Berna boccia il PAL5: «Efficacia insufficiente»

Doccia fredda per il Luganese: nelle scorse settimane, da Berna è arrivata una sonora bocciatura per il Programma di agglomerato di quinta generazione (PAL5). Tradotto in soldoni: niente finanziamento federale per i prospettati investimenti per oltre un miliardo di franchi a favore di opere infrastrutturali di mobilità. Quello Luganese è l’unico dei 41 Programmi di agglomerato di tutta la Svizzera a dover rinunciare a un contributo da Berna.
Che cosa non va
Contattato dal Corriere del Ticino, l’Ufficio federale dello sviluppo territoriale (ARE) conferma «il programma d’agglomerato Luganese di quinta generazione non raggiunge un’efficacia globale sufficiente nei quattro criteri d’efficacia e pertanto non viene proposto dal Consiglio federale per il cofinanziamento. Ciononostante, il lavoro svolto può costituire una base per un programma di agglomerato rielaborato per la sesta generazione (per il quale la presentazione alla Confederazione è prevista nel 2029)». Il motivo principale – spiega ancora l’ARE – «è la mancanza di indicazioni concrete su come lo sviluppo centripeto degli insediamenti (criterio d’efficacia 2) venga attuato in modo adeguato e con misure appropriate. Non è chiaro dove e in che misura avvenga lo sviluppo, né come debbano essere realizzate le principali zone di sviluppo e come saranno collegate alla rete dei trasporti. Il necessario coordinamento tra trasporti e insediamenti non è quindi comprensibile». Nonostante la sonora bocciatura, «la Confederazione riconosce le particolari sfide di questo agglomerato transfrontaliero e incoraggia i responsabili ad attuare miglioramenti in vista della sesta generazione dei programmi d’agglomerato». L’ARE è inoltre «lieta di fornire consulenza all’agglomerato per questi lavori».
Polemiche incrociate
Negli scorsi mesi era andato in scena un acceso scontro attorno al PAL5, scaturito da una differenza di vedute tra il Cantone – e più precisamente il Dipartimento del territorio (DT), che aveva il compito di mandare il documento a Berna per farlo approvare – e la Commissione regionale dei trasporti del Luganese (CRTL), che il PAL5 lo ha allestito. In sintesi, il DT contestava l’impostazione scelta dalla CRTL, la sostenibilità finanziaria di quanto proposto e la tempistica di alcune opere. Da qui la richiesta – o, forse meglio, l’imposizione – di apportare numerosi correttivi. Dopo settimane difficili, le parti avevano infine trovato un accordo e il documento era stato trasmesso a Berna. Che lo ha appunto cassato.
Mobilità lenta ma non solo
Nel PAL5 erano stati chiesti finanziamenti federali per una ventina di milioni per le opere in priorità «A», ossia da mettere in cantiere al più tardi entro il 31 dicembre 2031. Esse comprendono misure di mobilità lenta (una nuova ciclopedonale lungo la Tresa, una ciclopedonale lungo la trincea a Massagno, la rete ciclabile pedonale del Basso Malcantone), ma anche una nuova fermata TILO a Bironico e la riqualificazione del nodo intermodale di Lamone-Cadempino. Erano poi previste diverse riqualificazioni di fermate ferroviarie o di autobus – Taverne-Torricella (FFS), Agno (FLP), Magliaso (FLP), Novaggio (interscambio bus), Caslano (FLP) e Ponte Tresa (FLP) – così come costruzioni ex novo a Caslano. In ogni caso, rispetto alle opere inizialmente inserite – come per esempio l’Agglobus Centro-Pian Scairolo e la ciclopista Melide-Paradiso, messe in priorità «B» e dunque posticipate – il PAL5 era stato notevolmente «alleggerito». Ma non è bastato. Ora Cantone e CRTL proveranno a salvarlo politicamente a Berna, come già fatto con successo anni fa con il PAL3. Ma la strada è tutt’altro che semplice.
Le buone notizie
Se il Luganese incassa il colpo, con il PAL valutato 3 punti su 10, il Mendrisiotto, il Bellinzonese e il Locarnese possono di contro sorridere. L’efficacia dei loro Programmi di agglomerato è stata classificata come «sufficiente» e per PAM (5 punti su 10), PAB (6 su 10) e PALoc (5 su 10) i contributi federali sono dunque assicurati. Così come per gli altri programmi presentati in tutta la Svizzera. Sulla base della valutazione dell’ARE, Mendrisiotto, Bellinzonese e Locarnese riceveranno un contributo del 35 percento, pari a circa 14 milioni di franchi per il PAM, 20 milioni per il PAB e 16 per il PALoc.

