Territorio

Beni culturali: a Massagno un ricorso frena la variante

Un cittadino ha impugnato la decisione dello scorso dicembre del Consiglio comunale e l’incarto è finito sul tavolo del Governo – Il documento pianificatorio getta le basi formali per la protezione e la valorizzazione di undici edifici
© CdT/Gabriele Putzu
Valentina Coda
03.02.2026 06:00

Brusca frenata per la variante di Piano regolatore dei beni culturali di Massagno. La decisione del Consiglio comunale dello scorso 15 dicembre, che avallava a larga maggioranza il messaggio municipale relativo agli edifici e ai complessi degni di tutela locale, è stata impugnata da un cittadino. L’incarto è dunque finito direttamente sul tavolo del Governo, con il ricorso che ha effetto sospensivo e blocca, seppur temporaneamente, la crescita in giudicato della decisione.

I dettagli

Il Municipio, oltre a ribadire la «correttezza» e la «bontà» del proprio operato, ha reagito in una nota online «rammaricandosi per il rallentamento di un progetto di pianificazione di rilevante interesse pubblico, avviato e sviluppato nel corso di diversi anni che ha coinvolto più legislature, per la valorizzazione e la tutela dei beni culturali locali». Il messaggio municipale su cui è stato chiamato a esprimersi il Consiglio comunale era sostanzialmente diviso in due parti. La prima riguardava, appunto, la variante di Piano regolatore basata su un documento incentrato sugli edifici prioritari e sul comparto di Madonna della Salute (già oggetto di un esame preliminare). La seconda parte, invece, si riferiva a una richiesta di credito di 120 mila franchi necessaria per procedere all’analisi del patrimonio edilizio e all’individuazione, se del caso, di altri edifici o comparti potenzialmente degni di protezione. Tradotto: il Municipio utilizzerebbe quel credito per avviare una seconda fase della procedura pianificatoria. Al netto, il discorso attorno agli edifici che il Comune intende iscrivere fra quelli tutelati a livello locale si trascina ormai da oltre un decennio. Nel corso degli anni, la corposa lista è stata scremata, riducendosi a undici edifici meritevoli di tutela. Esclusa dall’elenco, ad esempio, Villa Mina, in quanto la sua protezione «risulta problematica a causa della posizione centrale dell’edificio nel fondo, il che limita fortemente le possibilità edificatorie dello stesso secondo i parametri edificatori concessi dal vigente PR, nonché per il vincolo espropriativo relativo al previsto allargamento di via San Gottardo», leggiamo nel messaggio municipale. Della sua tutela, l’Esecutivo farà i relativi approfondimenti nella seconda fase della procedura pianificatoria. A proposito, il Municipio vorrebbe procedere con, appunto, una seconda fase della variante forte della «crescente attenzione, da parte della popolazione, dei gruppi politici e delle associazioni attive, nella tutela del paesaggio per la salvaguardia e la valorizzazione del patrimonio urbano ed edilizio di Massagno». Ma alla fine, quali sono questi undici edifici da proteggere proposti nella prima fase? L’ex albergo Oberland, la casa d'abitazione con negozi, la palazzina in piazza Santa Lucia (già gravata da vincoli di protezione cantonale), Villa Gervasoni-Bagutti già Scala, Casa Cabione, Villa Elisa, Casa Marugg, Casa Cattaneo detta Casa rossa, Villa Boni, Casa Gansser e il Condominio Boni.

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