Benzina: i prezzi bassi non cancellano la crisi

Fare il pieno di benzina non costa affatto lo stesso ovunque: il luogo in cui ci troviamo, in quale stazione di benzina ci riforniamo, se stiamo viaggiando lungo un asse di transito e altri fattori hanno un’influenza determinante sul suo costo. Pagare il carburante – ci riferiamo alla benzina verde – meno di 1,60 franchi al litro è però raro. In Ticino non accadeva da tempo, anni. In questi giorni però è possibile, soprattutto nel Mendrisiotto. Ma il costo del carburante, aggiungiamo, è tendente al calo un po’ in tutto il cantone (e il Paese). Il trend, in realtà, è in corso da tempo, come confermato anche da un’analisi del TCS resa nota nei giorni scorsi: il confronto pluriennale mostra che nel 2025 i prezzi della benzina e del diesel sono stati i più bassi degli ultimi quattro anni.
La scommessa col futuro
Cosa c’è dietro queste tendenze? Sono stabili? E, soprattutto, perché nel Mendrisiotto, dove storicamente fare rifornimento era più costoso che altrove, si trovano prezzi più bassi? Per rispondere a questa e altre domande ci siamo rivolti a Boris Martinoni, portavoce dell’Associazione ticinese stazioni di servizio (ATSS). E abbiamo scoperto che a monte di questi prezzi ci sono più fattori, ma c’è anche una sorta di scommessa. «Nella zona di frontiera il prezzo è sceso molto – premette il nostro interlocutore –. Dietro questo calo ci sono due macrofattori: il primo è il tasso di cambio, il secondo è la modifica delle accise in Italia dal primo gennaio di quest’anno». Da questo mese infatti, oltre confine è stato introdotto un incremento dell’accisa sul diesel di 4,05 centesimi di euro per litro, mentre quella sulla benzina è diminuita nella stessa misura. La conseguenza? Il costo della benzina verde in Italia è calato e fare rifornimento lì oggi è più conveniente che in Ticino. Un veloce paragone dei costi della benzina verde mostra che dai due lati del confine la benzina costa sempre circa (o poco meno) 1,60 franchi in Svizzera ed Euro in Italia. La convenienza la fa il tasso di cambio. «Proporre prezzi competitivi in Ticino, in particolare nel Mendrisiotto e nelle fasce di frontiera, è una strategia per non perdere clienti – prosegue Martinoni senza troppi giri di parole –, però non si guadagna più nulla. Si cerca di essere competitivi sperando nel futuro, confidando che le cose prima o poi cambino: che le accise mutino ancora o il tasso di cambio risalga». Ecco la scommessa di cui parlavamo in precedenza. Un patto di fiducia con il futuro. Un po’ diverso il discorso per il diesel, perché anche se in Italia l’accisa è salita, «da noi è sempre stato un po’ più caro perché qui è di qualità superiore e quindi più caro».
«In Ticino la riflessione che fanno molti gestori di stazioni di benzina è quella di cercare di tenere aperto oggi, sperando nel domani. Questo ragionamento sta avendo un impatto sulle stazioni esistenti, stiamo assistendo a una concentrazione di mercato. Chi ha più di un punto di rifornimento magari rinuncia a una sede». La concentrazione di mercato è reale – sottolinea Martinoni –: «Si veda la situazione della zona di Stabio-Gaggiolo dove hanno già chiuso 5 stazioni di benzina, ma anche in altre aree di frontiera ci sono state chiusure e ne aspettiamo altre. Nei prossimi 5 anni nel nostro cantone ne stimiamo una decina». Un’altra strategia attuata da alcuni per sopravvivere è quella di «giocare» con il tasso di cambio: «Accade soprattutto nell’area di Stabio, dove alcuni benzinai propongono prezzi più attrattivi a chi paga in euro».
«Fidelizzare»
Il Mendrisiotto, «ha vissuto un cambiamento pazzesco. Anni fa le persone venivano apposta dall’Italia per fare benzina a prezzi convenienti e acquistare le sigarette. Oggi nessuno si sposta appositamente da oltre confine per quei motivi. Anzi accade addirittura che il ticinese si rifornisca in Italia, magari approfittandone quando va a fare la spesa».
Come uscire da quella che può sembrare una spirale infinita? Per Martinoni una possibile via è quella della diversificazione dell’offerta. «La gente guarda il prezzo, ma qui ormai dal punto di vista economico non c’è più motivo di fermarsi a una stazione di benzina. Quello che può fare la differenza sono i rapporti umani, ad esempio rifornirsi da qualcuno che si conosce e si stima, a prescindere dal costo; e la location. Ma anche l’offrire servizi aggiuntivi, facendo diventare la stazione di benzina una stazione di servizio nel vero senso della parola. Offrendo il cambio valuta, o colonnine di ricarica in modo che il cliente si fermi a bere il caffè. I servizi aggiuntivi potrebbero aiutare a fidelizzare la clientela, altrimenti sarà sempre più difficile».
