Balerna e Vacallo corrono ai ripari per evitare di crescere troppo

Il punto di partenza è diverso, l’obiettivo invece è lo stesso: la riduzione del potenziale pianificatorio del Comune. Tradotto: allineare le prospettive di crescita in termini di abitanti e di addetti con il Piano regolatore (PR), intervenendo su quest’ultimo. L’esercizio lo stanno portando avanti un po’ tutti i Comuni, costretti all’operazione, tecnica e spesso complicata, dalla scheda R6 del Piano direttore cantonale. Quest’ultima impone ai Comuni di verificare il dimensionamento delle zone edificabili dei PR e, in caso di sovradimensionamento (vale a dire se le riserve rispetto al fabbisogno dei prossimi 15 anni sono superiori al 120%) di adottare misure concrete (di salvaguardia della pianificazione), in attesa di un adattamento del PR stesso. Ne esistono tre: la Zona di pianificazione, la decisione sospensiva quando le domande di costruzione sono in contrasto con uno studio pianificatorio in atto, o il blocco edilizio alle modifiche edilizie fino all’entrata in vigore del nuovo PR.
Nel Mendrisiotto due Municipi hanno da poco reso note le rispettive strategie in questo ambito. Sono quelli di Balerna e Vacallo che però, sono spinti da motivazioni diverse. Ma entrambi hanno scelto la via della Zona di pianificazione, che blocca temporaneamente (per 5 anni) lo sviluppo in determinate aree.
C’è chi è oltre e chi no
Iniziamo da Vacallo, Comune che dopo le verifiche del caso è risultato sovradimensionato del 128% (un risultato che deriva da un sovradimensionamento del 140% per gli abitanti e del 107% in termini di addetti), si spiega nei documenti in pubblicazione da pochi giorni in cui si descrive la Zona di pianificazione, che non sarà estesa all’intero territorio comunale ma abbraccerà due comparti. Aree che non sono ai margini dell’abitato, come accade spesso e volentieri, ma piuttosto centrali. Si tratta del comparto Piancotta e del comparto di via alla Sorgente, due aree verdi pregiate in zona centrale. Piancotta è «a monte del nucleo in un contesto paesaggistico di pregio in lieve pendenza – si legge nel rapporto di pianificazione -. Lo sviluppo di buona parte del comparto è soggetto all’elaborazione di un Piano di quartiere e presuppone la realizzazione di una strada pubblica. Merita quindi di essere oggetto di una riflessione approfondita». Il comparto di via alla Sorgente si sviluppa «a valle del nucleo di Vacallo fino al nucleo di Roggiana e risulta in gran parte libero da edificazioni». È «ampiamente sotto sfruttato», si aggiunge prima di precisare che «le caratteristiche intrinseche, la posizione e la dimensione lo rendono idoneo a essere riconsiderato nella sua funzione».
Balerna si trova invece in una situazione diversa: pur non risultando sovradimensionata dopo la verifica necessaria, ha infatti deciso di procedere lo stesso con l’adozione di una Zona di pianificazione. Scritto in altri termini: il Municipio ha deciso di fare i compiti anche se non sono obbligatori. Il motivo è presto spiegato: il sovradimensionamento del PR è esattamente del 120%. Un risultato, si spiega nel rapporto di pianificazione, che deriva da riserve a 15 anni in termini di abitanti del 281% e del 74% per i posti di lavoro. «Tenuto conto del marcato sovradimensionamento delle riserve in termini di abitanti, il Municipio ritiene opportuno istituire una Zona di pianificazione volta a garantire la possibilità di intervenire su determinati comparti destinati all’edificazione», si chiarisce.
I comparti scelti sono 5 e si trovano sostanzialmente tutti ai margini dell’abitato (ma non per tutte le zone sono previste le stesse restrizioni a livello pianificatorio). Il primo è il comparto Costa, delimitato da autostrada a sud e linea ferroviaria ad est, oggi inedificato ma con vincolo di Piano di quartiere. Il secondo è il comparto di Villa Vescovile che «merita di essere oggetto di una valutazione approfondita» anche per la prossimità con l’edificio tutelato e con le aree libere delle Gole della Breggia. Il terzo appezzamento è quello della Collina Roncaccio, «sensibile e di valore paesaggistico», il quarto il comparto al Ponte di Mezzana oggi spazio libero, «in parte edificato con costruzioni isolate» e in parte usato a fini agricoli; «merita una riflessione approfondita», si sottolinea anche in questo caso. L’ultima area è quella denominata Sottobisio, tra via Corti e via Vela: è «complessivamente sotto sfruttata» e caratterizzata da case monofamiliari tra cui ville storiche; il comparto «merita di essere riconsiderato nella sua funzione» è la conclusione.
Come da prassi, contro le due Zone di pianificazione si può ricorrere, al Tribunale cantonale amministrativo, entro 15 giorni dalla scadenza dei termini di pubblicazione (29 maggio a Balerna e 3 giugno a Vacallo).
