minuti

Alla fine, dopo una decina di interminabili minuti, la giovane riuscì a divincolarsi definitivamente. Ciò che non era riuscita a fare in precedenza, quando i toccamenti si erano momentaneamente interrotti quando la compagna dell’uomo era rientrata in casa. «Cosa lo ha portato a commettere questi atti ignobili? Cosa sarebbe successo se la ragazzina non avesse trovato la forza di divincolarsi? Fin dove si sarebbe spinto? Tutte domande che rimangono senza risposta», ha osservato il patrocinatore della 13.enne, avvocato Carlo Borradori, sollevando dubbi sul fatto che la prognosi a favore dell’uomo sia effettivamente positiva e che quindi non vi sia la possibilità che torni a commettere gli stessi reati. Ad ogni buon conto l’avvocato Borradori ha apprezzato il fatto che il 55.enne, oltre ad aver ammesso gli addebiti a lui contestati sin dal primo momento, ha già provveduto a versare alla ragazzina 5 mila franchi quale indennizzo per il torto morale subito. Da qui la decisione di aderire alla pena e alle misure concordate da accusa e difesa. Accordo che ha infine ottenuto l’«imprimatur» della giudice Monica Sartori-Lombardi.

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