Avanti con T&L risponde all'UDC: «Marketing elettorale un tanto al chilo»

L’UDC Ticino negli scorsi giorni ha invitato pubblicamente i presidenti degli altri partiti a sottoscrivere la «Dichiarazione di Ascona», approvata dal Congresso democentrista il 24 ottobre, con la seguente richiesta (qui trovate il comunicato integrale dell'UDC): «Impegnarsi a non proporre né votare aumenti di imposte, tasse e balzelli nella legislatura 2027–2031»; precisando «i destinatari sono invitati a restituire la dichiarazione firmata oppure a motivare per iscritto la decisione di non sottoscriverla».
Ebbene, oggi è giunta la piccata risposta di Avanti con T&L, firmata dalla co-fondatrice Amalia Mirante. «La risposta è no e basterebbe così. Ma siccome pare che esigiate anche una motivazione scritta, eccola»: «Un termine “entro e non oltre”, l’obbligo di giustificarsi in caso di rifiuto, l’annuncio che le risposte saranno rese pubbliche e (...) la riga già pronta per la mia firma sotto le vostre: questo non è un invito al confronto, è un compito in classe con il sorvegliante che passa tra i banchi», si legge nella lettera aperta.
Per Avanti con T&L, «il gioco del “firma qui, oppure spiega a tutti perché non firmi”» va lasciato «ai ragazzi delle scuole medie (con il massimo rispetto)», poiché «gli elettori, anche i vostri, meritano qualcosa di meglio». E ancora: «Con quale autorità l’UDC fissa condizioni e scadenze agli altri partiti? Nessuno vi ha nominati revisori della serietà altrui».
Per il movimento, insomma, la mossa dell’UDC – promettere oggi come si voterà per quattro anni senza conoscere il contesto e senza proporre soluzioni concrete – è solo «un giochetto elettorale». Per Avanti con T&L serve invece «un’analisi seria della spesa», mentre «chiedere agli altri di firmare un principio senza mettere sul tavolo un solo numero è marketing elettorale un tanto al chilo, non politica finanziaria seria».
