Tesserete

Bagno di folla per un corteo allegro come la primavera

Bilancio positivo per la 126.esima edizione di Or Penagin, culminato con una sfilata seguita da 20.000 persone – Tra i carristi trionfano i Volabass, tra i gruppi si impongono i Cicitt & Ciochitt, mentre la migliore guggen è stata la Can & Gat
©Ti-Press/Elia Bianchi
Lidia Travaini
22.02.2026 18:50

È un’edizione «molto positiva», coronata da un corteo come non se ne vedevano da anni, o forse come non si era mai visto, quella del carnevale di Tesserete di quest’anno. A spiegarlo è un’entusiasta presidente del comitato organizzatore Mauro Bissolotti, raggiunto poche ore dopo la chiusura dei bagordi di Or Penagin.

Il momento più atteso è stato il corteo di ieri pomeriggio, tenutosi con una cornice di pubblico composta da circa 20.000 persone. «Il paese era davvero "carico", siamo arrivati a un corte con 30 numeri a sfilare, era diversi anni che non succedeva», commenta il presidente il quale condivide i meriti del successo con il meteo: «Ci ha aiutati molto».

Per onore di cronaca, a vincere l’atteso corteo è stato, per la categoria carri, il gruppo Volabass di Tesserete davanti ai momò Castello Bene ed Enneciesse; per la categoria gruppi i Cicitt & Ciochitt (Vallemaggia) davanti ai Ranat da Culdree e al Carnevale dei ragazzi oratorio di Stabio; e per la categoria guggen la Can & Gat carneval band di Stabio, che ha preceduto i Vasel Sbudei di Malvaglia e il Gruppo Amici della Fenice di Ponte Capriasca.

Bambini protagonisti

È stato certamente anche il corteo dei bambini e dei ragazzi dell’accademia dei Penagini, i quali sono probabilmente la grande novità dell’edizione 2026 del carnevale di Tesserete. «Abbiamo creato un’accademia dei bambini, un gruppo di giovanissimi dedicato alla creazione di un carro – illustra Bissolotti –, e siamo davvero molto contenti di come è andata». A cogliere la sfida sono stati 25 bambini delle Elementari e delle Medie che come attività dopo scuola, il mercoledì pomeriggio e il sabato, si sono dedicati a tutte le fasi della preparazione di un carro: «Dalle idee per scegliere un tema, allo sviluppo del progetto, al lavoro pratico, con sagex e carta pesta. Naturalmente ci si è concentrati sui processi creativi, i bambini non sono stati coinvolti in operazioni potenzialmente pericolose o delicate. Ai più grandicelli è inoltre stato dato il compito di coordinare, per responsabilizzarli. Il risultato è molto soddisfacente, anche la collaborazione con i genitori e i bambini ci hanno già chiesto di farlo ancora». La collaborazione con il gruppo Volabass e con gli Scarpüscion dra Capriasca sarà quindi riproposta nel 2027, «confidiamo anche nell’aiuto delle autorità per poter mantenere lo spazio che ci hanno concesso quest’anno per questo progetto, perché l’idea è di formare i carristi del futuro perché attualmente c’è poco ricambio e si rischia un vuoto generazionale».

«Solo marachelle»

Per gli addetti ai lavori la 126.esima edizione di Or Penagin, tenutasi tra il 18 e il 21 febbraio, è quindi da incorniciare. Anche la decisione di confermare il capannone grande già proposto nel 2025 è da lodare. Di episodi spiacevoli non ce ne sono proprio stati? Non possiamo evitare di chiedere al presidente. «C’è stato qualche episodio che ha reso necessaria una diffida – conclude il nostro interlocutore –, ma siamo nella media, forse anche sotto». Non si tratta tuttavia di situazioni da ricollegare alla violenza, ci viene spiegato: «Io le definirei marachelle per cercare di evitare di pagare l’entrata, ad esempio violazioni di domicilio ad esempio saltando recinzioni private».