Aziende moderne, stabili vecchi

«Nonostante i positivi insediamenti avuti in questi ultimi anni e i numerosi contatti, il Polo di sviluppo economico (PSE) si trova attualmente in una situazione non semplice. L’offerta del PSE basata sugli edifici dismessi combacia limitatamente alle mutate esigenze delle aziende nazionali e internazionali interessate a posizionarsi a Biasca». Il Municipio del Borgo, nel messaggio sul preventivo 2024 (disavanzo di 1,4 milioni con moltiplicatore stabile al 95%), non nasconde la sua preoccupazione in merito, in sostanza, all’ex zona industriale a sud del paese che dà lavoro a 250 persone.
Richieste che non combaciano
Secondo l’Esecutivo guidato dal sindaco Loris Galbusera «l’impostazione del PSE è superata. Le infrastrutture sono vecchie, necessitano d’importanti investimenti per la loro riconversione, e gli stabili non sono conformi alle esigenze delle aziende moderne influenzate dall’avvento delle nuove tecnologie produttive (industria 4.0). Spesso le richieste, a prescindere dalla scarsa qualità degli edifici dismessi, sono per delle metrature nettamente inferiori a quelle offerte dagli stabili, costruiti secondo le esigenze delle aziende di allora».
Terreni già infrastrutturati
L’offerta, dunque, non è sempre adeguata ma l’interesse, assicura il Municipio, è «forte». C’è ottimismo, insomma. «Diverso il discorso di poter disporre di terreni liberi “greenfields”; considerato l’interesse marcato di nuove aziende ad insediarsi nel PSE con degli stabili nuovi e moderni, la necessità di disporre di terreni liberi sui sedimi già utilizzati dalla tecnica ferroviaria di Alptransit, tra l’altro già infrastrutturati, è diventata una necessità imperativa per raggiungere gli obiettivi di creazione di nuovi posti di lavoro e indotto, non solo per il Comune di Biasca ma anche per l’intera regione ed il Cantone», puntualizza l’Esecutivo del Borgo.
